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29 Settembre, 2026

ORGANON – Paragrafo 9

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Il paragrafo 9 dell’Organon della Medicina di Hahnemann (6ª ed.) chiarisce concetti di fondamentale importanza, tratti dall’osservazione clinica e, in realtà, fino ad allora sconosciuti. Concetti che ogni persona, medico o paziente, e persino gli amici e i sostenitori dell’omeopatia, o semplicemente i professionisti della salute e coloro che sono interessati alla guarigione, devono necessariamente conoscere.

Le scoperte della medicina omeopatica costituiscono un sapere che appartiene, si integra e entra a far parte in modo coerente e naturale di ogni tipo di conoscenza, sia scientifica in generale, sia medica, filosofica, tecnologica o di qualsiasi altra natura, poiché si tratta di scoperte dimostrabili che si fondano su verità riconoscibili da tutti.

Il paragrafo recita così: «Nello stato di salute, la forza vitale (autocratica) che anima dinamicamente il corpo materiale (organismo), governa con potere illimitato e mantiene tutte le parti dell’organismo in un’ammirevole e armoniosa attività vitale, sia per quanto riguarda le sensazioni che le funzioni, in modo che lo spirito dotato di ragione che risiede in noi possa impiegare liberamente questi strumenti vivi e sani, per i fini più elevati della nostra esistenza».

La prima considerazione si riferisce alla condizione principale, quando si parla di stato di salute.

Vale a dire, le forze vitali si comportano in modo diverso e hanno una possibilità d’azione distinta quando ci si trova in uno stato di salute rispetto a quando ci si trova in uno stato di malattia, e se ne possono osservare le conseguenze.

La seconda considerazione importante è comprendere che la forza vitale dell’essere vivente, quella forza individuale che possiede tutti i messaggi necessari per realizzare la vita personale di ciascuno di noi come esseri unici e irripetibili, e che comprende eredità, storia e divenire, è autocratica.

Autocratica significa che si governa da sé. Non è intelligente. Il suo potere d’azione e i suoi limiti sono già predeterminati.

È un’istanza che si governa da sé, che orienta dall’interno lo sviluppo della vita e che decide, senza intermediari, la forma irripetibile in cui ogni individuo diventa ciò che è chiamato a essere

La terza considerazione è che il suo potere è invisibile e dinamico, ma è il grande motore dell’azione dell’intero organismo, sia nelle sue funzioni più elementari che in quelle più elevate, dalle funzioni unicellulari fino a quelle psichiche e mentali più complesse. Una forza vitale che agisce come un tutto indivisibile e che può essere percepita come manifestazioni nel comportamento umano, solo sotto forma di sensazioni e funzioni varie.

Detto questo, si conclude che le forze vitali, in condizioni di salute, hanno solo la capacità di mantenere l’armonia, l’omeostasi, ovvero il meccanismo attraverso il quale il corpo preserva la propria stabilità interna mediante aggiustamenti continui e dinamici, rendendo l’organismo il substrato, il veicolo, lo scenario «in cui lo spirito di ciascuno, come soffio divino e genuinamente umano» si manifesta in modo unico e particolare per ogni individuo, essendo il vero timone che guida il mistero della vita di ciascuno e consentendo la realizzazione della dimensione trascendente implicita in ogni essere umano. Un timone che lo spingerà a desiderare la migliore realizzazione possibile della propria vita e del proprio mistero nelle attività della vita quotidiana naturale.

Tuttavia, in stato di malattia, le cose cambiano. La forza vitale, proprio perché non è in grado di intelligere, cioè non è in grado di ragionare e risolvere i problemi da sola, in questo caso quelli relativi alla malattia o al disordine nel funzionamento dell’organismo malato. Non è in grado di scoprire da sola vie diverse da quelle che ha strutturate nella sua natura essenziale, autocratica, e pertanto si trova autenticamente limitata nel trovare la via per il recupero della salute, dell’equilibrio e dell’armonia quando questi sono già stati persi in modo profondo, cronico ed ereditario.

Possiamo dire, come conferma l’esperienza, che è in grado di ristabilire spontaneamente l’equilibrio quando si tratta di alterazioni

  1. dovute a mancanza di igiene o a uno stile di vita scorretto.
  2. indisposizioni, purché non si tratti di avvelenamenti fulminanti.
  3. false malattie, purché non sia trascorso troppo tempo di squilibrio tale da creare una falsa malattia cronica.
  4. malattie acute, endemiche o epidemiche, purché non siano di grave entità.

Nelle malattie che raggiungono una seria gravità, anche se acute, le forze vitali naturali e spontanee non sono in grado di trovare il modo di tornare all’equilibrio e spesso, se non interviene la giusta intelligenza umana, aprendo altre possibilità di risposta terapeutica nascoste all’interno dei processi naturali, finiscono semplicemente con la morte del malato.

