Il miracolo indiano: giù i contagi

Dopo i picchi di settembre, oggi la nazione conta un'incidenza molto inferiore a quella europea.

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8 Marzo, 2021
Tempo di lettura: 3 minuti

In India l’epidemia di Covid-19 ha avuto una flessione impressionante. A settembre i casi avevano raggiunto un picco record: in quei giorni si è arrivati fino al milione di casi attivi. Poi però, a differenza di quanto avvenuto in Europa e in molte altre regioni del mondo, i numeri hanno cominciato a diminuire. Prima lentamente, poi molto più in fretta. A inizio febbraio il numero di nuovi contagi giornalieri è sceso a 10mila al giorno. Meno della metà dei nostri attuali, per una popolazione 25 volte più numerosa. Sono dati da far strabuzzare gli occhi. A cosa possono essere dovuti?

Il miracolo indiano: giù i contagi

Gli scienziati non sanno dare alcuna spiegazione certa. Quello che sembra sicuro è che non si possa parlare di immunità di gregge. Secondo la maggior parte degli esperti questo tipo di immunità si raggiunge quando almeno il 70% della popolazione sia entrata a contatto con il virus. Una percentuale enormemente lontana da quella rilevata in India. L’incidenza delle varianti, con la relativa possibilità di reinfezione, rendono questa circostanza ancora più improbabile. Il caso di Manaus, in Brasile, dove una popolazione già terribilmente colpita in primavera ha subito una terribile seconda ondata, ha fatto scuola al riguardo. L’immunità di gregge stessa, oggi, viene considerata da buona parte della comunità scientifica poco più di una chimera.

Immunità di gregge? Gli scienziati la escludono

“Non abbiamo ancora spiegazioni causali. Ma sappiamo che l’India come nazione è lontana dall’immunità di gregge”, afferma Bhramar Mukherjee, un professore di biostatistica ed epidemiologia presso l’Università del Michigan che ha seguito da vicino la pandemia.”Non esiste una regione del paese che si possa ritenere abbia ottenuto l’immunità di gregge, anche se possono esistere piccole tasche”,gli fa eco il dottor K Srinath Reddy, presidente della Public Health Foundation of India, un think tank con sede a Delhi.

Probabilmente il miglioramento della situazione è frutto di una concatenazione di cause, più che di una sola. Il clima indiano è molto caldo e umido, circostanza che sembra rallentare il diffondersi del coronavirus. Inoltre la popolazione ha un’età media molto più bassa di quella delle nazioni europee. I giovani, è ormai noto, sono meno soggetti alla forma grave del Covid-19, e contano un gran numero di asintomatici. Inoltre la grande nazione asiatica ha da subito iniziato una coraggiosa iniziativa di distribuzione gratuita di farmaci omeopatici in funzione profilattica, che ha riguardato le professioni più esposte, e in alcuni Stati l’intera popolazione che ne faceva richiesta.

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Tutti questi motivi potrebbero aver contribuito a piegare una curva che sembrava inarrestabile. È da considerare che in India le misure di distanziamento sociale sono quasi inattuabili, soprattutto per la vastissima parte degli abitanti che vivono in slum enormemente sovraffollati, in condizioni igieniche che sarebbe un eufemismo definire approssimative. Allo stesso modo, la distribuzione dei vaccini risulta logisticamente molto complessa, dal momento che moltissime persone vivono in centri rurali remoti, e che anche nelle grandi città i presidi medici sono tutt’altro che capillari.

Non è certo il momento di abbassare la guardia. Presto in India comincerà la stagione dei monsoni, il periodo con maggiore incidenza di virus influenzali, per questo molto sensibile. Allora si saprà se gli indiani hanno davvero potuto tirare un sospiro di sollievo, Possiamo però guardare al futuro con un filo di speranza in più. E la possibilità che anche stavolta il gigante asiatico possa avere qualcosa da insegnarci.

2 Commenti

  1. Sappiamo davvero troppo poco, io compresa. Vorrei sapere di più sulla medicina naturale. Non vorrei farmi vaccinare, ma è difficile avere informazioni alternative a quelle ufficiali che sono comunque molto confuse e non mi sembrano affidabili.

  2. Si trovi la giusta modalità per divulgare la storia indiana, per il bene della umanità. Potrebbe ciò significare stimolo per una nuova era Dela medicina fondata su una presa di coscienza del tutto rinnovata.

    . Grazie.

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