Dott. Anurag Rocco Gaeta - Tempo di lettura 6 min.

Soffrire: un destino? Il punto di vista delle Costellazioni Familiari

La malattia è certamente un fatto individuale. Ci si ammala per mille e una ragione. 

Le sue origini possono avere anche radice nel sistema familiare. Non sto parlando di DNA come nucleo dello scatenarsi di malattie genetiche. Mi sto riferendo alla mente collettiva della famiglia. Questa mente non puoi misurarla o sequenziarla  in laboratorio. Possiamo però farla emergere in modo evidente con le Costellazioni Familiari. Possiamo portare alla luce i legami inconsci di sofferenza con membri della famiglia, a volte a noi sconosciuti.

Vorrei dare una definizione di mente per intenderci. Essa è un programma. O meglio il programma dei programmi che contiene le istruzioni per vivere la nostra vita. È un programma che apprende e quindi può modificarsi con un lavoro di consapevolezza. Ci sono alcune istruzioni legate alla nostra relazione con il mondo, create nel rapporto con i genitori nell’infanzia. E ci sono istruzioni che precedono questo rapporto. Vengono da molto più lontano. Hanno origine nella storia (o destino) che ha segnato la nostra famiglia, anche generazioni fa.

Ci sembra che pensiamo e agiamo come individui, ma non è così. Siamo parte di sistemi. I sistemi umani sono equiparabili a sistemi biologici, con relazioni dinamiche tra i componenti e finalità comune: la persistenza del sistema. Soggiaciamo alle leggi che ne regolano il funzionamento e la struttura, volenti o nolenti.

Destini difficili e risonanze

Come parte di un sistema, entriamo in risonanza con gli altri membri del sistema. Le costellazioni familiari hanno messo in chiaro questa risonanza. Essa può influenzare il nostro stato di benessere o malessere. I destini difficili degli avi si possono trasmettere ad alcuni discendenti. Per destino difficile intendo quello di un avo che ha subito un qualche trauma che ha messo a dura prova tutta la tenuta emotiva del sistema. Esempi di tali traumi possono essere: morte in giovane età di un genitore, guerra, perdite di fratelli o sorelle in tenera età o per incidenti o per omicidio, ad esempio. 

Traumi transgenerazionali

Tale trauma ha causato un’eco in famiglia. Non ha riguardato solo il membro che lo ha subito. È entrato nella mente collettiva. Ha causato meccanismi di adattamento. I traumi si sa causano sofferenza. Come può questa sofferenza tramandarsi di generazione in generazione? La sofferenza può riguardare la mente o il corpo. In molti casi si può parlare di malattie di origine sistemica perché connesse alla famiglia di origine. Non mi riferisco a specifiche malattie, precisamente etichettabili come le malattie genetiche. In queste, se vi è un certo gene c’è una probabilità che il soggetto svilupperà quella data malattia. 

Mi riferisco a ciò che nell’ambito delle costellazioni sistemiche, tecnicamente, si chiama “voler seguire”. Si tratta di tendenze inconsce a ripetere lo schema della sofferenza più che a replicare la malattia in quanto tale. Infatti, è più giusto parlare di sintomi con un collegamento sistemico. Siamo uniti alla famiglia di origine dal bisogno di appartenenza che si traduce in amore cieco. L’appartenenza è un bisogno inconscio che ci fa sentire meno soli, protetti e uniti al nostro gruppo e alle sue sorti. La malattia quindi può avere un legame cieco che ci fa sentire UNO con la nostra famiglia. Amore cieco è la definizione che ne ha dato Bert Hellinger, padre delle Costellazioni Familiari. Come fa un trauma, accaduto nelle generazioni precedenti, ad avere influenza sulla nostra vita, 50 o 60 anni dopo? 

