Dott. Marcello Aquino - Tempo di lettura 6 min.

Sedentarietà: spiacevoli inconvenienti

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Nell’ultimo anno, a causa della pandemia di COVID-19, più o meno tutti siamo stati costretti a una vita più sedentaria: smart working, limitazioni sociali, restrizioni, lockdown, google meetings, zoom meetings, videochiamate, coprifuochi, locali chiusi, che per forza di cose, ci hanno costretto a restare più tempo in casa e di conseguenza a stare più seduti.

Uno studio dell’ Università di Leicester dimostra come alla vita sedentaria siano associate malattie cardiovascolari, diabete, sindrome metabolica e una maggiore mortalità. 

Alla sedentarietà sono legati anche altri “minor disease”, che sono meno dannosi per la salute ma presentano sintomatologie comunque impattanti in maniera negativa sulla nostra quotidianeità. A tal proposito parleremo di emorroidi.

Emorroidi: cosa sono?

Le emorroidi  (dal greco haîma , “sangue”, e rhéó, “scorrere”) sono cuscinetti morbidi e vascolarizzati  composti da strutture artero-venose anastomizzate e da tessuto connettivo con un alto contenuto di fibre elastiche e collagene.

Le emorroidi sono localizzate nella parte terminale del retto e contribuiscono al mantenimento della continenza in quanto possono gonfiarsi e sgonfiarsi a seconda delle necessità.

In condizioni normali, le emorroidi non vengono minimamente percepite dall’individuo, ma il discorso cambia quando insorgono problemi che fanno sì che tali cuscinetti scivolino verso il basso (sia emorroidi interne che emorroidi esterne) causando così i sintomi caratteristici della sindrome emorroidaria.

Spesso la sindrome emorroidaria viene confusa con una varietà di altri problemi della regione anorettale, che vanno dal prurito anale, alle ragadi anali, alle fistole ano-rettali, al cancro del retto, alle cisti pilonidali o alle cisti sebacee ascessualizzate perianali.

Le emorroidi presentano quattro stadi:

I stadio: emorroidi interne non prolassanti

II stadio: emorroidi prolassanti ma spontaneamente riducibili

III stadio: emorroidi prolassanti che richiedono la riduzione manuale

IV stadio: emorroidi costantemente prolassate

I sintomi

Nella patologia emorroidaria abbiamo sangue che si accumula nelle emorroidi dilatandole e facendole scivolare verso il basso. 

Questo fenomeno favorisce da un lato la lesione delle pareti dei vasi e dall’altro tende a sfiancare i tessuti della regione ano-rettale, che si trovano costretti a sostenere un peso maggiore dato dal sangue ivi accumulato. 

Come risultato, le vene emorroidarie tendono a protrudere verso l’esterno dallo sfintere anale, quindi a prolassare, trascinando con sé la mucosa che le ricopre.

I sintomi della patologia emorroidaria sono:

-Dolore, in particolare durante la defecazione o mentre si è seduti

-Piccole perdite di sangue, che solitamente si osservano dopo la defecazione e  sono dovute a rotture dei vasi sanguigni.

-Prurito e forte disagio, come se degli aghi vi fossero conficcati.

-Sensazioni di gonfiore o di corpo estraneo nell’ano.

-In qualche caso perdita di feci.

-Presenza al tatto di corpi morbidi esterni all’ano.

Le complicazioni delle emorroidi sono rare e si verificano quando la disfunzione è prolungata. La perdita di sangue può causare carenza di ferro (anemia) oppure danni gravi ai tessuti. Se l’emorroide è strozzata il tessuto epiteliale può subire una forma di cancrena.

Quali sono le cause?

Si calcola che il 5-10% della popolazione mondiale soffra di emorroidi, e che il 50% ne abbia sofferto almeno una volta nella vita. 

Tale patologia si manifesta in maggior percentuale nei pazienti che hanno superato la soglia dei 50 anni ed è più diffusa nei paesi industrializzati a causa di cattive abitudini alimentari e sbagliati stili di vita.

La malattia emorroidaria è provocata dalla combinazione di più concause. E’ bene sottolineare il ruolo di tre fattori eziologici principali:

-L’ereditarietà; esistono infatti famiglie in cui le emorroidi sono molto diffuse.

-La stipsi che svolge di sicuro un ruolo aggravante,  durante la defecazione infatti, il maggiore sforzo e lo stare a lungo seduti sul wc favorisce l’irritazione delle emorroidi. 

-La gravidanza; periodo nel quale è frequente assistere alla comparsa della patologia emorroidaria. 

Questo accade sia per l’aumento di pressione pelvica associato alla presenza del feto, sia per i cambiamenti ormonali legati alla gravidanza stessa.

Abbiamo poi tutte le attività che comportano un uso eccessivo del torchio addominale, come lo stare seduti, lo smart working, andare a cavallo o in bici.

Altre cause scatenanti possono essere obesità, sovrappeso, farmaci come anticoncezionali e lassativi, ipertensione, steatosi epatica, cirrosi epatica, alcune neoplasie pelviche o l’ipertrofia prostatica.

