Dott. Gustavo Dominici - Direttore de "Il Medico Omeopata"

“Antibiotici e cortisonici!”- Le terapie che salvano i medici

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Il caso descritto dal dottor Gustavo Dominici su: “Il Medico Omeopata” pubblicato nel numero di dicembre mette evidenzia la propensione della nostra sanità a assumere atteggiamenti difensivi, ad applicare protocolli che spesso mal si adattano alle necessità e all’individualità del paziente che dovrebbe curare.

 

Olivia ha 8 anni. E’ mia nipote. Sempre curata omeopaticamente, non ha mai richiesto interventi troppo impegnativi: una telefonata, magari due, un rimedio, magari un altro e la guarigione rapida. Quindi, di fatto, come accade con le persone care, è stata curata senza mai essere realmente visitata come paziente in senso stretto. Un errore. Di recente ogni volta che ammala viene prescritto Lycopodium 200K, pochi globuli in genere sono sufficienti. Conoscendola meglio si è scelto di dare la medicina prima che ammali, quando diventa irascibile per sciocchezze, condizione che precede una febbre ed una faringo-tonsillite.

E’ Giugno. Mia figlia mi telefona dicendo che Olivia sta male in modo importante, ha temperatura sui 39°C, un terribile mal di gola di cui si lamenta molto, in particolare a destra, non riesce a mangiare, ha un linfonodo sottomandibolare destro molto ingrossato, fino a 4 cm ed oltre e “placche” alle tonsille. Si lamenta anche la notte e dorme con difficoltà. Rinuncio all’idea di Mercurius solubilis, inefficace nel passato, prescrivo “il solito” Lycopodium 200K, temendo una mononucleosi. Vista l’eventuale impegno della malattia faccio sciogliere i globuli in acqua, dinamizzare e somministrare un piccolo sorso ogni 4 ore circa. Dopo 48 ore l’unico risultato ottenuto è che al mattino la temperatura è scesa a 37,5°C per poi arrivare sempre a 39.5°C la sera. No appetito, no miglioramento delle condizioni generali. Rivedo la situazione (mentalmente, vive a 600 km di distanza) e decido con qualche perplessità per Baptisia tinctoria 30CH. Risultato: il mattino dopo la temperatura è tornata a 39°C ed il resto peggiorato. Assai pentito della scelta e dubbioso circa la diagnosi chiedo una visita dal pediatra: non rintracciabile né consultabile causa Covid. Chiedo di andare al Pronto Soccorso e di suggerire al collega la possibilità della mononucleosi. In realtà al PS il pediatra che visita la bambina ipotizza questa diagnosi, ausculta il torace, non visita per valutare eventuali linfo-adenomegalie o epatomegalia (!), non richiede esami e prescrive invece con decisione: antibiotici e cortisonici!


Rimango sbalordito dall’incoerenza fra l’ipotesi diagnostica e la terapia, riflettendo amaramente sul fatto che oramai i colleghi spesso prescrivono per salvare se stessi da eventuali accuse più che per curare. Chiedo analisi del sangue e tampone faringeo per verifica. Parlo con attenzione con mia figlia che tiene la situazione, ma con difficoltà visto che il suo compagno ed altri familiari iniziano a dubitare. Vengono confermati tutti i sintomi e la lateralità destra. E’ il 5° giorno di malattia, la temperatura non scende, i sintomi rimangono della stessa intensità, la bambina di fatto non mangia. Lycopo- dium MK, pochi globuli in soluzione, a sorsi. Il 6° giorno mia figlia: Papà, ha sempre 39°C, ma è un’altra bambina! Sta mangiando voracemente una coscia di pollo, non ha quasi più dolore, è di ottimo umore (vedi foto). Bé, finalmente l’energia vitale ha dato segni di reazione! Il terapeuta iniziava a stare in difficoltà. I risultati delle analisi confermano la diagnosi di mononucleosi in più il tampone è positivo per Streptococco beta-emolitico di gruppo A. La febbre dura ancora un giorno, poi tutto magicamente scompare. Da allora la bambina è stata particolarmente vitale e vivace, la sorella maggiore afferma: Dopo la malattia è insopportabile, non si tiene!

Questo non può essere definito un caso di mala sanità, per quanto il collega del Pronto Soccorso avrebbe dovuto visitare la bambina con più cura. Piuttosto un caso di sanità malata, dove i medici sono quasi costretti a prescrivere terapie di cui non sono nemmeno convinti, per proteggersi da possibili e probabili contestazioni. Di fatto se un paziente soffre o addirittura muore per gli effetti collaterali di un farmaco nessuno sarà punito, il contrario se non fosse stato prescritto un farmaco eventualmente utile. E così il mantra antibiotici e cortisonici imperversa, soprattutto nei riguardi dei bambini.

Infine: non dimentichiamo il valore della Medicina Omeopatica nella cura delle malattie virali, qualunque esse siano, da virus più o meno famosi. Un settore questo dove l’Omeopatia dovrebbe essere considerata come prima scelta. Si, proprio così, dati alla mano.

 

Tratto da Il Medico Omeopata – Anno XXV – numero 75 – dicembre 2020

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