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Le più importanti riviste mediche: “se non agiamo sul clima conseguenze terribili per la salute”

L'appello alle Nazioni Unite perché agiscano per mantenere l'aumento delle temperature entro 1,5°
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Del surriscaldamento globale sentiamo parlare quasi tutti i giorni. Sappiamo bene, quindi, che siamo destinati a vedere aumentare gli eventi cataclismatici attorno a noi: uragani, alluvioni, tsunami e mareggiate. Quello che però potremmo non sapere, o che forse sottovalutiamo, è che l’aumento delle temperature promette di avere gravi conseguenze anche sulla nostra salute. Anzi, a dirla tutta, si tratta di un processo già in corso: “Le temperature più elevate hanno portato ad un aumento della disidratazione e dei problemi renali, dei tumori maligni della pelle, delle infezioni tropicali, dei problemi mentali, delle complicazioni della gravidanza, delle allergie e della mortalità, e della morbilità cardiovascolare e polmonare”.

Le più importanti riviste mediche: “se non agiamo sul clima conseguenze terribili per la salute”

Queste parole inquietanti provengono da un articolo-appello comparso su 220 tra le più importanti riviste mediche al mondo. Un’iniziativa senza precedenti, come senza precedenti è la minaccia alla nostra sopravvivenza a cui stiamo andando incontro. Lancet, British Medical Journal e National Medical Journal of India sono solo alcuni esempi di riviste che hanno aderito. Il messaggio è chiaro: se le nazioni non si impegneranno in uno sforzo collettivo per arginare l’aumento delle temperature, le conseguenze saranno disastrose e irreversibili. Il tempo delle esitazioni è scaduto, al punto che, anche se oggi siamo alle prese con un altro evento disastroso come il Covid19, non possiamo aspettare che questo passi prima di deciderci ad agire.

1,5° viene considerato l’innalzamento massimo che la nostra specie sarebbe in grado di reggere

La temperatura della superficie terrestre è già aumentata di 1,1° dall’epoca preindustriale, e, a giudicare dall’andamento della curva, non abbiamo alcun elemento che ci lasci immaginare un rallentamento del fenomeno. Allo stato attuale non possiamo che sperare di riuscire a contenere il riscaldamento entro la soglia di 1,5 gradi. “I rischi per la salute di aumenti superiori a 1,5°C sono ormai ben consolidati. In effetti, nessun aumento della temperatura è “sicuro”.

Non solo danni alla salute diretti

“Il riscaldamento globale sta anche contribuendo al calo del potenziale di resa totale per le principali colture, scendendo dall’1,8% al 5,6% dal 1981 – continua il rapporto – questo, insieme agli effetti delle condizioni meteorologiche estreme e dell’esaurimento del suolo, sta ostacolando gli sforzi per ridurre la malnutrizione. Ecosistemi fiorenti sono essenziali per la salute umana e la diffusa distruzione della natura, compresi gli habitat e le specie, sta erodendo la sicurezza dell’acqua e del cibo e aumentando le possibilità di pandemie».

I due importanti summit all’orizzonte

La tempistica dell’appello non è affatto casuale. Alle porte, infatti, ci sono due importanti appuntamenti, che potrebbero (ma non facciamoci illusioni) tracciare una road map della strada da percorrere tutti insieme. Si tratta della Conferenza sulla biodiversità a Kunming, in Cina, e della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP 26) di novembre a Glasgow. Secondo l’editoriale “Come con la pandemia di COVID-19, siamo globalmente forti quanto il nostro membro più debole”. Per questo gli sforzi fin qui intrarpresi si sono rivelati insufficienti. “Questo significa che è probabile che l’aumento della temperatura superi i 2°C, un risultato catastrofico per la salute e la stabilità ambientale”, avverte la pubblicazione. “I professionisti della salute sono uniti agli scienziati ambientali, alle imprese e a molti altri nel rifiutare che questo risultato sia inevitabile”.

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