Dott. Marco Esposito - Tempo di lettura 4 min.

Una lumaca per amica

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Il freddo è arrivato e con esso arriva anche la tosse. Fastidiosa e irritante molto spesso non è un meccanismo necessario. Ci innervosisce e sfinisce durante il giorno e impedisce di dormire durante la notte.  La tosse che sia secca o produttiva (conosciuta come tosse grassa), spesso viene accompagnata da dolore e irritazione alla gola. Fastidi che si accentuano quando a soffrirne sono i bambini.

La tosse grassa è spesso un “meccanismo” necessario alla guarigione, rappresenta il modo attraverso cui l’organismo rimuove quantità eccessive di catarro dalle vie aeree. Per questo motivo, nella maggioranza dei casi, è buona regola non sopprimerla. Lasciare che faccia il suo lavoro, con la supervisione costante del medico è il comportamento più corretto ed efficace per raggiungere rapidamente la guarigione.  Normalmente, in una persona sana, il catarro è un semifluido bianco o trasparente che intrappola batteri e particelle che vengono inalate per trasportarle lontano dalle vie aeree. La presenza di un’infezione del tratto respiratorio può rendere troppo denso il muco. causando l’ostruzione delle vie respiratorie e rendendo difficoltosa la respirazione. L’organismo deve ricorrere ad un espediente per espellere il catarro: ecco che si presenta la tosse produttiva.

Gli sciroppi sedativi sono controindicati quando ci troviamo in presenza di tosse grassa. In questo caso, la tosse è il meccanismo che consente l’espettorazione del muco e sarebbe deleterio inibirne lo stimolo. E’ utile ricorrere a rimedi fluidificanti, che facilitano la fase di espettorazione del catarro.

Un’alleata contro la tosse

Per lenire questi fastidi dovuti alla stagione dei primi freddi si ricorre ai classici rimedi, sciroppi mucolitici, balsamici, caramelle da sciogliere in gola, a volte, in maniera impropria, agli sciroppi sedativi. Come sempre dalla natura arrivano le soluzioni più creative e più efficaci. Proprio quando la tosse è più produttiva lo sciroppo a base di bava di lumaca si è rivelato un ottimo alleato. Grazie alla sua particolare composizione, la bava, crea un film protettivo sulle mucose irritate e agisce come mucolitico naturale contro il catarro. D’altra parte è proprio questo il motivo per cui la lumaca lo secerne, proteggersi nelle fasi di spostamento.

La Lumaca, Helix pomatia, o Lumaca vignaiola, appartenente all’ordine dei Gasteropodi (dal greco gaster=stomaco e podos=piede cioè che “camminano sullo stomaco”), è un mollusco dal corpo piuttosto delicato in grado di secernere la “bava” per muoversi senza ferirsi, soprattutto sui terreni più accidentati. La bava della lumaca è infatti ricca di componenti naturali come mucopolisaccaridi, allantoina, aminoacidi, collagene, elastina e vitamine A,C,E, tutte queste sostanze presentano un’ azione lubrificante, lenitiva e riparatrice degli epiteli danneggiati .

Le numerosissime proprietà benefiche della bava di lumaca sono conosciute da millenni già nell’antica Grecia. Ippocrate si serviva della bava di lumaca per combattere le infiammazioni della pelle, aveva scoperto anche che ingerita anche in dosi minime questa era molto efficace contro la tosse e la pertosse.

Il suo utilizzo si è diffuso a partire dagli anni ’50 in Francia, soprattutto in Bretagna dove la bava di lumaca era giudicata il rimedio più efficace per i problemi respiratori. Gli sciroppi a base di bava di lumaca, grazie alla presenza delle sostanze già citate, sono estremamente efficaci come espettoranti e fluidificanti sul catarro. Gli enzimi in essa contenuti modificano le secrezioni bronchiali alterandone la vischiosità e rendendole più fluide. In questo modo il corpo riesce a mobilizzarle ed eliminarle dai bronchi più facilmente.

Un rimedio naturale con molteplici effetti. I principi attivi contenuti aiutano a ricostruire l’epitelio danneggiato della laringe e dei bronchi. E’ utile in tutti i processi irritativi delle vie respiratorie bronchiali e non presenta effetti collaterali. Per tutte queste ragioni è un valido rimedio anche a livello pediatrico.

Quindi abbiamo a disposizione dalla natura una sostanza che può aiutarci a liberarci da quel fastidio che è la tosse, senza nessun effetto collaterale. In questi sciroppi, per  migliorare il gusto, si aggiunge spesso il succo di lampone, che ne rende il gusto gradevole, facile da somministrare anche ai bambini.

Non solo per la tosse

Ricca di collagene, vitamina A, E, C, acido glicolico, allantoina ed elastina, la bava di lumaca è anche una preziosa alleata di bellezza, stimolando la rigenerazione cellulare, migliorando la compattezza della pelle, idratando e ammorbidendo l’epidermide, rendendola più luminosa e ossigenata.

Come si raccoglie?

A questo punto sorge spontanea la domanda: ma come si raccoglie la bava di lumaca?

Per il gasteropode la bava è una forma di difesa e la aiuta nel movimento. La secrezione di muco schiumosa permette alla lumaca di muoversi senza ferirsi nel suo caratteristico “camminare sullo stomaco”, oltre ad aiutare l’effetto ventosa che gli consente di arrampicarsi anche su superfici verticali.

Ci sono due metodi per ottenere la bava di lumaca:

Raccolta manuale: si prendono le lumache e si lavano per eliminare terra e altre impurità, poi le si sollecita leggermente con le mani, in modo che inizino a sbavare. In questo modo si raccoglie bava molto lentamente: in diverse ore si ricavano pochi centilitri di muco.

Raccolta meccanica: ci sono diversi macchinari che sono studiati per sollecitare le chiocciole, stimolandole a schiumare e raccogliendone le secrezioni.

Una volta estratta la schiuma deve essere filtrata e microfiltrata. Nel raccoglierla bisogna avere un po’ di etica: Scegliendo l’estrattore si deve tener conto che il processo sia cruelty free, ovvero che vada a stimolare le lumache in modo garbato. Questo è anche nell’interesse dell’elicicoltore, visto che le chiocciole trattate bene torneranno a essere utilizzabili per la raccolta di bava dopo un periodo di riposo.

Riassumendo, dalla natura ci viene data la possibilità di usare un estratto naturale, la bava di lumaca, che esercita una duplice azione: fluidificare l’albero respiratorio in caso di tosse produttiva e, con la ricchezza di sostanze lenitive e antiossidanti che possiede, migliorare la qualità della nostra pelle, niente male per un piccolo animale.

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