Dott. Marco Esposito - Tempo di lettura 4 min.

Ansia: una compagna di viaggio poco gradita

Da un anno, ormai viviamo in una nuova condizione che ha sconvolto la vita di gran parte delle persone, e i fenomeni ansiosi sono ancora più frequenti che nel passato. Ansia è un termine che usiamo molto spesso, anche in modo inappropriato. Proviamo a guardarla più da vicino per comprenderla meglio, e capire come contrastarla.

L’ansia indica un complesso di reazioni cognitivo comportamentali e fisiologiche che si manifestano in seguito alla percezione di uno stimolo ritenuto minaccioso e nei cui confronti non ci riteniamo sufficientemente capaci di reagire.

L’ansia di per sé, tuttavia, non è un fenomeno anormale. Si tratta di un’emozione di base, che comporta uno stato di attivazione dell’organismo quando una situazione viene percepita soggettivamente come pericolosa.

Chiaramente l’ansia presenta diversi sintomi che iniziano con dei sintomi a livello centrale, definiti Sintomi Cognitivi e possono essere:

  • il senso di vuoto mentale
  • un senso crescente di allarme e di pericolo
  • la messa in atto di comportamenti protettivi cognitivi in modo eccessivo e marcato

E poi abbiamo anche Sintomi Comportamentali, tipo la tendenza immediata all’esplorazione dell’ambiente, la ricerca ossessiva di spiegazioni, rassicurazioni e vie di fuga. 

Ma i Sintomi che ci limitano di più sicuramente la vita sono  i Sintomi Fisici quali:

tensione, tremore, sudore, palpitazioni e aumento della frequenza cardiaca, nausea e disturbi gastroenterici, a volte anche vertigini.

Fra i sintomi più fastidiosi ci sono sicuramente le Palpitazioni. Queste possono essere indotte da una serie di agenti quali nicotina, caffeina, alcol e squilibrio elettrolitico, e magari a volte essere un segnale di un problema cardiaco, ma sono un classico e frequente  sintomo che può presentarsi durante periodi di ansia elevata.

A volte la persona interpreta in modo così ossessivo la palpitazione e di conseguenza lo stato ansioso che la sua condizione sfocia nel panico.

Nausea o disturbi addominali

Lo stomaco si contrae e si rilassa in modo regolare e costante.

Quando questo ritmo è disturbato si presenta la nausea. Diversi fattori possono portare a questa sensazione fisica come l’ingestione di certi cibi, i disturbi vestibolari, l’ipotensione posturale, infezioni e molti altri.

La funzione dell’alimentazione e della digestione sono le prime a bloccarsi durante uno stato di allerta, ma se la persona interpreta erroneamente la nausea come un segno dell’imminente vomito è più probabile che l’ansia aumenti e porti al panico.

Tremori e sudorazione

I primi sono movimenti involontari, oscillatori e ritmici di una o più parti del corpo, causati dalla contrazione alternata di movimenti muscolari opposti.

La sudorazione invece aiuta a controllare la temperatura corporea, che si innalza quando vi sono stati ansiosi.

Lo stress, infatti, stimola il sistema nervoso simpatico con aumento dei livelli di adrenalina e noradrenalina che stimolano un aumento del metabolismo, incrementando così la produzione del calore e la conseguente sudorazione utile all’abbassamento della temperatura corporea.

Vertigini

Le vertigini sono il prodotto dell’illusione del movimento di sé o dell’ambiente. Consistono in sensazioni di confusione, di capogiri o di stordimenti.

Quando le informazioni provenienti dal sistema dell’equilibrio (sistema visivo, e vestibolare) entrano in conflitto si verificano le vertigini.

I problemi dell’equilibrio e i sintomi fisici associati (instabilità, ansia, sudore freddo, palpitazioni) possono verificarsi anche in seguito ad ansia, iperventilazione e reazioni comuni allo stress, come stringere la mascella e i denti.

L’intensità delle vertigini può aumentare se viene data maggiore attenzione a queste sensazioni.

Cure e rimedi

Quando l’ansia diventa estrema e incontrollabile, conducendo in uno dei suddetti disturbi d’ansia, occorre un intervento professionale che possa aiutare la persona a gestire i sintomi così fastidiosi e invalidanti.

Fra i rimedi più importanti per combattere l’ansia la psicoterapia occupa un posto importante, e si è affermata nella comunità scientifica come una strategia fondamentale nella cura dell’ansia e dei disturbi correlati.

Analizziamo la terapia farmacologica dell’ansia: farmaci ansiolitici. le famose Benzodiazepine, largamente impiegate, utili se usate per brevi periodi: Se l’utilizzo si prolunga, questi farmaci creano grossi problemi di assuefazione e crisi d’astinenza che peggiorano la situazione clinica

Anche i farmaci antidepressivi di ultima generazione sono prescritti facilmente con funzione ansiolitica nel trattamento dei disturbi d’ansia. Essi hanno una certa efficacia, che però solitamente si perde alla sospensione della terapia, oltre a presentare molto spesso effetti collaterali (sonnolenza, disfunzioni  sessuali, problemi gastrointestinali, aumento di peso, ecc.).

Rimedi Naturali

Per fortuna madre natura pensa sempre ai suoi “figli“, mettendo a disposizione tantine sostanze che aiutano in modo dolce ed efficace a trattare e curare gli stati ansiosi. Molti già conoscono le virtù della Valeriana, ma ne esistono altri che utilizzati in sinergia, garantiscono un’azione completa sui sintomi prima descritti, sia a livello centrale, cardiaco e gastrico. Mi riferisco all’associazione di tre gemmoderivati:

Tilia Tomentosa (Tiglio), esercita un’azione ansiolitica, anti spasmodica e di sedazione generale. È il tranquillante vegetale per eccellenza, la sua efficacia è dovuta ai derivati terpenici con proprietà sedative e antispasmodiche che contiene.

Crataegus Oxyacanthia (Biancospino), possiede un elevato tropismo per cuore, coronarie, sistema cardiovascolare. Induce un rinforzo sistolico con riduzione della frequenza cardiaca, e vasodilatazione coronarica. Queste azioni sono dovute a procianidine oligomeriche.

Ficus Carica (Fico), le gemme hanno una spiccata azione regolatrice sull’asse cortico-diencefalico, con conseguente azione positiva sui disturbi gastrici collegati alla corteccia cerebrale, notevole sinergia con Tilia Tomentosa

Queste tre sostanze essendo fitoembrioestratti, sono estremamente concentrate e ne bastano poche gocce: da 5 fino ad un massimo di 10, due volte al giorno, per lenire i sintomi fisici e cognitivi dell’ansia, sia a livello centrale, che cardiaco e gastrico

Naturalmente è auspicabile che, assieme ad un supporto terapeutico, si associ un tentativo di modificare il proprio stile di vita, o le cause che ci procurano questa condizione di disagio. È buona norma in questi casi, usare il supporto farmacologico come  il primo passo per uscire dal disagio, ed acquistare le forze necessarie  per iniziare a guardare il mondo con occhi diversi.

3 Commenti

  1. Grazie! Molto interessante

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    • Buongiorno i vostri articoli sono molto interessanti . Da 12 settimane sto prendendo Homeos 42. Vorrei sapere se devo continuare perché da una decina di giorni non riesco a prenderlo.

    • Sarebbe meglio prenderlo durante tutto il periodo di pericolo pandemico.

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