La psicodermatologia è la nuova frontiera della cura della pelle

L'epidermide è la parte di noi che comunica con l'esterno, ed è quindi sensibile alle nostre alterazioni psicofisiche

Avete presente quella volta che dovevate incontrare la persona dei vostri sogni, e vi è spuntato un orrendo brufolo proprio sulla punta del naso? Ecco. Avete subito pensato alla sfortuna, ma forse la spiegazione era un po’ più complessa di così. La pelle, infatti, è la parte di noi a cui è assegnata la funzione di comunicare con l’esterno. Emozioni, sensazioni positive e negative, traumi, spaventi. Passano tutti  per la pelle. Non a caso, quando siamo tesi, sudiamo. O sbianchiamo quando abbiamo paura. Forse quel dannato brufolo voleva solo comunicare al mondo esterno la vostra tensione per un appuntamento molto importante. Certo è che poteva trovare un modo più opportuno.

Per sondare il collegamento che lega l’epidermide alla psiche è stata creata negli ultimi anni una nuova branca medica, che unisce elementi più strettamente scientifici a nozioni di psicologia e psicoanalisi: la psicodermatologia. Una materia ancora di frontiera qui in Italia, dove gli specialisti si contano sulle dita delle mani. Un campo ben più avviato al di là dei nostri confini, negli Stati Uniti, Germania o Francia, dove gli piscodermatologi sono ogni giorno di più. Anche da noi, però, qualcosa sta cambiando rispetto al tempo in cui questa disciplina è arrivata nel nostro Paese 20 anni fa. Quando il professor Roberto Bassi, dermatologo e primario, ha organizzato i primi corsi di formazione a Venezia. oggi in Italia è presente e attiva la Società italiana di Psicodermatologia (SIDEP), che attraverso la Presidente Anna Graziella Burroni è impegnata nel far conoscere i benefici di un approccio più ampio ai problemi dermatologici.

Del resto sono tantissime le patologie che la dermatologia classica non riesce ad combattere efficacemente. L’orticaria, ad esempio, nell’80 per cento delle volte ha cause sconosciute. E poi la dermatite atopica, l’iperidrosi, l’acne volgare giovanile, l’herpes recidivante, la dermatite seborroica, il lichen ruber planus, la neurodermite, la psoriasi, l’alopecia areata, l’acne rosacea: tutte malattie che si fondano in tutto o in parte su un sottostante malessere emotivo, e che quindi possono essere trattate efficacemente solo agendo in contemporanea sul loro aspetto superficiale e sulla loro causa profonda.

A volte può essere complicato distinguere la causa dall’effetto. Corpo e mente si influenzano a vicenda, in un legame reciproco e indissolubile. Può capitare, anzi succede di frequente che lo stress sia la causa di una dermatosi, ma anche viceversa, dal momento che percepire come imbarazzante la propria immagine corporea può portarci a sentirci inadeguati o in imbarazzo con chi ci circonda. Questo loop, o nastro di Moebius, è l’esempio perfetto del campo in cui la psicodermatologia può esprimere al meglio al sua efficacia, aiutandoci a ritrovare al contempo equilibrio e bellezza.

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