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La medicina dei codici a barre

In tempi di screening e indagini statistiche torniamo a mettere al centro del discorso il rapporto tra medico e paziente

È di qualche giorno fa la notizia di un gigantesco studio attivato da Apple sul ciclo mestruale femminile. Attraverso un’app le donne possono registrare i propri valori, i sintomi più comuni, la durata e altri dati – sensibili, come tutti i dati medici – che poi verranno analizzati da qualche potente algoritmo alla ricerca di connessioni statistiche. Così veniamo a sapere che le donne hanno segnalato più spesso crampi addominali, gonfiore e stanchezza (oltre il 60% ). Più della metà delle donne ha segnalato anche sintomi come acne e mal di testa. Il 37% delle partecipanti ha indicato diarrea e alterazioni del sonno.

La medicina dei codici a barre

La comunità scientifica si è spellata le mani dagli applausi, ça va sans dire. Ha salutato l’indagine statistica come la più completa mai tenuta sull’argomento. Ha dato grande risalto alla possibilità di confrontare i dati per etnia, età, e tanti altri fattori. Permetteteci di dissociarci da questa claque giubilante. Innanzitutto per il grande rischio a cui esponiamo i nostri dati. Le tante rassicurazioni di Apple, o della prossima grande azienda che si lancerà in queste “attività di beneficenza”, non ci rassicurano affatto. Perché non sarebbe la prima volta che una multinazionale usa i dati che ha ricevuto in forma confidenziale per i propri interessi (qualcuno conosce la vicenda di Cambridge Analytica?), certo. Ma non solo.

Nessun agglomerato di dati sostituirà mai un bravo medico

C’è un problema più grande, e che non riguarda la visione che ognuno di noi ha del mondo del business, ma piuttosto quella che abbiamo del mondo della Salute. Perché una connessione statistica non potrà mai sostituire le conoscenze, l’intuito, l’adattabilità, e in ultima analisi l’amore che un medico – un bravo medico – mette nel proprio lavoro. Se anche potessimo confrontare i dati di tutti gli abitanti sulla faccia della Terra – e probabilmente presto potremo – questo enorme conglomerato di numeri non potrà mai restituirci l’unicità di ogni persona. Il mondo ha già smentito questa visione meccanicistica, laplaciana dell’uomo, e continuerà a farlo ogni volta che verrà riproposta.

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