Il campo morfogenetico

Il trauma è una memoria sistemica. Rupert Sheldrake, nel campo della biologia, ha indagato sulle modalità di trasmissione delle informazioni di specie. È giunto alla conclusione controversa che esista un Campo Morfogenetico. Questo è diverso da specie a specie. Tramite tale campo avviene la trasmissione dell’apprendimento dei singoli individui all’intera specie. Quindi, ciò che accade a uno, viene elaborato e trasmesso a tutti. L’informazione è contenuta nel campo morfogenetico. Non c’è bisogno di aver assistito alla risposta data dall’individuo, che ha portato all’apprendimento di un nuovo comportamento. Quando si parla di Costellazione Familiare si è difronte ad un campo morfogenetico in azione. Lo stesso Sheldrake ebbe a fare questa dichiarazione. Apprendiamo non solo per imitazione e ripetizione, ma anche attraverso il campo morfogenetico.

Fenomenologia e Costellazione Familiare

Con la costellazione le memorie transgenerazionali traumatiche possono affiorare. Siamo fuori dal campo della psicologia. Siamo nel campo della fenomenologia. Non possiamo cioè a priori sapere cosa il campo ci mostrerà e quali risonanze tra noi e qualche avo ci evidenzierà. La  costellazione non è altro che una rappresentazione visuale-spaziale del nostro sistema. Ciò che emerge da tale rappresentazione è lo schema interiorizzato dall’individuo rispetto alle relazioni tra i membri del sistema. Con la costellazione facciamo apparire i legami inconsci che ci spingono a ripetere i destini sfortunati di chi ci ha preceduto. Se siamo capaci di chiudere il cerchio della sofferenza, senza giudizio, possiamo aprirci ad un amore più consapevole.

Le Costellazioni Familiari come strumento di benessere

La consapevolezza può sconfiggere la mente. Utilizzo le Costellazioni Familiari nell’ambito di gruppi di crescita personale e meditazione. Esse non sono, per me, un metodo di cura. Non possono sostituirsi al consulto con un medico e ad una terapia  medica appropriata. Possono far luce su ciò che ci porta a condividere la sofferenza e il nostro spirito può stare meglio, la nostra mente può trovare pace. la nostra relazione con il mondo può decisamente migliorare. Esse non sostituiscono la medicina, come qualcuno crede. Possono alleggerirci e avere una funzione preventiva, poiché ci mostrano le nostre tendenze inconsce. Quando la mente si rilassa anche il corpo è più felice. 

Certo, possiamo evitare di cadere nella trappola dell’amore cieco. Sovente, esse ci fanno guardare con compassione a chi ci ha preceduto. Ne comprendiamo i movimenti dello spirito, mossi dall’amore cieco. Esse ci aiutano a mettere ordine e a comprendere certi comportamenti a cui non trovavamo spiegazione logica. Possiamo trovare pace e riconciliazione con le nostre radici.

Per approfondire:

per le costellazioni familiari “Riconoscere ciò che è” – Bert Hellinger; in edizioni di varie case editrici; 

per la teoria dei campi morfogenetici “La presenza del passato” Rupert Sheldrake – Edizioni Crisalide (1988)

2 Commenti

  1. Buongiorno, ho letto con molto interesse l’articolo. Sono un paziente del Dott. Siccardi Francesco da quando avevo 31 anni. Oggi ne ho 62. Fu lui a parlarmi per la prima volta di Costellazioni familiari. Dopo averne fatto esperienza di persona ho sentito la potenza ed al tempo stesso la delicatezza nel trattare temi portati dai partecipanti. Oggi sono una Counselor e facilitatrice in Costellazioni ed ogni volta negli incontri con i clienti sperimento la meraviglia della visione sistemica, il movimento di riconciliazione che ne discende. Ho organizzato una conferenza dal titolo “Stare bene é sempre possibile” incontro tra Omeopatia e Costellazioni per portare il messaggio a più persone possibili. Sono lieta di trovare oggi nel sito della Vs azienda attenta alla salute un articolo che amplia la visione e l’approccio verso il ben essere.

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    • Grazie per la sua testimonianza

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