Considerazioni medico sociali
Innanzitutto, in questa nostra disamina sottolineiamo la confusione in tema di regolamentazione che regna su una tematica socialeseria, in quanto si interessa alla salute del cittadino, sulla quale ogni fonte che abbiamo consultato cerca di definire al meglio cosa significa cosa! Tentando di delineare, spesso inutilmente, una linea di confine in tema di definizione di integratore e farmaco (medicinale); linea di confine che di fatto non esiste in termini di differenza di stimolo quantitativamente indotto sullo stato fisiologico!
Infatti, la definizione che segue lascia libero spazio alle interpretazioni anche sull’aspetto farmacologico dell’integratore che viene considerato integratore o farmaco a seconda della finalità d’uso; ma che avendo fini anche terapeutici non può prescindere dai rischi intrinseci propri di ogni farmaco (medicinale).
IFM Integratori Food & Med1 …Omissis…
Classificazione in base alla finalità d’uso
È la finalità d’uso che ci permette di distinguere tra le diverse categorie di prodotti e non la loro composizione o il loro dosaggio. Un prodotto può essere classificato in diverse categorie a seconda dello scopo per cui viene utilizzato.
- Un alimento ha fini nutrizionali e salutistici.
- Se un alimento, per la propria composizione, è dedicato a specifiche categorie di persone (che possono essere i lattanti piuttosto che i celiaci) è un alimento destinato a un’alimentazione particolare.
- Un integratore alimentare è destinato a integrare la comune dieta e a fornire una fonte concentrata di sostanze nutritive.
- Il cosmetico ha una funzione igienico-estetica; se ha azione disinfettante, germicida o battericida è un presidio medico chirurgico (PMC).
- L’azione preventiva, curativa o diagnostica appartiene al medicinale; l’attività preventiva o curativa può essere vantata anche dai dispositivi medici.
In pratica, cosa significa “classificazione in base alla finalità d’uso”? Facciamo un esempio pratico. La carnitina è un integratore alimentare se “contribuisce a bruciare più velocemente gli acidi grassi migliorando la performance fisica”. La stessa carnitina è un medicinale, se viene utilizzata a scopo terapeutico, con indicazioni come “deficienze primarie e secondarie di carnitina”… Omissis
Il fenomeno culturale
Come inizia in termini culturali il fenomeno di cui parliamo? In termini storici, per esperienza personale, il fenomeno inizia come importazione culturale e commerciale sulla spinta degli Stati Uniti che invasero il nostro mercato; oggi gli USA sono il maggiore produttore ed importatore di integratori, compresi vitaminici e minerali.
Siamo nella metà degli anni ’80 del secolo scorso. Fiorirono in Italia distributori privati che occupavano il tempo libero in riunioni casalinghe in cui si proponevano questi prodotti che immediatamente iniziarono a diffondersi con lauti affari anche per la disponibilità storica del cittadino all’automedicazione con prodotti che ritengono naturali. I vitaminici proposti erano di bell’aspetto sotto forma di pillole colorate; ogni colore rappresentava un certo tipo di vitamina.
Un uso improprio di sostanze con evidenti proprietà farmacocinetiche
Dal punto di vista medico, in clinica medica nel reparto di dietologia, grandi obesi e diabetici, che frequentavo in qualità di volontario, dalla metà degli anni ’80, venivano alla nostra osservazione giovani, ragazze soprattutto, in crisi di tachicardia parossistica, sudorazione e attacchi di panico; tipiche manifestazioni di ipertiroidismo acuto indotto dall’azione di integratori contenenti iodio, soprattutto estratti d’alga come il fucus vescicolosus L. o la laminaria, oppure integratori contenenti tirosina ad alte concentrazioni2, o anche contenenti estratti tiroidei[efn-note]Da tempo non più disponibili in Italia.[/efn_note]; tutto ciò per aumentare la produzione di tiroxina3 e accelerare il metabolismo tiroideo e determinare una perdita ponderale. In aggiunta, di solito, le ragazze assumevano aminoacidi concentrati per ottenere in più una azione dinamico specifica intrinseca sul metabolismo e nell’illusione di conservare la loro massa proteica.
Niente di più pericoloso per il paziente che dalla fase di ipertiroidismo indotto finiva spesso in ipotiroidismo come effetto secondario dello stress tiroideo provocato dai prodotti specifici assunti per dimagrire.
