Redazione

Morti da inquinamento: triste record per l’Italia

Secondo il rapporto dell'AEA siamo primi per decessi da biossido di azoto
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L’inquinamento uccide. Non solo in un lontano futuro attraverso surriscaldamento e carestie, ma anche in un attualissimo presente. E, purtroppo, in Italia uccide più che nel resto d’Europa. L’Agenzia europea per l’ambiente (AEA), nel suo report periodico sulla qualità dell’aria, è impietosa con l’Italia. Nel solo 2019 sono state quasi 64mila le morti evitabili dovute ad esso. Siamo purtroppo al primo posto tra i 27 paesi UE per le morti da biossido di azoto e al secondo dopo la sola Germania per quelle da da particolato fine e ozono.

Morti da inquinamento: triste record per l’Italia

Sebbene la statistica sia molto triste per il nostro Paese, ad allargare gli orizzonti ci sono anche motivi di ottimismo. Rispetto al 2005 (anno in cui il progetto è stato avviato), infatti, nel 2019 le morti premature attribuite all’esposizione al particolato fine sono diminuite del 33%, in linea con quanto programmato. Se l’Unione riuscisse a mantenere il passo, il progetto di inquinamento zero potrebbe non essere più utopia. Il risultato è comunque al di sotto delle prescrizioni dell’OMS, che chiede di mantenere standard di qualità dell’aria di per il PM 2,5 di 5 µg/m. Standard che avrebbero comportato una riduzione del 72% rispetto ai livelli del 2005.

64mila morti evitabili nel solo 2019

Secondo le stime dell’AEA, se gli Stati europei si fossero attenuti a questi livelli ci sarebbero stati 178mila morti evitabili in meno nel 2019. Il 55% dei 307mila effettivi. “Respirare aria pulita dovrebbe essere un diritto umano fondamentale. È una condizione necessaria per società sane e produttive. Anche con i miglioramenti della qualità dell’aria negli ultimi anni nella nostra regione, abbiamo ancora molta strada da fare per raggiungere i livelli delle nuove linee guida globali sulla qualità dell’aria dell’OMS”,. Lo dichiara il direttore regionale dell’OMS per l’Europa, Hans Henri P. Kluge. “All’OMS accogliamo con favore il lavoro svolto dall’AEA, che ci mostra tutte le vite che potrebbero essere salvate se i nuovi livelli di qualità dell’aria fossero raggiunti, fornendo ai responsabili politici solide prove sull’urgente necessità di affrontare questo onere sanitario”.

Nel Belpaese poco verde urbano

L’Italia, come segnalato da Coldiretti, dispone di appena 33,8 metri quadrati di verde urbano per abitante. Davvero pochissimo, e questo dato così basso incide negativamente sull’assorbimento degli agenti inquinanti presenti nell’aria. Secondo lo stesso rapporto il 47% degli italiani considerano l’inquinamento dell’aria la prima emergenza ambientale.

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