L’APO-Italia (ASSOCIAZIONE PAZIENTI OMEOPATICI)
Introduzione
Nelle premesse di questo Editoriale, suddiviso originariamente in quattro parti, avevo indicato la pubblicazione, nella terza parte, della tortuosa storia del riconoscimento istituzionale della figura del “medico omeopata”; sia dal punto di vista giuridico che regolamentare ed in relazione al farmaco omeopatico stesso che è parte integrante dell’Atto medico omeopatico.
Per motivi storico-cronologici, ho modificato in realtà la sequenza della programmazione degli avvenimenti che racconto ed analizzo, facendo precedere l’argomento (ora, terza parte) “APO- Italia”: una Associazione, frutto della aspirazione di Maria Teresa Di Lascia finalizzata alla tutela dei diritti del cittadino.
A questo punto l’Editoriale risulta di fatto suddiviso in cinque parti!
Ringrazio innanzitutto la Presidente dell’APO Dott.ssa Marisa Certosino per avere accettato di intervenire in sinergia con il sottoscritto su questo blog fornendomi, dopo un proficuo reciproco confronto sulle tematiche omeopatiche dell’attualità, degli spunti di riflessione sullo stato dell’arte del metodo dei simili da esplicitare ai nostri tanti attenti visitatori, in numero crescente, come evidenziato dal conteggio totale e giornaliero delle visite al nostro blog…
La fondazione dell’APO, poi APO-Italia, nasce sulla linea di pensiero e nello spirito della Onorevole Radicale, Maria Teresa Di Lascia: in rappresentanza e a tutela dei diritti del cittadino.
La figura politica di Maria Teresa Di Lascia è già stata tracciata nell’editoriale precedente ma vale la pena fare emergere brevemente chi fosse umanamente Maria Teresa che conobbi nel Palazzo Serra Di Cassano, sede dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, nel 1987.
Persona, dal termine latino “maschera”, presuppone un senso di collettività, ovvero di collaborazione per il singolo apporto dinamico sociale della stessa.
L’apporto di Maria Teresa nel suo mondo fu quello del Leader.
Difficile contrapporsi alla semplicità e linearità del suo racconto di vita.
La forza era nel suo pensiero sincero, diretto.
Per questo era una politica rispettata, una ragazza di un piccolo paese del sud, diventata la segretaria di un grande pensatore come Marco Pannella, precursore di tante conquiste della nostra coscienza collettiva.
Ricordo un viaggio in treno, era il 1990, e ritornavamo con Maria Teresa, da una vacanza trascorsa assieme alla mia famiglia a Palinuro, in quel viaggio cominciò a prendere forma l’idea di una difesa del cittadino che si curava con l’omeopatia.
Chiara, lucida, convincente: ecco chi era la nostra ragazza del sud.
Un lampo, una idea, e gettava il cuore oltre l’ostacolo della razionalità e superava tutto raggiungendolo con slancio.
Organizzatrice perfetta!
Maria Teresa si autodefiniva la mia Strega; chissà se ci fosse una relazione con il premio Strega, postumo?
La diceva, questa cosa della Strega, ad Alma Rodriguez, con cui condivideva la forza d’animo della leader; “ora ci parlo io con Carlo, so che c’è qualcosa che non va, l’osservavo, non sa che…” Poi durante la pausa dell’ora di pranzo con il panino e mozzarella sugli scogli di Mergellina, svelava a me i miei problemi nascosti, era sempre come diceva lei ,come aveva percepito ma io negavo ostinatamente… Avere sempre una amica così, ma non lo sapevo… poi dopo te ne accorgi… quando non c’è più!
Il CEMON, come si chiamava allora lo studio di Viale Gramsci 18 a Napoli, era casa sua. Come lo era la casa della Rodriguez allo stesso civico.
Proprio in presenza della Dottoressa Rodriguez e di Vega Martorano e nella sede della LUIMO fu elaborato l’Atto di Fondazione dell’APO.
Vega Martorano, infaticabile prima Presidente dell’APO, dedicherà, poi, nel 1996, a Maria Teresa, scomparsa nel ’94, il suo libro documentale “NAPOLI E LA NASCITA DELL’OMEOPATIA IN ITALIA (1822)”1.
Così la dedica:
“A Maria Teresa Di Lascia che con spirito illuminato e appassionata tenacia fondò a Napoli nel Gennaio del 1991 l’Associazione Pazienti Omeopatici”.
Di seguito la Martorano riporta, nello stesso libro, un intervento di Maria Teresa ad una lezione di omeopatia di maggio 1990 che termina:
“Io vengo da una cultura rigorosa, perché si può dire tutto dei radicali, ma certamente non che non siano rigorosi; siamo rigorosissimi, paghiamo tutto personalmente. Il rigore è molto importante; Il rigore, la tolleranza, la non violenza, sicuramente l’amore. Io ho voluto restituire in amore quello che avevo ricevuto evidentemente, e sono molto grata”.