Obbligo di segnalare
All’epoca noi dietologi avevamo l’obbligo di segnalare detti casi ed i nomi dei prescrittori di detti integratori; purtroppo, alle volte si trattava di figure non specificate che si improvvisavano nutrizionisti o dietologi suggerendo sostanze di cui conoscevano solo ciò che la pubblicità, incontrollata in termini regolamentari, suggeriva!
Assenza della discrezionalità del medico, automedicazione e/o suggerimento non competente
In sintesi, stiamo parlando di un uso improprio di alcune sostanze sull’organismo che reclamano l’attenzione esclusiva e la discrezionalità del medico preparato ed informato in modo opportuno. Ma soprattutto di un medico dotato di attenzione attraverso l’osservazione clinica del malato.
La complessità del fenomeno in termini sociali
Alla base troviamo la diffidenza del cittadino che lo spinge a rivolgersi all’automedicazione. Naturalmente, come esplicitato nella nostra premessa, il fenomeno, a nostro avviso, ha una sua complessità ed una sua logica ma non ha solo una unica primogenitura! È un fenomeno dei nostri tempi che nasce in un certo contesto culturale e storico. Non dobbiamo quindi vederlo solo rivolto alla corretta dietoterapia ma anche all’aspetto di una esigenza di prevenzione e di benessere!
Sorge spontaneo un interrogativo: sta nascendo nella società una nuova consapevolezza che concepisce la prevenzione dalla malattia esclusivamente attraverso la cura del proprio corpo effettuata con mezzi naturali?
Oppure siamo di fronte solo ad una proposta commerciale ben confezionata che si inserisce come alternativa alla diffidenza crescente del cittadino nei riguardi delle terapie farmacologiche sempre più articolate per una sorta di combinato disposto di assicurazione professionale e LLGG, con obbligazioni deontologiche vincolanti?
Pensiamo che i fatti descritti convergano a determinare un unico risultato che è sotto gli occhi di tutti. Come è ampiamente risaputo, tutto ciò costringe il medico a tutelarsi rinunciando sempre più alla propria discrezionalità e autonomia nel singolo caso preferendo allinearsi alla indicazione generica suggerita delle LLGG; che prevede protocolli terapeutici confezionati aprioristicamente come modelli terapeutici da seguire in quella diagnosi di malattia; ma che di conseguenza prescindono dalla necessità del singolo caso storico portatore della malattia nosografica secondo diagnosi.
Una delega di responsabilità
Il comportamento di autotutela, o difensivistico, del medico con delega quasi completa ed acritica al protocollo in auge, aprioristicamente indicato dalle LLGG per quella malattia, è la diretta conseguenza della crescita esponenziale di contenziosi mirati ad ottenere risarcimenti.
La diminuzione dei medici per numero di cittadini vede i medici di base disporre di tempi esigui per la visita medica dell’ammalato, mentre è appena sufficiente il tempo per la semplice diagnosi di malattia e per la prescrizione del conseguente protocollo terapeutico, secondo LLGG. Di conseguenza il cittadino avverte di essere trascurato e di rappresentare solo uno stato di malattia piuttosto che una persona umana sofferente.
Questi sono gli interrogativi che emergono analizzando i vari aspetti del fenomeno. Gran parte di ciò che stiamo esaminando, in termini sociali e culturali, si giustifica anche con la preoccupazione da parte del cittadino di essere sottoposto ad una eccessiva medicazione che sfocia alle volte in accanimento terapeutico; con tutto ciò che consegue in termini di danni all’organismo facilmente recuperabili online.
Attesa e osservazione non fanno più parte del vocabolario del medico. Anche in situazioni cliniche dove in passato la discrezione del medico era di attesa e di osservazione alla maniera Ippocratica e consigliava prudenza ed osservazione nel singolo caso.
Il desiderio e l’aspirazione alle cure naturali in tema di prevenzione. Di conseguenza nasce da parte del cittadino il desiderio di un ritorno a metodi essenzialmente naturali in tema di salute e rivolti più alla prevenzione, attraverso la cura delle potenzialità intrinseche del proprio corpo affidandosi a prodotti privi di controindicazioni. Come gli integratori, sulla carta, promettono di esserlo in piena libertà ed automedicazione.