In altre parole, quella “vox populi” che si è diffusa secondo cui la salute è dentro di te, e tu puoi decidere di essere sano con la tua stessa volontà, oppure che le tue energie interiori sono sufficienti per guarire, viene compresa meglio perché sì, è vero! che la salute risiede nelle tue forze interiori (non nei farmaci, idea del tutto falsa che è stata trasmessa dalla medicina meccanicistica), poiché la causa efficace della salute e della malattia è la forza vitale di ogni essere vivente. Ma allo stesso tempo, una volta dimostrato il limite spontaneo della forza vitale autocratica, si comprende che, di per sé, la forza vitale di un essere vivente non è in grado di risolvere ogni tipo di sofferenza. No, quando supera certi limiti e no, definitivamente, quando si trova di fronte alla malattia interiorizzata, cronica ed ereditaria.

Esempi

  1. Mancanza di igiene o vita scorretta. L’igiene viene prima della terapia

Che cos’è l’igiene? L’igiene è l’adeguato soddisfacimento di un determinato bisogno dell’organismo di una persona o di un essere vivente. Vale a dire il rispetto delle sue condizioni di vita ottimali.

Un cespuglio di rose è diverso da un cactus. Le condizioni di vita ottimali per un cespuglio di rose sono un’esposizione al sole inferiore a 6 ore; devono trovarsi in luoghi ventilati ma riparati, su terreni ben drenati; vanno annaffiate alla radice e concimate in primavera.

Un cane da caccia non può vivere in un appartamento perché le sue condizioni igieniche sono: un’alimentazione ricca di proteine e un’idratazione costante durante e dopo la caccia, sessioni quotidiane di esercizio fisico con addestramento e educazione all’obbedienza nei confronti del cacciatore, addestramento per il controllo degli impulsi e dello stress, ecc.

Allo stesso modo, ogni essere umano, a seconda dell’età e della natura, ha le proprie condizioni di vita ottimali che devono essere rispettate.

Un antico detto della saggezza popolare recita: «Il bambino vive giocando, l’adolescente gioca con la vita, l’adulto si gioca la vita e l’anziano vive nel ricordo di ciò che ha giocato». Si tratta di un’espressione che indica l’igiene propria di ogni età. Una piccola guida di base sull’igiene comportamentale durante la crescita dell’essere umano.

Volere che un bambino sia «ragionevole» e non viva giocando – il che, in definitiva, non è altro che imparare a diventare adulto nella vita – è una mancanza di igiene che avrà conseguenze sul suo sviluppo. Creerà un terreno fertile latente per le malattie e vedremo come si ammalerà facilmente di raffreddori, tosse, malattie infettive, ecc. Il problema non si risolve portandolo continuamente dal pediatra, ma dandogli ciò di cui ha bisogno.

Pretendere che un adolescente non esplori la vita con tutti i suoi rischi e volerlo incanalare prematuramente per garantirgli un buon futuro è una mancanza di lungimiranza e di igiene, per cui l’adolescente prolungherà il proprio disorientamento e la propria insoddisfazione di vita, non potendo dare libero sfogo ai propri desideri, anche se errati o pericolosi, trasformandoli in esperienze variegate e, logicamente, filtrando ciò che gli appartiene e ciò che non gli appartiene, nonché ciò che lo stimola veramente e lo prepara a scegliere, decidere e dedicarsi alla vita da adulto, guidato dalla propria naturale evoluzione di crescita.

Questo è uno dei motivi per cui incontriamo così tanti adulti disorientati e così tanti adulti che vogliono comportarsi da adolescenti come se fosse una grazia particolare.

Allo stesso modo, la serie di difficoltà che hanno impedito la loro maturità erotica, morale, virile o femminile costituisce un problema legato all’evoluzione degli adulti. Così oggi incontriamo uomini che, pur essendo nell’età dell’unione complementare dell’amore, non provano il desiderio di completarsi, e allo stesso modo donne che, pur trovandosi nel periodo della fecondità e della pienezza dell’unione, non desiderano né questa dedizione né la maternità. Ciò è conseguenza di ritardi evolutivi, logicamente dannosi – sebbene involontari – per provare la gioia e la pienezza «naturale» inscritta nello sviluppo psicobiologico e spirituale di un essere umano.

I risultati sono, oggi più che mai, evidenti nel caos sociale ed esistenziale dell’umanità dei nostri tempi. Ad esempio: quando è il momento di essere fecondi, non si è preparati, e quando si vuole essere fecondi, fuori dal momento giusto, l’organismo si oppone e si deve ricorrere a qualche espediente per forzare la natura, con le conseguenze nefaste che tutti conosciamo.

Si è formata una società che non ha anziani ma solo vecchi, termine usato per indicare «ciò che non serve». Per questo si può dire che sia una società piena di vecchi, non di anziani, uomini maturi che trasmettono la continuità del sapere e dell’esperienza, ciò che un tempo era venerato: la saggezza.

