Dott. Mauro Dodesini - Tempo di lettura 7 min.

La lezione del gatto

Di tanto in tanto incontro un vecchio amico dei tempi dell’università, spesso ci fermiamo a parlare, un tempo lo facevamo per ore bevendo e fumando fino all’alba. Si parlava di massimi sistemi, di filosofia politica e rivoluzione, oggi di temi più vicini, più pragmatici… sarà l’effetto degli anni che si accumulano sulle spalle. L’ultima volta che ci siamo visti abbiamo parlato  di quel sottile disagio, di quelle leggere ombre, che sebbene tutto scorra, più o meno come vorremmo, ci lascia la sensazione di rimanere incompiuti. Quella sensazione di non essere pienamente al centro della nostra vita, bensì di rincorrerla.

Come rimettere a fuoco quel principio di coerenza che così spesso ci capita di smarrire è stata la domanda cui ci siamo lasciati. Uno spunto per approfondire le nostre domande irrisolte, ce lo da il dottor Mauro Dodesini, medico veterinario, nel suo bell’articolo apparso su Il Medico Omeopata qualche tempo fa. Leggendolo ho ripensato alla mia gatta e a mio figlio quando era ancora piccolo piccolo, quando ancora muoveva i primi passi e ancora manifestava quel senso profondo di vivere in un eterno presente.

L’osservazione di questo affascinante animale associata alla conoscenza dell’Omeopatia dona spunti molto interessanti, oltre la possibilità di percepirlo la sua essenza più a fondo. Nella nostra analisi ci baseremo sul testo della Dott.ssa Sonia Campa, Comportamentalista e Autrice di diversi Saggi in merito.

Scrive la dottoressa Sonia Campa sul suo blog:  Il gatto non è un animale sociale obbligato: egli infatti, non ha bisogno di riconoscersi in un gruppo sociale di appartenenza per strutturare e motivare la sua esistenza. Il gatto è un animale che può condurre serenamente vita solitaria . . . può decidere di vivere in stretta prossimità di altri gatti, con cui potrà arrivare ad intessere relazioni sociali paritarie, anche di tipo affiliativo. E’ indipendente. … Il gatto resta un animale discreto e riservato. Il contatto fisico etero-specifico è qualcosa al quale il gattino dev’essere abituato sin da cucciolo sesi desidera che da adulto lo accetti e lo tolleri…

E’ autorevole. Non è servile. Il rapporto va coltivato con rispetto fin da cucciolo. Niente è scontato, nemmeno l’accettazione del contatto.

Anche il contatto tra conspecifici ha le sue regole e i suoi meccanismi insiti nella specie. I gatti tendono a organizzarsi in “gruppi sociali”… Il contatto fisico … è ben accetto da parte di un micio solo nei confronti di gatti appartenenti al suo stesso gruppo sociale, tenendo a mente che questi gatti non sono necessariamente tutti quelli con cui il micio convive!

La sua natura prevede una socialità non casuale e/o scontata, ristretta al suo gruppo di appartenenza, e adeguata alle sue regole.

Nella vita di tutti i giorni, ogni gatto regola i rapporti imponendo, mantenendo, gestendo specifiche distanze per cui la prossemica, nel linguaggio felino, insieme alla comunicazione olfattiva, visiva e tattile, assume un ruolo di rilievo per la risoluzione delle conflittualità.

Rispetto reciproco, regole chiare e definite sono alla base della loro organizzazione sociale.

La predazione è attività ludica e di sostentamento insieme: il gatto caccia piccole prede che si muovono, veloci, a scatti, indipendentemente dal senso di fame . Tuttavia si tratta, nel contempo, di una specie pre- data che adotta la fuga (tipicamente verso in posizioni sopraelevate) come strategia difensiva primaria

Un abile e autorevole cacciatore non motivato dalla fame ma dalla necessità di autoaffermazione. Reattivo quando i ruoli si invertono, non si infila nelle tane ma si rifugia in alto.