Cosa fare in prevenzione?

La prevenzione, come sempre, nasce a tavola.

Una dieta non equilibrata e povera di fibre con scarso apporto di acqua fanno si che l’intestino non possa funzionare correttamente. 

Ne conseguono alterazioni dell’alvo che risultano irritanti per il plesso emorroidale.

Da evitare quindi insaccati, alcol, caffè, bibite gassate, cioccolato, spezie e cibi piccanti, fritti, grassi, pane e pasta derivanti da farine raffinate, carni rosse che possono innescare la dilatazione venosa ed agire da fattori scatenanti.

Via libera invece al consumo di acqua, almeno un litro e mezzo al giorno e fibre, specialmente quelle solubili che hanno azione prebiotica e combattono la stipsi. 

Utilizzeremo quindi frutta specialmente a buccia scura, verdura a foglia larga, cereali come avena, farro, muesli, yogurt senza zuccheri aggiunti, legumi, pane e pasta derivanti da farine integrali.

E’ importante anche la giusta integrazione. Abbiamo visto come l’intestino abbia un ruolo chiave e per tale ragione è bene assumere un integratore a base di prebiotici tipo i FOS (frutto-oligosaccaridi) e probiotici , specialmente lattobacilli e bifidobatteri per evitare l’infiammazione del lume intestinale e consentirne a pieno le funzioni.

In caso di stipsi, oltre alle fibre introdotte con l’alimentazione è consigliabile introdurre lo psyllium tutti i giorni.

La fibra di psyllium, grazie alle mucillagini, agisce assorbendo grandi quantità di acqua, il che rende più voluminose e morbide le feci. 

La fibra viene fermentata in modo parziale dai batteri residenti nel colon e questo aiuta a non provocare eccessivo gonfiore intestinale. 

Ha un’azione benefica anche sul metabolismo dei lipidi e dei carboidrati, poiché modula l’assorbimento dei nutrienti.

Regolarizza i movimenti peristaltici intestinali, aumentando la velocità di transito a livello del colon.

Infine ci sono dei comportamenti da mettere in pratica:

Camminare un’ora al giorno e fare attività fisica regolare; non passare troppo tempo sul water e assumere una posizione corretta; le gambe devono essere più vicino al petto rispetto alla posizione “consueta”, in modo da ridurre l’angolo che si forma tra addome e cosce, se necessario, poggiare i piedi su uno sgabello.

Come curare e alleviare i sintomi?

In caso di patologia emorroidaria, in prima istanza, è sempre bene utilizzare una pomata, personalmente ne consiglio sempre una che abbia sia proprietà decongestionanti/lenitive che troveremo nella Ratania, Calendula, Aloe. 

Sia un effetto benefico sul microcircolo che invece troveremo in Amamelide, Ippocastano, Elicriso, Peonia.

E’ bene anche assumere un integratore a base di piante officinali che sia in grado di agire sul microcircolo venoso e salvaguardarne la parete con una azione astringente, antinfiammatoria e vasoprotettiva.

Particolarmente interessanti sono:

-Ippocastano il cui principio attivo più importante è l’escina che, insieme ai flavonoidi, conferisce alla pianta proprietà antiedemigena e vasocostrittrice.

-Amamelide; grazie ai tannini presenta proprietà antinfiammatorie, astringenti, emostatiche locali, vasocostrittrici e flebotoniche.

-Vite Rossa ricca di bioflavonoidi (antocianidine e proantocianidine) e svolgono un’intensa attività antiossidante e antinfiammatoria, ma soprattutto tonica e vasoprotettrice.

-Rusco, Centella e Elicriso; contengono saponine steroliche, oli essenziali e resine, dalle proprietà vasoprotettrici e antinfiammatorie.

-Olio di Ribes Nero; ricco di vitamina E e acidi grassi omega 3 e 6, Migliora la circolazione, contribuendo a evitare flebiti, varici, gambe pesanti ed emorroidi.

Infine, Il miglior aiuto a  mio parere, specialmente quando la sintomatologia è particolarmente fastidiosa, è rappresentato dalla giusta scelta del medicinale Omeopatico.

Per la cura delle emorroidi esistono moltissimi medicinali Omeopatici che possiamo utilizzare in base ai segni che ci troviamo difronte, oggi ve ne citerò solo alcuni che, nella pratica clinica di tutti i giorni, riscontro essere molto efficaci e veloci nell’azione.

AESCULUS HIPPOCASTANUM: emorroidi con bruciore e prurito, come se il retto fosse pieno di aghi; Migliora con applicazioni fredde e sono associaze a costipazione.

ALOE: emorroidi sporgenti come acini d’uva, bruciore, dolore e sangue. Migliorano con applicazioni fredde e sono accompagnate spesso da diarrea.

COLLINSONIA: sensazione di retto pieno di aghi, indicata quando vi è congestione pelvica tipica della gravidanza.

HAMAMELIS: perdita di sangue, dolore e bruciore.

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