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Veleno per topi negli omogeneizzati per neonati
30 Aprile, 2026

Veleno per topi negli omogeneizzati per neonati

RedazioneRedazione
Un'estorsione da 2 milioni di euro dietro la contaminazione dei vasetti per neonati. Cosa è successo davvero e cosa devono sapere i genitori.

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È stato un consumatore ad accorgersi per primo che qualcosa non andava: aveva sentito uno strano odore provenire da un vasetto di omogeneizzato HiPP e, insospettito, aveva deciso di non farlo mangiare al proprio bambino. Una decisione fortunata, che ha innescato una delle più gravi emergenze alimentari legate agli alimenti per l’infanzia degli ultimi anni in Europa. Siamo ad Eisenstadt, nell’Austria orientale, il 18 aprile 2026. Le analisi condotte dalla Polizia Criminale Federale austriaca hanno confermato la presenza di un topicida nel vasetto da 190 grammi di omogeneizzato a base di carote e patate, destinato a bambini dai 5 mesi. In poche ore, l’allarme si è propagato a tutta l’Europa centrale.

Una manomissione deliberata, non un errore di produzione

La prima cosa da chiarire è fondamentale: non si tratta di un problema di qualità del processo produttivo. HiPP ha dichiarato in un comunicato che il richiamo non è dovuto ad alcun difetto di prodotto o di qualità, precisando che i vasetti hanno lasciato lo stabilimento in perfette condizioni. Le analisi effettuate in Austria, Slovacchia e Repubblica Ceca hanno rilevato la presenza di bromadiolone, una sostanza anticoagulante utilizzata nei rodenticidi. Non si tratta di un contaminante casuale: secondo le autorità, l’ipotesi più accreditata è quella di una manomissione deliberata avvenuta dopo la distribuzione. In termini più semplici, qualcuno ha aperto i vasetti già sugli scaffali dei supermercati e vi ha introdotto il veleno. Un atto criminale, pianificato e premeditato.

L’email ricattatoria letta in ritardo

Dietro la vicenda si cela una storia ancora più inquietante. Il quotidiano austriaco Die Presse ha reso noto che HiPP avrebbe ricevuto un’email ricattatoria il 27 marzo, ma l’azienda l’avrebbe letta solo il 16 aprile. I ricattatori avrebbero chiesto a HiPP di pagare 2 milioni di euro entro il 2 aprile, minacciando di posizionare vasetti di omogeneizzato contaminati con veleno per topi in tre specifici supermercati di Repubblica Ceca, Slovacchia e Austria. L’estorsore aveva inviato il messaggio a una casella di posta elettronica condivisa e non personalizzata, controllata a intervalli più lunghi come parte delle procedure standard. Non appena ne sono venuti a conoscenza, hanno immediatamente informato le forze dell’ordine e le autorità competenti, istituendo un team interno di gestione delle crisi. La scadenza era già trascorsa. E la minaccia era già stata messa in atto.

La catena del richiamo: quanti vasetti, dove

In totale, i vasetti contaminati individuati sono stati cinque, tutti recuperati prima che venissero consumati. Un ulteriore vasetto, secondo le autorità, potrebbe essere ancora in circolazione in Austria. Il primo campione è risultato positivo il 18 aprile in un supermercato Spar nella città di Eisenstadt. Altri barattoli contaminati sono stati trovati nella città di Brno in Repubblica Ceca e in una località della Slovacchia. HiPP ha ritirato gli omogeneizzati da oltre mille supermercati Spar in Austria. Anche la Slovenia ha cominciato a ritirare in via precauzionale i prodotti HiPP dai supermercati Spar, Mercator e Tuš. I clienti sono stati invitati a non consumare il prodotto, identificabile da un’etichetta bianca con un cerchio rosso sul fondo del vasetto, e a restituirlo al punto vendita.

L’Italia è a rischio?

È la domanda che si sono posti molti genitori anche nel nostro Paese. Il richiamo riguarda lotti venduti in Europa centrale e l’Italia non risulta coinvolta. Tuttavia, chi avesse acquistato prodotti HiPP durante un viaggio in Austria, Repubblica Ceca o Slovacchia, o tramite canali di e-commerce internazionali, dovrebbe verificare attentamente le caratteristiche dei vasetti.

Cosa fare se si sospetta di avere un vasetto contaminato

In assenza di sintomi, le autorità escludono motivi di allarme immediato. I sintomi di una eventuale ingestione possono comparire anche dopo alcuni giorni e includono sanguinamenti e debolezza. Il bromadiolone, infatti, agisce come anticoagulante e i suoi effetti non sono immediati.

Le autorità invitano alla massima prudenza: i prodotti non devono essere consumati e vanno restituiti nei punti vendita, con rimborso anche senza scontrino. La polizia ha inoltre consigliato di lavarsi accuratamente le mani qualora si fosse venuti a contatto con un barattolo sospetto. In caso di dubbio, la raccomandazione è di consultare il proprio pediatra.

Una riflessione sulla fiducia nel cibo che diamo ai nostri figli

Questa vicenda non riguarda soltanto un’azienda. Riguarda la fiducia che ogni genitore ripone in ciò che acquista per i propri figli, specialmente quando si tratta di neonati che non possono ancora mangiare altrimenti. La filiera distributiva può essere un punto vulnerabile, anche quando la produzione è ineccepibile. I prodotti biologici certificati, i controlli interni, i processi di qualità: tutto questo non è bastato a impedire che qualcuno intervenisse fisicamente sugli scaffali di un supermercato con un obiettivo esclusivamente criminale.

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