Il radar respiratorio e le malattie delle vie aeree nei bambini

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24 Aprile, 2022
Tempo di lettura: 10 minuti

Le “malattie” rappresentano il meccanismo più antico per l’adattamento a nuove criticità ambientale, per la sopravvivenza e l’evoluzione. Le sindromi respiratorie dei bambini sono spesso l’indizio di una difficoltà di adattamento alle nuove esperienze dell’asilo e della scuola.
L’essere umano esiste come cellula del pianeta terra, “fatto” di microrganismi che vanno compresi e non avversati.
Le vie respiratorie rappresentano l’interfaccia con l’ambiente; come un “radar” cognitivo analizzano l’ospitalità di nuovi territori. L’aria raffigura il primo “messaggio istantaneo” di ogni ecosistema, potendo suscitare allarme – rifiuto o fiducia – accoglienza. Le malattie polmonari sono spesso conseguenze di vissuti conflittuali di scoraggiamento, separazione, solitudine, sfiducia, minacce, perdita del lavoro, dell’autostima, della libertà, della socialità, della voglia di vivere.

Non diamo sempre la colpa al “virus”

La straordinaria capacità del nostro organismo di riprogrammarsi – adattarsi per superare le difficoltà della vita (traumi fisici, psichici, incerte condizioni ambientali – atmosferiche) per mezzo delle “malattie”, rappresenta il meccanismo più antico per la sopravvivenza, la conservazione della specie e dell’evoluzione.
Una piantina che vive nei pressi di un fiume, in un terreno umido, ha delle radici poco profonde, sufficienti in quella situazione per assorbire l’acqua necessaria per nutrirsi, ma se improvvisamente il fiume cambia percorso e si allontana dalla piantina, si riduce la disponibilità di acqua in quel terreno. La sopravvivenza della piantina dipenderà, allora, dalla sua capacità di adeguarsi alla nuova situazione: espandere le radici per trovare più acqua disponibile.
I bambini sono come questa piantina: man mano che si allontanano dall’ambiente protetto e rassicurante familiare per frequentare nuovi ambienti come asilo, scuola, socialità, devono necessariamente far crescere le loro “radici”, affinare e rinforzare la loro Forza Vitale per riprogrammarsi e adeguarsi alla complessità di situazioni nuove e sconosciute.
Ogni medico e genitore dovrebbe porsi una domanda: perché un bambino sempre in ottima salute, improvvisamente comincia ad ammalarsi frequentemente appena inizia ad andare all’asilo o a scuola: episodi di febbre, tosse, raffreddore, mal di gola, dispepsia, improvvisa capricciosità, dermatiti, allergie e le così dette “malattie esantematiche”?
Tradizionalmente vengono chiamati in causa fattori ereditari, nutrizionali, disergie costituzionali, fattori atmosferici (vento, freddo, umidità) e soprattutto “contagi” (virus, batteri, funghi) trasmessi da altri bambini o dal personale scolastico.
Ma questi stessi bambini non avevano già avuto precedentemente “contatti” (infiniti) con giocattoli, ciucciotti, oggetti casalinghi, con parenti, amici dei genitori, amichetti, vicini di casa, il cane o il gatto? Che cosa cambia?
Non sarebbe ora di rivedere questa semplicistica idea di dare sempre la “colpa” ai microrganismi cattivi, ai virus che “svolazzano nell’aria” saltando da un bambino all’altro, in particolare (e solo) nell’asilo o nella scuola?
Troppo generico e riduttivo dare sempre torto ai “virus”. Bisognerebbe iniziare ad analizzare l’eziopatogenesi secondo un’analisi scientifica moderna, olistica e “bio – logica”. Indagare finalmente i “vissuti emozionali conflittuali” (inconsci) del bambino costretto improvvisamente a uscire dal “guscio” protettivo e sicuro della sua casa – famiglia e proiettato in un ambiente nuovo, sconosciuto, a volte percepito pericoloso e ostile.

Essere umano, epifenomeno dell’Ambiente: la natura che prende coscienza di sé.