La diffusione del fenomeno a cui assistiamo
Aspetto informativo e formativo
In Italia si svolgono numerosissimi corsi sull’uso degli integratori a cui partecipano anche i medici ma soprattutto altre figure professionali e non solo!
La disponibilità culturale del cittadino
Come già accennato, il fenomeno integratori nasce perché il cittadino aspira ad avere una autonomia informata sulla gestione della propria salute e per evitare, come vedremo, la tossicità dei farmaci (medicine) che sempre più gli vengono prescritti dal medico anche in corso di semplici malattie da raffreddamento. Oggi il cittadino preferisce gli integratori anche ai comuni farmaci (medicine) da banco proposti dal farmacista; in passato ben accetti. Insomma, la parola farmaco fa sempre più paura4!
Antibiotici: restrizioni d’uso e ritiro dal commercio per alcuni fluorochinoloni e chinoloni
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È stato autorizzato il ritiro dal commercio di alcuni fluorochinoloni e chinoloni (cinoxacina, flumechina, acido nalidixico e acido pipemidico) e le restrizioni d’uso per altre molecole appartenenti alla stessa classe di farmaci (come la ciprofloxacina o la levofloxacina) proposto dal Comitato europeo dei medicinali per uso umano. Questi farmaci sono spesso usati per il trattamento di infezioni delle vie urinarie e respiratorie. Possono dare effetti indesiderati gravi e di lunga durata.
18 aprile 2019
Gli antibiotici della classe dei chinoloni e dei fluorochinoloni, come la ciprofloxacina, la levofloxacina, la moxifloxacina o l’acido pipemidico, presenti in farmaci come Ciproxin, Avalox, Pipemid (per citarne alcuni), possono dare effetti indesiderati gravi e potenzialmente persistenti e talvolta invalidanti a carico dell’apparato muscoloscheletrico e nervoso. Per questo il loro uso per via orale, intravenoso e per via inalatoria dovrebbe essere limitato o non più consentito. Queste sono le conclusioni del Comitato dei Medicinali per Uso Umano (CHMP) dell’Agenzia europea del farmaco (EMA), che ha confermato la raccomandazione emessa dal Comitato di Valutazione dei Rischi per la Farmacovigilanza (PRAC), a seguito di una revisione degli effetti indesiderati riportati con questi medicinali.
Quali antibiotici sono interessati
Fluorochinoloni e chinoloni sono una classe di antibiotici ad ampio spettro e molto prescritti. Vengono utilizzati per il trattamento di infezioni delle vie urinarie e delle vie respiratorie, come sinusiti, otiti e broncopneumopatie croniche. La revisione delle segnalazioni di reazioni avverse ha interessato i vari principi attivi di questa classe, vale a dire: ciprofloxacina (ad es. Ciproxin), flumechina, levofloxacina (ad es. Levoxacin o Tavanic), lomefloxacina (ad es. Chimono o Uniquin), moxifloxacina (ad es. Avalox), norfloxacina (ad es. Norflox o Noroxin), ofloxacina, pefloxacina (ad es. Peflox), prulifloxacina e rufloxacina (antibiotici fluorochinolonici); cinoxacina, acido nalidixico e acido pipemidico (ad es. Pipemid o Urotractin) (antibiotici chinolonici). Le raccomandazioni interessano solo le formulazioni assunte per bocca, per iniezione e i medicinali somministrati per via inalatoria.
Gli effetti indesiderati
Anche se raramente, i pazienti trattati con antibiotici fluorochinoloci e chinoloci possono subire effetti indesiderati di lunga durata, invalidanti e potenzialmente permanenti, la maggior parte dei quali interessano principalmente muscoli, tendini, ossa e sistema nervoso. Su richiesta dall’autorità dei medicinali tedesca (BfArM) nel febbraio 2017 è stata avviata una revisione della sicurezza di questi medicinali, a seguito della quale, il Comitato di Valutazione dei Rischi per la Farmacovigilanza dell’Ema ha raccomandato il ritiro dal commercio dei farmaci contenenti cinoxacina, flumechina, acido nalidixico e acido pipemidico e al contempo limitare fortemente l’utilizzo dei restanti fluorochinolonici (ciprofloxacina, levofloxacina, lomefloxacina, moxifloxacina, norfloxacina, ofloxacina, pefloxacina, prulifloxacina e rufloxacina). Queste raccomandazioni sono state confermate dal Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell’EMA e infine recentemente autorizzate dalla Commissione Europea. Queste raccomandazioni sono state recentemente accolte dal Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell’EMA, che ha adottato un parere definitivo. Questa decisione potrà anche avere un impatto su un altro problema: quello della crescente resistenza dei batteri al trattamento con questi antibiotici. I fluorochinoloni sono gli antibiotici che hanno perso più rapidamente efficacia per colpa del fenomeno dell’antibioticoresistenza che in Europa risulta in allarmante crescita.
