Le diluizioni omeopatiche

Due passaggi sono fondamentali per un rimedio omeopatico, la diluizione delle Tinture Madri e la dinamizzazione, cioè l’azione di scuotimento dopo ogni diluizione.

Premessa importante che non dovrebbe essere necessaria, ma è sempre meglio ricordare… queste informazioni hanno il solo scopo di permettere ai pazienti di sviluppare una coscienza del cammino terapeutico intrapreso insieme al medico omeopata, migliorare la conoscenza e la consapevolezza del percorso terapeutico. In nessun caso le informazioni e gli approfondimenti possono sostituire la figura del medico, semmai queste conoscenze devono servire a contribuire a rafforzare quel rapporto medico paziente che ha un ruolo importante nel percorso verso la guarigione.

In altri articoli di questo spazio abbiamo parlato di rimedi omeopatici e della loro preparazione, adesso vogliamo approfondire il discorso sulle diluizioni, passando velocemente su argomenti già trattati in altri articoli del blog.

La materia prima omeopatica è la base di partenza. Il processo per la preparazione della Tintura Madre (descritto qui: link all’articolo i rimedi omeopatico come sono preparati) si rende necessario per consentire l’estrazione del principio attivo di cui l’omeopatia si servirà per preparare i rimedi ed intervenire in maniera più o meno profonda sul nostro organismo. Potrai trovare maggiori informazioni sulla preparazione dei rimedi, della Tintura Madre in questo articolo: i rimedi omeopatici come sono fabbricati?

Due passaggi sono fondamentali per un rimedio omeopatico, la diluizione delle Tinture Madri, secondo uno schema preciso e la dinamizzazione, cioè l’azione di scuotimento dopo ogni diluizione. 

La diluizione ha lo scopo di ridurre a valori infinitesimali il principio attivo contenuto nella Tintura Madre, per permettere l’attivazione della legge di similitudine. Le diluizioni hahnemaniane hanno un rapporto di 1:10 per quelle decimali indicate con la sigla (DH), di 1:100 per quelle dette centesimali con sigla (CH), e nella diluizione 1:50.000 per quelle dette cinquantamillesimali (LM). Supponiamo di voler produrre una diluizione decimale, pressa 1 parte di Tintura madre sarà diluita con 9 altre parti di acqua e la agiteremo 100 verticalmente (dinamizzazione), così avremo ottenuto la 1° diluizione decimale 1DH. In seguito preso 1 c.c. di 1DH diluito in 9 c.c. di acqua dopo la dinamizzazione avremo ottenuto la 2DH. Lo stesso sarà fatto per tutte le altre diluizioni 3DH, 4 DH e via dicendo. Il processo descritto da Hahnemann sarà fatto con l’utilizzo di flaconi nuovi. Così per ottenere un rimedio alla 200CH (duecentesimale) saranno utilizzati 200 passaggi di diluizione e dinamizzazione e ben 200 contenitori nuovi. La diluizione CH invece si ottiene diluendo una parte di TM in un rapporto 1:100 cioè ina parte di TM con 99 parti di acqua (o solvente), così da raggiungere tutte le diluizioni desiderate. 

 Altro processo di diluizione viene seguito per quelle indicate con la lettera K, dette korsakoviane, dal nome dell’ideatore del processo Simeon Nicolaievitch Korsakov, o anche dette “del flacone unico” poiché le diluizioni si fanno con l’utilizzo di un unico flacone. Korsakov ha stimato che lungo le pareti del contenitore rimane approssimativamente 1/100 di Tintura Madre, l’aggiunta delle 99 parti di solvente e la successiva dinamizzazione porterà ad ottenere la diluizione alla 1K. Con la stessa modalità saranno si otterranno le diluizioni 2K, 3K e via dicendo. È un sistema relativamente più semplice per il raggiungimento delle alte diluizioni, ma con più variabili  che rendono il processo meno esatto di quello messo appunto dal padre dell’omeopatia, S. Hahnemann. Per questo motivo, e solo per questo, il sistema korsakoviano non è contemplato in alcune farmacopee come quella tedesca e Francese. 

Le diluizioni più comuni in omeopatia sono la 4-5-7-9-15-30-60-100 e 200 sia che si parli DH che di CH. 