L’essere umano è una cellula del pianeta terra ed è “fatto” di microrganismi: corpi colloidali, funghi, micobatteri, batteri, virus, prioni. I mitocondri sono ancestrali alfa proteobacteri, il citoscheletro cellulare ife di funghi saprofiti. “Per ogni cellula umana si calcolano esserci almeno 10 microrganismi” (G. Enderlein). In un grammo di terra fertile si ritrovano circa 100 milioni di batteri vivi (L. Perrin). Siamo come “immersi in un mare di microrganismi”, dentro e fuori di noi, perennemente in contatto e in reciprocità con miliardi di particelle vitali, mediante l’aria che respiriamo, i cibi, l’acqua e con tutto ciò con cui veniamo a contatto. Senza batteri, funghi e virus le mucose del tubo digerente sarebbero simili a una foresta bruciata, privata di flora e fauna. Senza il microbiota simbionte non potremmo vivere!
Come possiamo ancora considerare i microbi secondo la visione riduzionista del paradigma sanitario politico dominante, dei nemici da combattere, sempre?

Vie respiratorie: radar cognitivo per esplorare l’ospitalità ambientale

I tessuti delle vie respiratorie controllano ed esprimono il dialogo e l’interscambio continuo informazionale con l’ambiente.
Possiamo considerare il sistema “mucose respiratorie – recettori – cervello”, in particolare l’olfatto, come un “radar cognitivo”, perfezionatosi in milioni di anni evolutivi, per analizzare e valutare l’ospitalità e la qualità di un nuovo ambiente – territorio sconosciuto.
Il “radar respiratorio” analizza non solo la composizione chimico – fisica dell’aria, ma anche eventuali “odori o puzze” suggestive di presenze propizie o ambigue e ostili.
bambini-in-campagnaCome il sangue è il trait d’union tra i miliardi di cellule di un singolo organismo, così l’aria con i suoi infiniti messaggeri chimico fisici (odori, ferormoni, umidità, calore, freddo) ed elettromagnetici (onde informazionali – entanglement) rappresenta il dialogo con l’ambiente ed il mezzo di comunicazione tra tutti gli esseri viventi dell’Organismo Unico Pianeta Terra.
L’aria, analizzata dall’olfatto, esprime il primo impatto, “messaggio istantaneo” di un ambiente o contesto nuovo: può suscitare allarme – rifiuto (tachipnea, tosse, starnuto) o fiducia e accoglienza (respiro eupnoico).
Le malattie respiratorie sono quelle più frequenti nei bambini. Esprimono sempre precisi vissuti conflittuali, epifenomeni delle criticità che emergono dal confronto col nuovo mondo esterno, spesso insicuro rispetto a quello tutelato familiare.
A esempio la gola “arrossata” indica, genericamente, che il bambino chiede più affetto. Gola: organo che assume anche il “cibo nutrimento d’amore”. Se associato al raffreddore (rinocongiuntivite) il mal di gola può rivelare il timore di essere allontanati dalla madre, perdere dalla vista (congiuntiva) e dall’olfatto (mucosa nasale) il suo “odore – presenza” che dà sicurezza, senso di protezione e benessere.

La malattia meccanismo della guarigione – evoluzione

Ogni malattia presenta due fasi:
1) fase conflittuale, simpaticotonica, in risposta a eventi inaspettati in cui la Forza Vitale e il mentecorpo sono costretti a confrontarsi e adeguarsi a nuove necessità strutturali e funzionali per la sopravvivenza;

2) fase post conflittuale, vagotonica, di riparazione – ristrutturazione (infiammatoria – cicatriziale) con l’ausilio del microbiota.
Questo meccanismo fisiologico ancestrale “codificato” nel DNA è il “fondamento” della vita relazionale e adattativo ambientale. Strumento straordinario inconscio e automatico, “conditio sine qua non” dell’evoluzione. Non è possibile modificarlo e opporsi a esso, pena fallimenti terapeutici e cronicizzazione delle “malattie”.
Possiamo considerare il decorso della malattia come un sentiero per scalare una montagna. La salita corrisponde alla fase conflittuale simpaticotonica, la discesa a quella post conflittuale di guarigione. Le terapie “soppressive” sono particolarmente deleterie nella fase simpaticotonica (salita). Se interrotta, tale fase va in momentaneo “stand by”, pronta a “riaccendersi” dopo la “guarigione” della terapia soppressiva.
La guarigione vera si ha solo se si riesce a raggiungere la “vetta della montagna”: capire l’origine del “conflitto biologico”, le vere cause dei sintomi, dando all’’organismo il tempo sufficiente per concludere il suo programma di risanamento.

