Omeoimprese chiede possibilità di pubblicizzare prodotti al pubblico

“Il comparto della Medicina omeopatica contribuisce concretamente al PIL nazionale”. Così è intervenuto Giovanni Gorgia, presidente di Omeoimprese, nel corso di un’audizione in commissione Industria del Senato. Nel corso dell’audizione il presidente Gorga analizza la congiuntura post coronavirus per le aziende farmaceutiche del mondo delle medicine complementari.

Il comparto è costituito per la maggioranza da PMI che tutte insieme generano un fatturato di 250 milioni di euro. Si tratta di un terzo del mercato europeo, che vede l’Italia al 3° posto dopo Germania e Francia; non solo in ordine di fatturato ma anche per il numero di utilizzatori (circa 9 milioni).

Come per tutte le altre aziende farmaceutiche, anche quelle che si occupano di medicina complementare hanno sostenuto uno sforzo notevole durate il periodo di quarantena. Rimanendo operative, aumentando i turni di produzione ed adeguando i presidi di sicurezza a nuovi e più stringenti protocolli, per fare fronte alla cresciuta domanda di farmaci. Non mancano le preoccupazioni per gli effetti della crisi post coronavirus che potrebbe manifestarsi nei prossimi mesi. Da qui “la necessità di un protrarsi delle misure previste dal Decreto Liquidità e dal Decreto Rilancio, come ad esempio l’estensione dei finanziamenti da 72 a 100 mesi per importi superiori a 30mila euro e interventi sulle piccole e medie imprese che registreranno un calo di fatturato superiore al 33%, nell’arco dell’intero 2020 e limitatamente al bimestre marzo aprile”. Ma “la questione che più preme” al comparto, perché “potrebbe fare da volano all’economia di questo mercato, ma non solo”, è “la possibilità di fare pubblicità al pubblico dei farmaci omeopatici”.

“Come accade in moltissimi Paesi dell’Unione europea – afferma Gorga – credo sia arrivato il momento di aprire un dialogo con il ministero della Salute, l’Agenzia del farmaco e tutte le Istituzioni sanitarie per consentire alle aziende di comunicare in modo trasparente con il consumatore. Oggi siamo impossibilitati a dare indicazioni in etichetta su posologia e campo di applicazione del medicinale omeopatico. In altri Paesi europei, di contro, sulle confezioni sono riportate le indicazioni terapeutiche o quanto meno il campo di applicazione del farmaco”.

“Per tali motivazioni – aggiunge il presidente di Omeoimprese – sarebbe opportuno che, anche in Italia, ci fossero meno restrizioni. Diversamente significherebbe affossare irresponsabilmente un settore produttivo sano, che in questi mesi ha dimostrato responsabilità e senso delle Istituzioni. Mi piace stigmatizzare che il comparto della medicina omeopatica contribuisce a tutti gli affetti al Pil nazionale”, conclude Gorga

 

 

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