Oggi le nostre società sono piene di persone anziane che rappresentano un peso per le famiglie, che sopravvivono in modo funzionale perché piene di farmaci che sostituiscono le loro funzioni vitali compromesse e che aspettano solo di andare in farmacia o dal medico per strappare un po’ di vita alla morte naturale, contro la quale si ribellano perché hanno perso il senso della propria storia e desiderano solo «non morire morendo».

Società in cui la vita viene forzata in modo innaturale e antiigienico. E si costringe le persone che avrebbero dovuto passare naturalmente a miglior vita già da tempo a resistere, degenerando fino a estremi oltraggiosi, in nome di un’etica artificiale e immorale orchestrata dagli interessi del «commercio del dolore».

In tutte queste circostanze, se siamo in grado di comprendere la mancanza di igiene – fisica, morale, emotiva, sociale, circostanziale ed esistenziale – abbiamo la possibilità di agire cercando di eliminare gli ostacoli e fornendo strumenti adeguati per tornare al percorso naturale, dove le forze vitali saranno in grado di ristabilire l’ordine, l’equilibrio e l’armonia ancora possibili.

  1. Indisposizioni e intossicazioni

Un malessere è un’alterazione funzionale, fisica o psichica che si manifesta come risposta immediata a un’aggressione, volontaria o involontaria, subita da una persona.

È quel tipo di malessere per cui le nonne ti dicevano: «Niente, non mangiare nulla e passerà. Oppure dormi e passerà. Oppure bevi acqua e limone e passerà. Oppure esci con gli amici e starai meglio…».

Sono i cosiddetti sintomi reattivi naturali.

Se mangi qualcosa in cattive condizioni, ti vengono  nausea, diarrea e persino la febbre. Ma basta stare a digiuno per qualche giorno e la forza vitale ti riporta spontaneamente all’armonia.

Se ti sloghi un piede pattinando e rimani a riposo per qualche giorno, la forza vitale ti guarisce attraverso l’infiammazione e il dolore, che ti costringono a riposare, a mettere una fasciatura per immobilizzare la lesione ed evitare il movimento; e se non si tratta di una lesione molto grave, in pochi giorni le forze vitali riparano il danno e si ritorna alla salute.

Allo stesso modo, sul piano emotivo, se ti spaventi perché un tuo amico o un familiare ha avuto un incidente e tremi, piangi, sei in preda all’angoscia, non appena scopri che non è stato nulla di grave, il tuo stesso organismo ti riporta alla normalità e, in un certo senso, ti “immunizza” contro gli imprevisti della vita.

In tutte queste circostanze lievi, le forze vitali sono in grado da sole di ripristinare l’ordine, l’equilibrio e l’armonia.

È da questa esperienza che nasce l’idea popolare secondo cui il potere di guarigione è dentro di te. Ed è vero, perché il potere di guarigione efficace è dovuto alle forze o all’energia vitale di ogni singolo essere vivente.

Tuttavia, l’aspetto importante, non menzionato nella frase, sono le condizioni indispensabili affinché ciò avvenga. Un esempio evidente è il caso degli avvelenamenti.

In caso di avvelenamento, sia esso volontario o involontario, dovuto all’ingestione di una sostanza, una pianta, un fungo o al morso o alla puntura di un animale letale come il ragno Chinta Tláhuac, il ragno rosso o un serpente velenoso, i sintomi reattivi sono anch’essi immediati. Ma la violenza con cui l’organismo viene intossicato non consente alle forze vitali la possibilità di riprendersi, nonostante si tratti anch’esso di un malessere.

Un’intossicazione da arsenico può causare la morte in modo fulminante o nel giro di mezz’ora. Il veleno di serpenti come lo Yarará, il Taipán o il Mamba Nero può essere letale e fulminante e agire nel giro di poche ore.

      3.  Falsi disturbi cronici

Per falso disturbo cronico si intende la serie di sintomi persistenti di cui soffre una persona a causa del contatto con un elemento esterno aggressivo, in modo sufficientemente costante da subire gli effetti tossici e deleteri della sostanza.

Un chiaro esempio è la silicosi. Le patologie dei minatori, degli operai delle cave o di coloro che lavorano continuamente a contatto con la sabbia. Compaiono i sintomi di una malattia polmonare irreversibile causata dall’inalazione della polvere di silice cristallina, che provoca un’infiammazione e una fibrosi polmonare progressiva.

Si dice che sia una falsa malattia perché non ha origine spontaneamente dall’interno del paziente, senza alcuna relazione con una causa esterna. Ma, come vediamo nell’esempio della silicosi, il problema è talmente cronico e grave da portare inevitabilmente a una morte prematura.