Patogenesi filogenetica delle malattie respiratorie

Le vie respiratorie sono formate prevalentemente da tessuti derivanti dall’endoderma (submucosa) ed ectoderma (epitelio mucoso superficiale).
La fisiopatologia della submucosa è connessa a eventi conflittuali arcaici di “sopravvivenza” (endoderma). L’aria (ossigeno) rappresenta il primo “nutrimento” primordiale indispensabile per vivere allorché il verme d’acqua, emigrando sulla terraferma, evolve verso forme viventi più complesse.
Nella fase conflittuale acuta (simpaticotonica) la sensazione percepita della “mancanza di aria respirabile” (paura di morire) induce la submucosa respiratoria alla proliferazione cellulare (neo – plasia) nel tentativo di assorbire più velocemente la “poca aria disponibile”.
Risolta la difficoltà, nella fase di riparazione vagotonica le cellule proliferate “in eccesso” vengono eliminate col meccanismo dell’infiammazione, con la compartecipazione del microbiota (funghi – batteri). Nei casi a prognosi favorevole il tessuto respiratorio ne uscirà rafforzato e capace meglio in seguito, di adattarsi a situazioni critiche.

“O t’elevi o … te levi”

La mucosa epiteliale superficiale ectodermica reagisce, invece, a circostanze conflittuali legate al “territorio” e a eventi di “separazione – perdita”: timore dell’ignoto, percezione di ostilità – pericolo ambientale, convivenza difficile, conseguenze di distacco, abbandono, carenza affettiva, responsabilizzazione precoce.
Nella fase conflittuale acuta l’epitelio mucoso si “assottiglia – ulcera” per “allargare” il lume respiratorio e far “scivolare” l’aria (informazione) più velocemente, per “annusare” meglio la disponibilità – ospitalità ambientale. Apparato respiratorio come radar cognitivo.
Nella fase di guarigione vagotonica le ulcerazioni sono riparate col meccanismo dell’infiammazione – cicatrizzazione (come per tutte le ferite) col concorso determinante del microbiota (virus – batteri).
Più i vissuti conflittuali sono intensi e persistenti, maggiormente sono coinvolti i tessuti profondi (bocca – laringe – trachea – bronchi – bronchioli – alveoli polmonari) e prolungati i tempi di guarigione.

Malattie respiratorie da conflitti di sopravvivenza (endoderma)

Analizziamo sinteticamente i principali vissuti conflittuali vissuti dagli organi respiratori in cui prevale la submucosa di origine endodermica (schema corporeo del tronco cerebrale).
bambini– Faringe – bocca: essere impediti ad “afferrare” il “cibo – necessità”. Ad esempio scarsa attenzione della maestra dell’asilo, un pasto insoddisfacente, un cattivo voto a scuola, perdita di denaro o di un compagno che ha cambiato scuola. Le adenoidi faringee possono reagire anche a conflitti ritenuti di scarsa importanza per un adulto ma che agli occhi dei bambini appaiono di grande rilevanza. A esempio le rino – faringo – adenoiditi (spesso associate a blefaro – congiuntiviti) possono rivelare la difficoltà al distacco materno per frequentare l’asilo. La guarigione avviene mediante i micobatteri e gli adenovirus. La sub mucosa nasale arcaica viene coinvolta nella sensazione di “annusare la presenza della preda o del predatore”.
– Tonsille / palato. Non poter ingoiare il “cibo – opportunità” dopo averlo già in parte afferrato e pregustato. Non ho avuto il voto che mi aspettavo per il compito fatto a scuola. Nella fase vagotonica possono manifestarsi placche bianche o ascessuali per l’azione di riparazione di funghi e micobatteri.
– Mucosa intrabronchiale. Paura di non poter assorbire sufficientemente il “nutrimento – aria” e morire soffocato (minacce fisiche o psichiche).
– Alveoli polmonari. Vissuto conflittuale tra i più gravi, che minacciano la sopravvivenza. Paura di morire soffocati per improvvisa mancanza di aria respirabile, come la sensazione percepita dopo aver subito una diagnosi di malattia incurabile (cancro). Minaccia di perdita lavoro, del prestigio, rispettabilità, della posizione economica che può mettere in pericolo la sopravvivenza della famiglia.

