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Omeopatia: boom di acquisti online

Una tendenza positiva per tutto il settore, che però offre grandi vantaggi concorrenziali a Germania e Francia
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Un modo sicuro per trovare sempre il farmaco che si vuole, al prezzo migliore sul mercato. È probabile che siano questi i motivi che stanno spingendo il mercato online di prodotti omeopatici. Una corsa che, secondo un’indagine condotta da Doxapharma per Omeoimprese, porta un italiano su 2 ad acquistare online fino a 8 rimedi omeopatici all’anno. Come già rivelato da indagini precedenti, si tratta in prevalenza di donne, giovani, con alto livello d’istruzione.

Omeopatia: boom di acquisti online

Certo, il boom delle vendite online non riguarda solo l’Omeopatia. Quasi tutti noi siamo connessi alla rete praticamente 24 ore al giorno, e il mondo degli e-commerce sta vivendo un’epoca davvero d’oro, soprattutto con l’arrivo della pandemia da nuovo coronavirus. Il mercato dei farmaci omeopatici, però, sembra stia beneficiando di questo momento anche più che altri settori. Un successo che, secondo il 94% degli intervistati, è destinato a perdurare anche quando la pandemia sarà finita, e che un terzo delle persone ritiene addirittura in ulteriore crescita.

Un successo che sembra destinato a crescere nel tempo

C’è, però, anche un rovescio della medaglia. Parliamo, nello specifico, della perdita dell’attività di consulenza posta in essere dal farmacista, che ha il ruolo di fare da trait d’union tra il consulto con il medico omeopata e il cliente finale. Un’attività resa ancora più importante dall’impossibilità, qui in Italia, di avere dei chiari foglietti illustrativi allegati ai farmaci omeopatici. La legge vieta di fornire indicazioni terapeutiche. Quindi: niente bugiardino. Come è facile immaginare ciò rende complesso identificare il giusto rimedio, tarato sulle esigenze personali.

Le dichiarazioni del presidente di Omeoimprese

“Nel nostro Paese, a differenza che nel resto d’Europa – spiega Giovanni Gorga, presidente di Omeoimprese – la legge vieta di fornire indicazioni terapeutiche, mentre all’estero è normale trovare nella confezione di un medicinale omeopatico il foglietto illustrativo. Si tratta di un farmaco, e come tale viene gestito nell’interesse dell’utilizzatore finale. Perché, tutti i prodotti da banco, dall’antipiretico, all’analgesico, all’antiallergico, sono accompagnati da un bugiardino che ne illustra il corretto impiego e i rischi di un’assunzione impropria, mentre i nostri prodotti no?”

Si tratta di un grosso gap che va prontamente colmato dal Governo Italiano perché porta perdite di fatturato alle piccole e medie imprese e, di conseguenza, mancato gettito fiscale all’erario – continua Gorga – Anche se questo comparto rappresenta poco più dell1% del mercato farmaceutico, contribuisce ogni anno alle casse dello Stato con 50milioni di euro di tasse, dà lavoro a circa 2.000 addetti e, soprattutto nei mesi della pandemia, dei sussidi a pioggia, dei posti di lavoro in bilico, ha sempre assicurato stabilità economica ai propri lavoratori”.

Il gap tra l’Italia e il resto d’Europa

La differente legislazione in materia di farmaci omeopatici ha già creato grosse disparità in passato sui dati di vendita. Disparità che non potranno che acuirsi con la diffusione delle vendite online, e, quindi, con un mercato sempre più liquido. Già oggi gli acquirenti online acquistano più del 30% dei prodotti su siti stranieri. E questo non sempre per scelta: nel 30% dei casi non possono fare altrimenti, dal momento che solo sui siti all’estero è possibile reperire ciò che cercano. Così il 31% compra in Germania e il 24% in Francia, ad oggi i primi due mercati, seguiti da quello italiano. È evidente, quindi, che una revisione della legislazione in materia potrebbe portare nuovi equilibri, nuovi posti di lavoro e, soprattutto, un mercato di più facile accesso per l’utente finale.

 

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