Lo stesso accade nell’alcolismo, nella tossicodipendenza e persino nelle nevrosi d’ansia in situazioni di forte stress lavorativo, conflitti familiari irrisolti o ambienti molto aggressivi, come ad esempio la semplice insonnia persistente causata dal rumore della strada in cui si vive, dai locali, dalle discoteche o persino dai motori degli ascensori e delle macchine che disturbano continuamente il sonno.

Qui vediamo ancora una volta che quando l’aggressione supera i limiti della forza vitale della persona, questa è impotentenel risolvere il conflitto della sofferenza, della malattia o della disarmonia che si è provocata.

  1. Malattie acute naturali o endemie, epidemie e pandemie

Si considera malattia acuta naturale quella che generalmente risponde a un’unica causa e presenta una serie organizzata di manifestazioni riconoscibili come sintomi che hanno un andamento caratteristico. Vale a dire, ha inizio una fase di preparazione in cui il paziente inizia a provare un malessere aspecifico (prodromi o incubazione), che va aumentando fino alla completa manifestazione di tutti i sintomi che caratterizzano la malattia (periodo di crisi). La durata di questo periodo dipende in larga misura dal tipo di infezione. Ad esempio, nel caso della dengue, causata dalla puntura della zanzara Aedes aegypti, dura da 5 a 10 giorni. Il morbillo semplice nei bambini, causato dal morbillivirus o paramixovirus, dura 2 o 3 settimane. Negli adulti dura un mese o più. La febbre tifoide, causata dal batterio Salmonella Typhimurium, dura da 2 a 6 settimane. Il colera, causato dal batterio Vibrio Cholerae, che si trasmette principalmente attraverso acqua e alimenti contaminati, dopo un periodo di incubazione di 12 ore o 5 giorni può provocare una morte fulminante per shock. E così via per tante altre malattie.

Facciamo una distinzione tra endemia, epidemia e pandemia, sebbene si tratti comunque di malattie acute.

Endemia: malattia tipica di determinate zone che si ripete ciclicamente in periodi fissi.

Epidemia: malattia che si diffonde improvvisamente in una zona o in un paese, colpendo contemporaneamente molte persone allo stesso modo.

Pandemia: malattia epidemica che colpisce molte persone in un’area molto estesa e persino intere nazioni o continenti.

In tutte queste circostanze le forze vitali da sole non sono in grado di ristabilire l’armonia in modo semplice.

Se la sofferenza non è molto grave e la persona è forte, con maggiore o minore difficoltà le forze vitali sono in grado di ripristinare la salute, ma spesso con molte conseguenze e sequele.

Se la sofferenza è molto grave e la persona non è molto forte, le forze vitali non sono in grado di ripristinare l’armonia minima indispensabile e il paziente, anche se a causa di una malattia acuta, muore. Ad esempio, nel 2024 si sono registrati seimila decessi per colera e nel 2019 centodiecimila per tifo, il che conferma quanto abbiamo detto.

Conclusione

1.- Il paragrafo 9 dell’Organon è dimostrabile e veritiero, e mette in guardia dalla malattia affinché non vi siano confusioni e non si pretenda dalle forze vitali dell’organismo una risposta che non sono in grado di dare. Infatti, è altissimo il numero di persone, specialmente uomini, che confidano nella propria forza vitale di fronte a qualsiasi situazione di malessere. Anche se i sintomi e le sofferenze si ripetono, e pur avendo constatato che le loro forze vitali non sono state sufficienti, si ostinano a dire che bisogna sopportare e che si tratta di cose normali che si risolveranno da sole.

2.- Si dimostra l’autentica necessità, una volta analizzata la situazione ed eliminati gli ostacoli alla guarigione, fisici o morali, o le cause tossiche o aggressive esterne, quando possibile, di trovare la forma terapeutica più adeguata per far sì che le forze vitali, naturalmente stimolate, dispieghino una capacità ancora più specifica e potente, in modo da innescare la reazione curativa dall’interno dell’organismo malato e squilibrato in modo permanente, cronico, con maggiore o minore gravità.

3.- È proprio questa riflessione il motivo alla base della grande ricerca di Hahnemann. Una ricerca che ha portato alla scoperta e alla ripetuta verifica di un’intera serie di Principi, Leggi e Costanti fisse relative alla salute, alla malattia e alla terapia, basate, come sappiamo, sulla sperimentazione sull’uomo sano di tutte le sostanze esistenti e di ogni tipo, dotate di potere medicinale.

È stato proprio questo lavoro a fornire la risposta necessaria all’esigenza di trovare quel farmaco o quello stimolo terapeutico che non si presenta spontaneamente in natura e che è frutto dell’intelligenza umana che penetra i misteri della natura stessa. Vale a dire tutto ciò che costituisce, in definitiva, la dottrina e la metodologia della Medicina Omeopatica.

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