Conflitti di territorio e separazione

È coinvolto l’epitelio pavimentoso superficiale di origine ectodermica (schema corporeo corteccia cerebrale). La reattività funzionale di questo tessuto è legata a vissuti conflittuali di “minaccia – invasione” del proprio “territorio – clan”. Pericolo di perdere il proprio ruolo, autorità, rispettabilità, posizione sociale, politica, economica. Conflitti di separazione: essere maltrattati, abbandonati, non tenuti nella giusta considerazione. Perdita di affetti e sicurezze sociali.
• Naso (rinite, raffreddore): una situazione che “puzza”, sospetto per un ambiente insicuro e pericoloso. Necessario “annusare” più intensamente l’”aria che tira”. Se la sensazione è “non riesco a sopportare questo odore puzzolente, questa situazione sgradevole”, può insorgere anosmia. Vivere in uno stato di tensione, insicurezza, non sentirsi abbastanza protetti o amati (dalla madre in particolare).
• Seni paranasali. Sensazione come la precedente ma vissuta con maggiore intensità. Questa “situazione – ambiente” mi crea forte preoccupazione e la vivo come un costante pericolo. Nelle cronicità si sviluppano i polipi.
• Laringe – trachea. Reazione tipica femminile: gridare per chiamare aiuto! Un pericolo inaspettato, uno spavento improvviso: un ladro tenta di entrare in casa. Restare “senza parole” per un volgare apprezzamento.
• Bronchi – bronchioli. Qualcuno mi minaccia, il pericolo incombe, sta “alle porte”. Da un momento all’altro può procurami guai seri. Quando si associa un conflitto di spavento improvviso, possono essere coinvolti i muscoli bronchiali con conseguente asma. Si resta costernati, “bloccati” nella paura: non poter fuggire, né attaccare per difendersi. La tosse (secca) manifesta il tentativo inconscio di “eliminare” l’intrusione, la minaccia dell’autorità, l’imposizione di un protocollo terapeutico inaccettabile. Relazioni e rapporti affettivi problematici. Necessità di “aria”, di uno spazio e ruolo personale finalmente autonomo, gratificazione per una scoperta, un’intuizione, voglia o paura – rinuncia a vivere e di affrontare le avversità della vita, sensi di colpa.

Considerazioni

Riflettendo l’epistème della fisica quantistica e della visione olografica dell’Universo, possiamo metaforicamente affermare che “in ogni punto dell’Universo c’è tutto l’Universo e in ogni punto del mentecorpo c’è tutto il mentecorpo…”. Esaminando altresì il pensiero di Hahnemann (che cosa bisogna curare nella malattia), possiamo rivalutare il sintomo locale come espressione del Tutto Mentecorpo e “quello che bisogna curare in quel paziente in quel momento”.
“Tutti questi segni osservati (sintomi locali – generali – mentali) costituiscono la malattia nel suo complesso totalitario ossia costituiscono la forma morbosa vera ed unica concepibile” (§6, Organon).
Il sintomo locale ben modalizzato ed esaminato patobiograficamente è sempre espressione parallela e unitaria del vissuto “mentale, emozionale e generale”.
“Unica la Forza Vitale (Volontà) morbosamente perturbata (conflitto biologico -> disturbi da…) provoca le malattie, in modo che le manifestazioni di malattia percepibili dai nostri sensi, come pure tutte le alterazioni interne, esprimono la perturbazione totale morbosa del principio dinamico interno e rappresentano tutta la malattia…” (ξ12).
Hahnemann considera la causa principale delle malattie la “Forza Vitale morbosamente perturbata” (da un evento conflittuale grave e insostenibile).
Se un extraterrestre vedesse tantissime scene d’incidenti automobilistici noterebbe sempre la presenza di persone rassomiglianti con la stessa divisa (poliziotti). Sarebbe portato a credere che siano essi la causa degli incidenti! Allo stesso modo permane l’equivoco storico che siano i microrganismi (virus, batteri, funghi) a causare pandemie e malattie, essendo essi sempre presenti nei tessuti patologici (vetrini istologici e tamponi di laboratorio negli esami diagnostici). In realtà la presenza dei microrganismi è indispensabile nel processo di guarigione – drenaggio dei residui infiammatori e tossinici e per il ripristino della normale istologia.
“Il male della forza vitale… e l’insieme dei sintomi… formano un tutto unico. L’organismo è lo strumento materiale per la vita, che non si può pensare senza la vivificazione da parte del principio vitale sensibile e dominante, come non si può pensare la forza vitale senza organismo. Di conseguenza tutti e due costituiscono un’unità, sebbene noi, per facilitare la comprensione, li scindiamo in due concetti” (§15 Organon). In realtà Mente (energia) e corpo (materia) sono due facce (manifestazioni) della stessa medaglia (Forza Vitale – Volontà), come pure i sintomi locali e mentali – generali. Separarli significa non aver compreso la natura umana.
Per ottenere la vera guarigione bisogna curare la “Forza Vitale morbosamente perturbata” e non semplicemente il sintomo locale. Spesso le rapide e “spettacolari guarigioni” dei sintomi locali non sono altro che altrettanto “spettacolari soppressioni”, pronti a recidivare in seguito e che attribuiremo alla “sfortuna”.

