Dott. Mariano Spiezia - Tempo di lettura 4 min.

La Bellezza

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Guardo l’intenso colore verde del prato che dolcemente degrada verso il mare di un blu cobalto: un potente contrasto di colori. Sono in Cornovaglia, vicino alla spiaggia di Loe Bar. È inverno e le sfumature sono più nette e definite che nelle latitudini del sud Europa. Ècome se non ci fossero tonalità intermedie. Qui definiscono tali toni “sharp” ovvero “affilati” ed hanno attratto centinaia di artisti inglesi ed internazionali che si sono raggruppati soprattutto sulla costa Nord di questa contea, dove la natura ha tratti intensi e selvaggi.

Immergersi nell’armonia della Natura

La mia mente è rinfrescata dall’aria fredda e pungente che estirpa i pensieri inutili per lasciare solo quelli che hanno un senso o che si relazionano a quanto vedo e percepisco. Èquesto uno dei miracoli della Natura, la capacità, una volta immersi dentro, di riportarti alle origini e di dare forza solo ai valori più veri e profondi dell’esistenza.

Oggi l’incanto, l’armonia, le vibranti note dei colori che vedo, mi portano ad interrogarmi su che cosa sia la bellezza.  Un fatto estetico? Un’armonia di linee e forme? Forse l’insieme di colori che  fanno trattenere il respiro, o ancora il gioco delle ombre determinate dai raggi solari ostacolati da qualsiasi superficie si frapponga al loro irradiarsi?

Non so davvero, e continuo a riflettere. Penso alla bellezza in senso lato, a quella per esempio dei numeri (uno è il famoso numero aureo 1.618 presente in tutto l’universo) o anche le forme geometriche di un’architettura perfetta o le note commoventi di un canto o le armonie musicali di una sinfonia che provocano uno stato di arricchimento interiore e di intense emozioni; o ancora la bellezza delle parole di una poesia, di un racconto, la bellezza dell’amore filiale o di coppia, la bellezza dei rapporti tra gli esseri umani, o ancora la bellezza dei sapori nel gustare un’antica ricetta ben equilibrata, o la bellezza di un nuovo progetto per migliorare la vita o la società, o quella estetica, e non solo, di un viso senza tempo.

La bellezza è come un eco

Insomma, inizio a pensare che la bellezza sia un’eco, sia un riflesso di uno stato interiore, in parte mentale ma anche spirituale.

Se è vero che il mondo che vediamo è il riflesso di ciò che siamo e, in un certo modo della nostra origine, noi vediamo fuori quello che abbiamo dentro. Ed è questo che va esplorato, interrogato, coltivato per permetterci poi di coglierlo altrove.

Senza voler generalizzare, una persona indifferente o arida o chiusa nel proprio sé, difficilmente vedrà il bello ed il buono in ciò che la circonda, spesso se non in funzione del proprio tornaconto. Una persona incline alla ricerca, a porsi delle domande, a interrogarsi sul senso delle cose e della vita, una persona curiosa e sensibile, è molto più predisposta a percepire la bellezza in tutte le sfumature dell’esistenza.

È l’eterna sfida evoluzionistica per passare da schiavi ad esseri liberi, dall’io al tu, dal ripiegamento su se stessi, all’apertura verso la vita e gli altri, dalla soddisfazione dei propri bisogni alla comprensione dei bisogni, di uguale importanza, degli altri.

Approfondendo, comprendo sempre meglio che la percezione della bellezza è la conseguenza di un’apertura culturale e di uno stato di ricchezza interiore.

Il Maestro e il teschio del cane

Un giorno un grande ed antico Maestro camminava con i suoi discepoli sul ciglio di un deserto quando vide il teschio di un cane. I discepoli alla vista di quei resti si turbarono; il Maestro invece disse: “Che cane fortunato deve essere stato in vita, i suoi denti cosìbianchi e sani dimostrano quanto il suo padrone sia stato affettuoso ed attento ai suoi bisogni”. I primi videro solo le vestigia di un corpo, il secondo vide l’amore del padrone del cane, in pratica colse il bello ed il buono in quell’esperienza.

Dunque, qualunque sia la spinta verso la ricerca della bellezza, è necessario coltivarla, essendo un valore indispensabile per dare un senso e comprendere a pieno l’esistenza.

Imparare la bellezza

Ci sono tanti modi per far crescere e raffinare il senso della bellezza: andare in un museo a vedere le opere dei grandi maestri della pittura e dell’arte, visitare siti archeologici per ammirare le grandi architetture del passato, o ancora visitare nuovi padiglioni moderni per comprendere i mutamenti dell’arte alle sfide contemporanee, leggere un libro che ispiri, o andare ad una sfilata di moda o parlare con altre persone di culture e fedi diverse per imparare la bellezza della tolleranza e della diversità, esplorare la meraviglia della chimica e della fisica carpendo, al di là dei numeri e delle leggi, quell’unica Legge che regola l’Universo; o ancora studiando la bellezza del corpo umano o dei principi che lo regolano nelle più profonde reazioni delle sue cellule, o ancora meditare in silenzio per assorbire un altro tipo di bellezza che non usa più parole per esprimersi…

O semplicemente restare a guardare la Natura con la sua armonia, i suoi colori, la sua forza, accogliendone il suo messaggio d’amore. Dal fuori al dentro e dal dentro al fuori. Chi potrà dividere questo legame?

Compiendo questo passaggio realizzeremo l’Unità, e così il dolore della separazione sarà sconfitto. Ritorneremo al centro di noi stessi dove l’unico codice è la bellezza di essere, qualunque cosa siamo.

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