… I gatti socializzati agli esseri umani … godono della compagnia umana tanto da arrivare persino a ricercarla ed incoraggiarla. Tuttavia, nel loro sangue scorre il DNA di un animale assolutamente in grado di sopravvivere in equilibrio all’interno del suo territorio, se privato di qualunque riferimento sociale . . . Come conseguenza, la relazione che un gatto instaura con un essere umano non puo’ che essere di natura affiliativa: il gatto “sente” l’essere umano come un eterospecifico con cui riesce a intessere anche profonde relazioni d’intesa, ma senza interpretarlo mai come un centro referenza sociale. Da qui, dunque, se ne deduce una posizione assolutamente paritaria assunta dal micio nei confronti del compagno umano. Conquistare la fiducia di un gatto è un lavoro fatto di pazienza e di assoluta coerenza.

Come animali dalle origini solitarie, i gatti hanno un fortissimo senso di sopravvivenza e questo è il motivo per cui rompere la loro fiducia può costare la rottura definitiva di una relazione .

La relazione con loro non è mai scontata nè all’inizio del rapporto, nè durante. Il nostro gatto, nonostante i 10 anni, è affettuosissimo e sale in braccio per abbracciarmi. Mi strofina addosso il naso e mi stringe con unghie … penetranti. Quando rientriamo a casa dopo una lunga assenza sale camminando la colli- na brontolando ad alta voce e ci sgrida. Ma come abbiamo potuto allontanarci per così tanto tempo e lasciarlo solo. E’ tanto affettuoso quanto autonomo: si allontana per giorni e poi ritorna come se niente fosse. Può interrompersi in ogni momento perchè sono indipen- denti, autorevoli, ma soprattutto vivono Il potere adesso.

Mantenere l’ attenzione nell’ adesso . . . è riconoscere cosa è primario . . . quando l’Adesso è il fondamento, il centro primario della vostra vita, allora questa si svolge facilmente. Trattate questo momento come se fosse un ostacolo da superare? Sentite che avete un momento futuro più importante da raggiungere?… e siccome il futuro non arriva mai, salvo che come presente, questa è una maniera di vivere disfunzionale… non opporsi alla qualità dell’Adesso…  non discutere con ciò che è . . . significa essere allineati con la vita … l’Adesso è lo spazio nel quale accade … quindi non confondete il contenuto di questo momento con l’ adesso. L’ Adesso è più profondo di qualsiasi contenuto che emerge da questo, cominciate rendervi conto che siete più profondi dei vostri pensieri.

Parlando di “questo adesso presente” non intende una qualche uscita dal tempo, ma la sua accettazione, esso indica un rapporto con le cose, l’istante in opposizione alla durata descrive un modo di muoversi nel mondo, non di evadere da esso. Restituisce tutte le cose a loro stesse. (5)

Le ragioni dei nostri sbagli sono dovute al fatto che pensiamo troppo, in special modo i pensieri negativi. La mente senza controllo ci fa pensare che l’intera giornata sia stata un disastro, con il risultato che, disturbati dal pensiero, diventiamo incapaci di vivere come desideriamo, basterebbe fermare “il pensiero” che ci domina e che continua ad agitarsi convulsamente, per poter controllare più facilmente la mente essa ha la caratteristica di attivarsi impulsivamente, costantemente alla ricerca di stimoli sempre più intensi, quanto siamo inconsapevoli di fronte allo scorrere del pensiero, un metodo di controllo è il rafforzamento delle sensazioni attraverso il perfezionamento dei sensi, la pratica di vivere concentrandosi sui 5 sensi ci aiuterà a controllare il pensiero. Cerchiamo di evitare che si mescolino nella mente una mole considerevole di informazioni non rilevanti.

Davvero ci può suggerire tutto questo l’osservazione di un gatto?

Si e molto di più.
Vi esorto ad accettarlo, dargli la possibilità di relazionarsi con voi, rispettarlo e osservarlo con imparzialità divertita, con naturalezza. Lo sguardo è lo specchio di un animo profondo ed estremamente consapevole. Gli atteggiamenti, il linguaggio del corpo e la relazione sono incentrati su quel momento. Non c’è un prima e un dopo. Le parole saranno inadeguate ad esprimere la gioia provata: prevarrà la scoperta di un originale ed efficace modo di sentire.

Quante Nux Vomica nelle gatte ma- triarche! Una domanda sorge sponta- nea: davvero gli Antichi Egizi li adoravano soltanto perchè facevano la guardia ai granai?

Tratto da Il Medico Omeopata – Anno XXI – numero 63 – dicembre 2016

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