Nel mondo tornano le api: il regalo più bello nel giorno dell’Earth Day

Lo stop alla potatura e l'abbassamento dell'inquinamento stanno dando respiro alla specie di impollinatori più importante

Oggi in tutto il mondo si celebra l’Earth Day 2020, il giorno dedicato dall’Onu all’ambiente e alla salvaguardia del nostro Pianeta. Quale occasione migliore, quindi, per salutare il ritorno in massa dell’insetto che, forse, è il più intimamente legato alla biodiversità terrestre: l’ape. A quanto risulta, infatti, il numero di api è in grandissimo aumento quest’anno, per merito della riduzione della circolazione automobilistica e dell’inquinamento dovute al lockdown indotto dal nuovo coronavirus. Notizia migliore non poteva esserci, dal momento che questo piccolo insetto colorato svolge un ruolo imprescindibile nell’impollinazione di un numero infinito di piante e fiori. In altre parole, la sua estinzione porterebbe con ogni probabilità all’estinzione della flora come siamo abituata a conoscerla. Un problema che assilla studiosi di tutto il mondo, da decenni obbligati a confrontarsi con un numero di api in calo vertiginoso. E che finalmente pare aver avuto una svolta.

Secondo una ricerca effettuata in Inghilterra da Plantlife (la più grande organizzazione benefica europea per la conservazione delle piante selvatiche), questa inversione di tendenza potrebbe essere stata causata in larga parte dall’ improvviso stop alla potatura dei cigli della strada, in particolare delle autostrade. Da quando i campi selvatici hanno lasciato posto alle coltivazioni agricole e ai quartieri residenziali, infatti, queste sottili strisce di terra che affiancano il cemento percorso dalle auto sono diventate, assieme alle fattorie a conduzione familiare, l’unico luogo dove tantissime speci vegetali selvatiche possono crescere in santa pace. Le margherite che noi tutti conosciamo, le creste di gallo, la carota selvatica, il geranio dei prati, la centaurea scabiosa, la silene bianca, la campanula soldanella, la pimpinella, la betonia, sono solo alcuni dei fiori e delle piante che qualche generazione fa era comune vedere ovunque, mentre ora sono stati falcidiati fin quasi a scomparire dalla faccia della Terra. E queste specie sono di importanza esiziale per la proliferazione degli insetti impollinatori. La stessa ricerca ci dice che il Regno Unito (ma con ogni probabilità la stima è sovrapponibile a quella italiana) ha perso il 97% dei suoi fiori selvatici dagli anni ’30 ad oggi.

Iniziative a tutela del verde a bordo strada

Se per ottenere questi risultati positivi sono stati sufficienti un paio di mesi di riduzione delle attività umane, immaginiamo in quanto poco tempo potremmo restituire al nostro Pianeta tutta la biodiversità che merita. Se la crescita di una vegetazione autoctona e incontaminata non fosse relegata solo al ciglio della strada, ma potesse godere anche solo di una piccola frazione della terra dedicata ad altre finalità, la risposta naturale sarebbe rapidissima e poderosa, con vantaggi incalcolabili perla nostra salute, per il nostro eco-sistema, e in ddefinitiva, della vita tutta. Quale regalo più gradito da fare al Pianeta, magari cominciando da oggi, il giorno della sua festa.

0 commenti

Share This