Vega Martorano, ricorderà ancora, nello stesso lavoro documentale, Maria Teresa Di Lascia:
“Recentemente e prematuramente scomparsa, all’età di quarant’anni, Maria Teresa Di Lascia si è sempre battuta per le cause della democrazia e dei diritti civili e umani all’interno del partito Radicale di cui è stata anche vicesegretaria nel 1982 e deputato della IX legislatura. Nel 1988 aveva scritto il romanzo “La coda della lucertola”, che allora non volle pubblicare; dal 1988 al 1992 si è dedicata alla stesura del romanzo “Passaggio in ombra” che ha vinto il premio Strega nel 1995; ha poi composto quattro racconti di cui uno, “Compleanno”, che ha vinto il premio Millelire, ultimamente stava scrivendo un nuovo romanzo, “Le relazioni sentimentali”, rimasto incompiuto. È stata autrice della Proposta di Legge numero 3138 per il riconoscimento dei rimedi omeopatici presentata il 12/09/1988 durante la X legislatura dai deputati Rutelli, Aglietti, Faccio, Modugno e Vecce”.
Nella introduzione dello stesso libro, Vega Martorano scriverà le:
Finalità dell’APO
L’APO2, associazione privata senza scopo di lucro fondata a Napoli nel 1991, opera a livello nazionale ed europeo per la diffusione della Medicina omeopatica hahnemanniana e per il suo riconoscimento e tutela da parte dello Stato, anche al fine del rimborso delle spese mediche. Essa offre ai suoi aderenti ed al pubblico una adeguata informativa attraverso tavole rotonde, conferenze, incontri dibattito ed altro per contribuire alla scelta consapevole di un metodo di cura efficace, rapido e duraturo.
Negli anni l’APO e l’APO-Italia, ora Presieduto da Marisa Certosino, hanno portato avanti la “fiaccola” accesa da Maria Teresa.
L’attualità
Fatti, proponimenti e scopi della APO-Italia
Riportiamo a stralcio dal sito istituzionale:
UN’ASSOCIAZIONE A TUTELA DELLA SALUTE E DEGLI INTERESSI DI CHI SI CURA CON LA MEDICINA OMEOPATICA
L’A.P.O. Italia – Associazione Pazienti Omeopatici è stata fondata il 13 gennaio 1991 a Napoli da Maria Teresa Di Lascia (Premio Strega 1995) e da un gruppo di pazienti che hanno beneficiato di questa Medicina.
L’A.P.O. Italia è un’associazione senza scopo di lucro che opera in piena autonomia al solo scopo di divulgare la conoscenza dell’autentica Medicina Omeopatica, messa a punto dal medico tedesco C. F. Samuel Hahnemann (1755-1843) e di tutelare la libera scelta dei pazienti che la praticano.
L’A.P.O. Italia ha sede a Napoli, referenti e soci in tutta Italia.
L’A.P.O. Italia è iscritta all’Albo delle associazioni senza scopo di lucro del Comune di Napoli dall’aprile 1996.
L’A.P.O. Italia è patrocinata dalla Liga Medicorum Homeopathica Internationalis.
L’A.P.O. Italia è costantemente impegnata per il riconoscimento e la tutela della Medicina Omeopatica sia nell’ordinamento nazionale sia in sede comunitaria dove fa parte della E.F.H.P.A. – European Federation Homoeopathic Patients’ Associations.
L’A.P.O. ITALIA È UN’ASSOCIAZIONE SENZA SCOPO DI LUCRO CHE SI PROPONE DI:
divulgare i princìpi della Medicina Omeopatica, fondata da Samuel Hahnemann (1755-1843), nella società civile e presso le Istituzioni politiche, culturali ed educative, anche ai fini del riconoscimento legislativo da parte dello Stato italiano;
promuovere la conoscenza di una medicina dolce e di efficacia duratura attraverso convegni, conferenze, incontri-dibattito, presentazioni di pubblicazioni divulgative e didattiche, concorsi a premio ed altro;
educare i cittadini alla prevenzione omeopatica con la scelta di forme di vita e di alimentazione equilibrata e naturale;
sensibilizzare le Istituzioni ufficiali ad introdurre nelle Università corsi di perfezionamento in Medicina Omeopatica per medici-chirurghi, odontoiatri e medici veterinari;
stimolare le stesse a creare presìdi sanitari e pronto soccorso omeopatici;
attivarsi, anche a livello europeo, affinché la Medicina Omeopatica sia esercitata esclusivamente da medici-chirurghi, medici-veterinari e medici-odontoiatri iscritti all’Albo professionale che abbiano seguito corsi di Medicina Omeopatica riconosciuti dallo Stato italiano;
conferire borse di studio finalizzate all’approfondimento di temi riguardanti la Medicina Omeopatica hahnemanniana.
…
Possono entrare a far parte dell’Associazione tutti coloro che hanno liberamente scelto di curarsi con la Medicina Omeopatica, l’adottano abitualmente quale mezzo terapeutico e/o sono interessati alla sua conoscenza e diffusione.