Conclusioni

Il sintomo locale modalizzato clinicamente e con l’analisi psicobiologica (embriologica – ontogenetica) rappresenta “la malattia nel suo complesso totale, forma morbosa vera ed unica concepibile”.
Il vissuto conflittuale patogenetico emerge attraverso il sistema “organo – cervello – mente”, manifestandosi contemporaneamente con sintomi locali, generali e mentali. L’approccio patobiografico “bio – logico” arricchisce l’analisi repertoriale di nuove possibili “parole chiave” e interpretazioni cliniche delle rubriche “disturbi da…”.
L’accurata ricerca anamnestica della sintomatologia clinica suggestiva della fase simpaticotonica (disturbi da…), generalmente paucisintomatica, rivela il momento del vissuto conflittuale acuto e ci permette di capire la vera sofferenza che sta alla base della patologia in atto. Mentre la fase conflittuale può risultare di difficile diagnosi e identificazione, quella immediata post conflittuale, vagotonica, infiammatoria è, invece, sempre ben evidente, poiché caratterizzata da sintomi clinici reattivi spesso eclatanti.
Più la fase conflittuale simpaticotonica è prolungata, più durevole sarà la fase vagotonica, con tutte le manifestazioni di riparazione infiammatoria – cicatriziale.
Ogni sintomo patologico organico – locale importante, acuto o recidivante configura una sindrome clinica che si manifesta contemporaneamente sui tre livelli “organo – cervello – mente” che ci fa comprendere la vera sofferenza umana che bisogna curare in quel momento.
La diversa reattività individuale (modalità di ammalarsi) a una stessa circostanza conflittuale ci permette di intuire la “diatesi costituzionale”, eventuali “miasmi cronici” e la personalità individuale per la diagnosi del “simillimum”.
Ogni “cellula – tessuto” s’identifica ed esprime la natura del tutto. “In ogni punto del corpo c’è tutto il corpo, senza capire il Tutto non si può curare una Parte”.
Siamo tutti inesorabilmente legati in una rete indivisibile. Il benessere individuale va al di là di sé stesso, dipendendo molto da quello del Tutto Ambiente (famiglia, clan, sociale).
Le mucose respiratorie assieme alla pelle rappresentano l’interfaccia relazionale, lo scambio informazionale continuo con l’ambiente. Il confronto tra ecosistema interno umano e l’habitat esterno. Con l’inspirazione accettiamo la realtà del mondo esterno, con l’espirazione lasciamo andare, perdoniamo e ci adattiamo.
Il polmone è l’organo più “mentale” dell’intero organismo e l’espressione più fedele della Forza Vitale: manifesta istantaneamente anche la più piccola emozione.
Tristezza, introversione e melanconia sono espressioni del suo disagio profondo, di conflitti e frustrazioni ambientali, perdita della gioia di vivere, paura dell’incognito e di ammalarsi gravemente.
Le vie respiratorie hanno bisogno di aria libera e serena, solidarietà, fiducia, speranza, ottimismo, spazio libero e indipendente senza restrizioni coercitive. S’identificano e riflettono le aspirazioni della propria esistenza.
Le gravi malattie polmonari (broncopolmoniti, neoplasie) sono spesso conseguenze di un profondo scoraggiamento, sfiducia, paura della morte (epidemie, contagi, diagnosi infauste), minacce psichiche e fisiche, perdita del lavoro e dell’autonomia, libertà, socialità, voglia di vivere.

Bibliografia
G. Alvino, Pelviperineologia olistica: la donna tra corpo, mente e anima. Edizioni Salus Infirmorum. 2020.
F. M. Bianchi. La decodifica della realtà. Tra filosofia, scienza ed esistenza umana. SEKMET edizioni, 2016.
C. Sabbah et al., Dictionnaire des codes biologiques des maladies. Asbl Tégalité avec E. Van den Bogaert. 3ª edizione 2007
C.Fleche, Decodifica biologica delle malattie. Ed. Amrita. 2010.

 

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