A cura di Sabrina Ranieri - tempo di lettura - 4 min.

Se sto bene con me stesso difficilmente mi ammalerò

Non vuole essere un riferimento solo alle patologie stagionali o del momento.

Siamo terreni.
Un buon terreno darà vita ad un seme che produrrà piante sane e vitali, dai colori vivaci e brillanti.
Perché si! siamo anche colori, oltre che vibrazioni, frequenze. Siamo energia pura. Tutto è energia intorno a noi. 
E l’energia è piena di colori, anche aldilà della scala cromatica che conosciamo.
I colori degli alimenti che introduciamo, con la loro carica vitale, il colore delle emozioni che proviamo nelle diverse situazioni che viviamo, gli sguardi che incontriamo, le parole che ascoltiamo, i paesaggi che ci circondano, tutto ciò che interagisce continuamente con noi ed il nostro stato emozionale ha una risonanza.

Incontrai ed intervistai tanti anni fa un conosciuto architetto artista, Bruno Gripari. Un esempio di inconscio collettivo al quale si riferiva Carl Gustav Jung, che grazie alle sue misteriose e non convenzionali calligrafie, è stato riconosciuto come uno fra i rari calligrafi che operano su forme ispirate, immagini, leggende, miti e rituali che fanno riferimento alle culture e genti dell’Asia Centrale. Le sue opere, gli stendardi e le lacche, presentano disegni, grafie e testi scritti in diversi sistemi e stili: nelle simbologie e calligrafie, le parole che ritroviamo spesso sono legate alla natura ed al benessere: brillare, buona fortuna, bellezza, divinità, famiglia, musica, offerta, prosperità, gioia, respiro, sicurezza, protezione, sorgente, luce, cielo, vento, seta, terra d’origine  stella..

Bruno mi disse : 
“Io non creo nulla! Sono solo un intermediario a disposizione di altre forze. La mia è un’arte ispirata, è un’arte che viene dall’alto, da una memoria arcaica. Sono convinto che tutte le azioni siano collegate, siano anelli, che ci sia una sinergia tra le persone, i materiali, secondo un disegno del cosmo. Le mie grafie si sviluppano in modo automatico, accade improvvisamente. Vedo una Luce di straordinaria bellezza, filamenti che arrivano dall’alto e colori che vanno aldilà delle frequenze visive e che cerco di tradurre con l’uso di oro, argento, incenso, mirra e resine naturali in un processo di sovrappisizioni, un lavoro di settimane.
Per capire cosa avvenisse dentro di me da quando ero bambino, feci intervenire un calligrafo, poiché ricorreva sempre una frase e nemmeno io ero consapevole del suo significato. La traduzione fu ” Presentarsi con rispetto alla Terra d’origine.” Successivamente un antropologo di origine mongola mi spiegò che è la Mongolia la cosiddetta Terra d’origine, e fece con me un viaggio in questo paese, mai visitato prima, dove sono stato accolto da maestri che mi hanno riconosciuto e conferito il titolo di “Figlio del cielo”. Ancora mi sto facendo domande riguardo a questa esperienza.”
“Non sopporto una moda (un vestito) che non sia brillante, luminoso, una veste di luce. Mi sono trovato spesso a scontrarmi con stilisti noti. Vedo l’abito come il vascello che ci fa partire verso il cielo. Vestirei solo con roba spaziale, proiettato nel futuro.”

L’intervista a Bruno fu veramente un dono del cielo. Un’esperienza unica.
L’ho ricordata e ne ho riportato un tratto con gioia per trasmettere quanto siamo collegati con tutto ciò che ci circonda, che vediamo o non vediamo, che conosciamo o non conosciamo, ma che ci appartiene, è dentro di noi e si manifesta, continuamente. Sta in noi tradurlo, decifrarlo, ascoltarlo, riconoscerlo.

Bruno, nell’infanzia, soffrì di problemi respiratori gravi, asma, poiché il padre bruciava tutti i suoi calligrafi nei campi, convinto fossero opera del demonio, obbligandolo a non scrivere più.
Da allora il “soffocamento” divenne parte di lui, fino alla morte del padre. Subito dopo, la malattia si risolse spontaneamente e “Respiro” (decifrata) fu una delle prime parole che scrisse, ancora oggi tra le più ricorrenti nelle sue calligrafie.

“…la realtà è oltre ciò che vediamo…”
Quante volte avremo letto questa frase.
Ebbene, una riflessione in merito, di tanto in tanto andrebbe fatta, entrando in noi stessi, guardandoci dentro. Un bellissimo viaggio.
Anche il termine consapevolezza, tante volte sentito, nominato. A cosa si riferisce?
All’essere a contatto con la nostra natura, con ciò che ci appartiene, ma anche con cosa non lo siamo. Possiamo continuare a vivere la nostra vita, con tutto ciò che include di più o meno piacevole, ma con l’impegno verso noi stessi di non tradirci, di avere cura di ciò che siamo, delle nostre attitudini, i nostri talenti, le nostre passioni; con l’Amore per noi stessi e per ciò che di meraviglioso abbiamo intorno e ci ospita in questo percorso esperienziale chiamato vita.

Occhi aperti e cuore in mano… e credo che il nostro sistema immunitario ci ringrazierà per l’importante sostegno e nutrimento.

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