Un discorso a parte meritano le diluizioni cinquantamillesimali indicate con la sigla LM. Queste comparvero per la prima volta nella sesta edizione dell’Organon (il testo in cui il S. Hahnemann descrisse e mise a punto nelle varie edizioni successive i capisaldi della medicina omeopatica), indicata come la diluizione prossime alla perfezione. Ad esse si arriva partendo da una 6 o da una 60 CH diluita con 500 parti di acqua e dinamizzato. Anche le successive diluizioni manterranno il rapporto 1:50.000 arrivando alle diluizioni di 6-12-18-24-30-50 o 60LM. In buona sostanza, secondo le indicazioni del medico tedesco, queste diluizioni avevano il vantaggio di poter essere assunte anche ad intervalli brevi. A differenza di quanto comunemente si pensi, le diluizioni LM non sono delle altissime diluizioni, ma rientrano nella categoria delle diluizioni basse, medie ed alte. Si tratta solo di diluizioni che hanno una azione terapeutica più dolce e graduale, a parità di potenza omeopatica, sono quindi particolarmente indicate per pazienti sensibili o indeboliti.

Come dicevamo se la diluizione ha la sua importanza, ancora di più ne ha la dinamizzazione, cioè il processo di scuotimento verticale che conferisce al rimedio quel quid energetico necessario all’azione terapeutica. Non a caso il numero delle dinamizzazioni viene definito anche potenza. Nella pratica comune si fa riferimento semplicemente alla diluizione, considerando il fattore dinamizzazione già compreso in quel valore di diluizione.

 

A cosa servono tante diluizioni?

Se è vero che in omeopatia non esiste una regola rigida sulla somministrazione e sulla durata della terapia poiché, come abbiamo imparato la medicina omeopatica è individualizzata e molto dipende dal tipo di rimedio e dalle peculiari risposte del paziente, è pur vero che ci sono criteri generali che aiutano il medico omeopata (e solo un medico omeopata, vista la complessità della materia) a scegliere le diluizioni. 

Di solito le basse diluizioni, quelle fino alla 7CH, sono indicate per la cura di sintomi acuti, ben localizzati o derivati da eventi lesionali. La loro assunzione avviene solitamente con cadenza ravvicinata (1/4 d’ora, ½ ora e via dicendo), il loro effetto è pressoché immediato con effetti di breve durata. 

Le medie diluizioni, quelle fino alla 15CH sono adatti al trattamento di patologie organiche, subacute o per la cura di alterazioni funzionali. Il loro effetto necessita di 1 o due giorni per manifestarsi e l’effetto si estende per alcuni giorni.

I rimedi con diluizione 30CH detti di media-alta diluizione, costituiscono un punto centrale, di grande importanza. Sono per il medico omeopata, ed il suo paziente, uno “strumento” potente e versatile per affrontare malattie sub-croniche o croniche e sintomi generali non espressamente localizzati. Il suo campo d’azione si estende spesso anche alla sfera psichica, riuscendo a muovere dinamiche che altri sistemi terapeutici non possono attivare senza l’insorgere di effetti indesiderati. Per iniziare a manifestare i primi effetti possono richiedere anche parecchi giorni, intervenendo in stadi più profondi, coinvolgendo sia aspetti fisici che psichici, e possono mantenere il loro effetto anche per molti giorni a seguire.

I rimedi con diluizione di 200CH o MK sono rimedi ad alta diluizione, sono impiegati solitamente per patologie croniche, o nei casi acuti in cui la sfera psichica sia particolarmente coinvolta. 

Per i rimedi con soglie come1.000CH, XMK o LMK si parla di altissima diluizione, si tratta di rimedi che hanno un’azione profonda; particolarmente utilizzati su pazienti cronici in quanto hanno un’azione profonda sullo stato fisico e mentale. 

Alla fine di questo lungo discorso, che rimane nel campo della dottrina prerogativa del medico e non dei pazienti, emerge su tutto una caratteristica unica della medicina omeopatica: quella di essere una medicina che ricerca l’esattezza. Attraverso la precisione degli strumenti, ricerca la cura il più possibile in sintonia con il paziente. La ricerca dell’esattezza della cura per curare profondamente e senza nuocere. E’ questa da sempre una delle leggi fondamentali dell’ars medica, che la medicina ha fatto sua da sempre, sviluppando alla luce di questa legge, nel corso dei secoli, tutto il suo impianto terapeutico.

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