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Negli USA una legge per l'Omeopatia: il Senato sfida la FDA
26 Giugno, 2026

Negli USA una legge per l’Omeopatia: il Senato sfida la FDA

RedazioneRedazione
Due senatori americani hanno depositato una proposta di legge per costruire un quadro normativo dedicato ai medicinali omeopatici, separato da quello farmaceutico tradizionale. Un segnale politico che vale ben oltre i confini americani.

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Negli Stati Uniti, la Food and Drug Administration regolamenta i farmaci con strumenti pensati per la chimica di sintesi. Applicare quelle stesse regole all’Omeopatia, sostengono i promotori di una nuova proposta di legge depositata al Senato americano il 5 giugno 2026, è come misurare il vino con un righello. Il risultato è che milioni di persone rischiano di perdere accesso a rimedi che usano da generazioni, per un problema che è prima di tutto burocratico.

La proposta di legge

I senatori repubblicani Tommy Tuberville (Alabama) e Mike Lee (Utah) hanno presentato una proposta di legge con l’obiettivo di costruire un nuovo quadro normativo FDA per i medicinali omeopatici, sostenendo che questi prodotti non si adattano alla stessa cornice legale dei farmaci tradizionali Il testo, denominato Homeopathic Drug Product Safety, Quality, and Transparency Act, creerebbe un percorso autonomo per ottenere l’approvazione FDA senza costringere i prodotti omeopatici a seguire lo stesso processo previsto per i farmaci convenzionali. Il disegno di legge stabilirebbe anche una definizione standard per i prodotti omeopatici e chiarisce che non si tratta di una nuova categoria di farmaci. Un punto apparentemente tecnico, ma decisivo: senza una definizione giuridica chiara, qualunque prodotto può essere colpito da provvedimenti restrittivi su basi arbitrarie.

Cosa c’è dietro: la storia di un vuoto normativo

La FDA aveva riconosciuto i medicinali omeopatici per la prima volta nel 1938 e li aveva regolamentati per ottant’anni. Nel 2019 ha ritirato quel quadro normativo, gettando l’intero settore in un limbo regolatorio e sollevando interrogativi sul futuro dei prodotti omeopatici. Il disegno di legge ritirerebbe anche le linee guida FDA del 2022, che secondo i senatori avevano significativamente limitato la commercializzazione dei prodotti omeopatici. In pratica, nell’arco di pochi anni la FDA ha smantellato decenni di regolamentazione consolidata, lasciando produttori e consumatori in una zona grigia. La nuova proposta prova a ricostruire quella certezza su basi più solide e più appropriate alla natura specifica dell’Omeopatia.

Le parole dei promotori

Il senatore Lee ha dichiarato: “Gli americani hanno il diritto di gestire la propria salute e scegliere le cure più adatte a loro, inclusi i metodi omeopatici. L’attuale quadro normativo federale è stato costruito intorno ai farmaci tradizionali e non è attrezzato per valutare sicurezza ed efficacia dei prodotti omeopatici. Per questo stiamo costruendo un sistema nuovo.” Il senatore Tuberville ha aggiunto: “Sono da sempre un sostenitore della medicina omeopatica. La realtà è che troppi americani oggi dipendono dai farmaci quando potrebbero ricorrere ai rimedi omeopatici, spesso più economici e capaci di produrre risultati straordinari.” La proposta ha raccolto endorsement da più fronti. Paola Brown, presidente di Americans for Homeopathy Choice Action, che rappresenta 120.000 consumatori, ha sottolineato come la legge garantirebbe l’accesso all’Omeopatia a milioni di americani che la usano per mantenere e ripristinare la propria salute, definendola un’opzione non tossica importante anche per medici, infermieri, dentisti e altri professionisti sanitari. Tony Lyons, presidente di MAHA Action, ha ricordato che l’Omeopatia è stata usata da miliardi di persone in tutto il mondo come alternativa non tossica alla grande industria farmaceutica, e che per generazioni ha rappresentato una parte importante delle opzioni disponibili per le famiglie americane.

Perché questa notizia dovrebbe interessarci

Una proposta di legge americana può sembrare lontana dal quotidiano di un paziente italiano. Eppure quello che accade negli Stati Uniti in materia di regolamentazione sanitaria ha spesso un effetto domino sulle politiche europee, e comunque segnala qualcosa di più profondo: il riconoscimento istituzionale che i rimedi omeopatici meritano un quadro normativo proprio, costruito sulla loro specificità, e che trattarli come farmaci di serie B da comprimere in regole nate per tutt’altro è un errore culturale prima ancora che legislativo. In Italia il dibattito è ancora aperto. L’Omeopatia non è riconosciuta come disciplina sanitaria dal SSN, e i tentativi di regolamentazione hanno spesso prodotto più confusione che chiarezza. La strada americana, se portata a compimento, potrebbe offrire un modello interessante: quello di uno Stato che smette di ignorare o penalizzare una pratica seguita da milioni di cittadini e sceglie invece di regolamentarla con strumenti adeguati, tutelando al tempo stesso qualità, trasparenza e libertà di scelta.

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