Le restrizioni d’uso raccomandate
Secondo il parere dell’Agenzia europea del farmaco, gli antibiotici fluorochinolonici e chinolonici che rimarranno in commercio non dovranno essere più utilizzati per:
- la cura di infezioni non gravi o che potrebbero migliorare senza trattamento, come ad esempio le infezioni alla gola. Come detto anche da noi in più occasioni, raramente le infezioni alla gola hanno bisogno di essere trattate con gli antibiotici;
- per prevenire la diarrea del viaggiatore o le infezioni delle vie urinarie inferiori;
- trattare infezioni di origine non batterica, come la prostatite (cronica) non batterica.
A questo, si aggiunge la raccomandazione di evitare l’utilizzo nelle persone che hanno già avuto esperienza di gravi effetti collaterali con un antibiotico fluorochinolonico o chinolonico, così come se ne sconsiglia il ricorso nel caso in cui infezioni lievi o moderatamente gravipossano essere trattate con altri antibiotici più sicuri e meno gravati da una diffusa antibioticoresistenza.
Si raccomanda cautela nell’utilizzo di questi farmaci nei pazienti con alto rischio di lesioni ai tendini come gli anziani, ma anche in pazienti con problemi ai reni, quelli che hanno avuto un trapianto di organo o quelli che sono trattati contemporaneamente con un corticosteroide sistemico.
Cosa fare in caso di effetti indesiderati
Il Comitato ha inoltre raccomandato agli operatori sanitari di avvisare i pazienti di interrompere il trattamento con un antibiotico chinolonico o fluorochinolonico al primo segno di un effetto collaterale che coinvolga muscoli, tendini o ossa (come tendini infiammati, dolore o debolezza muscolare e dolore o gonfiore alle articolazioni), oppure il sistema nervoso (come la sensazione di spilli e aghi, stanchezza, depressione, confusione, pensieri suicidi, disturbi del sonno, problemi della vista e dell’udito e alterazione del gusto e dell’olfatto).
Contatta il tuo medico
Per questo motivo ti invitiamo a contattare al più presto il tuo medico nel caso in cui questi effetti indesiderati dovessero presentarsi in contemporanea o a seguito di una terapia con questi antibiotici.
Sarà giusto?
Esaminiamo i due aspetti emergenti sul piano culturale ed informativo
Come abbiamo già osservato, i fatti non possono essere considerati solo nella loro evidenza, nulla è causa di se stesso, ma dobbiamo valutarli come un risultato complessivo ed unitario di più fenomeni convergenti e funzionali al risultato evidente; come quelli che hanno visto crescere a dismisura l’utilizzo acritico di quei preparati eterogenei, come vedremo, che vengono definiti integratori alimentari.
Caliamoci ora all’interno del Fenomeno sociale con una opportuna analisi critica
In primo luogo: riteniamo che cercare di seguire norme di igiene preventiva sia un diritto se non addirittura un obbligo morale di ogni cittadino; dall’alimentazione allo sport ed alle relazioni sociali, culturali, ludiche e religiose.
- https://www.medicinaintegratanews.it/argomenti/integrazione/
- Amminoacido aromatico, non essenziale per l’uomo e presente in molte proteine, dal quale l’organismo ricava tiroxina
- Composto chimico organico, derivato della tirosina; è il principale ormone tiroideo, capace di aumentare la velocità delle reazioni ossidative cellulari di proteine, zuccheri e grassi, di influenzare la circolazione, il ricambio idrico, i centri nervosi e le gonadi; viene impiegato nella cura dell’ipotiroidismo e di disturbi della crescita.
- https://www.altroconsumo.it/salute/farmaci/news/antibiotici-restrizioni-duso








