Ieri sera a Firenze dove risiedeva è venuto a mancare il Professor Giampaolo Donzelli, medico pediatra, neonatologo, bioeticista, filosofo. Un uomo che includeva nella sua essenza umana molte delle complessità del nostro tempo e cercava di chiarirle senza semplificarle o banalizzarle. Un allopata amico e ammiratore dell’Omeopatia come amava definirsi. Sempre disponibile a venire a confrontarsi e cercare una sintesi che non lasciasse fuori nessuno.
Ha scritto innumerevoli articoli scientifici di grande valore, ma il meglio di sé lo ha dato in tanti articoli di riflessione sulla condizione umana, pubblicati su Repubblica e su tante testate, e nei libri che ha scritto. Ricordo con particolare nostalgia della sua generosità, perchè me li ha donati un suo libro di poesie “Stupore della nascita” (edito da Passigli) , “Medicina inedita” e “Sotto il faro. Tendere l’orecchio e il cuore”, questi ultimi due facenti parte della collana “La cura” che dirigeva per La Nave di Teseo. Sotto il Faro che ho avuto il privilegio di presentare, ponendogli delle domande durante il IX Festival dell’Omeopatia tenutosi a Napoli il 18 e 19 novembre 2024, è un libro che può far comprendere l’uomo Giampaolo Donzelli.
Un libro che insegna a fare le domande giuste, quelle evolutive. È un grande affresco sulle tematiche etiche ( o potremmo chiamarle post-etiche) che assalgono ognuno di noi in questi tempi incerti. È una bussola gentile che ha l’unica pretesa di indicarci una direzione, non la strada precisa, quella la sceglie l’individuo.
Una raccolta di articoli che si compongono in un puzzle completo di tutte le tessere necessarie a trasformarci in persone che non si voltano dall’altra parte davanti ai problemi che questa contemporaneità selvaggia ci pone.
Giampaolo Donzelli in questa sua opera mi ha ricordato un libro scritto dal grande giornalista Enzo Biagi: “Testimone del Tempo” che lessi da adolescente, solo che Biagi parlava degli anni 60-70 in cui si scorgeva una prospettiva di liberazione e emancipazione dei popoli. E poi c’è un’altra differenza tra Donzelli e Biagi. Biagi era un testimone che guardava da lontano con lucida freddezza i processi storici che valutava. Donzelli è stato più un testimone che si immergeva dentro questi accadimenti e che si rimboccava le maniche e agiva nel contesto. Citando una frase che gli era molto cara “Il viaggio della conoscenza non ha mai fine. Ha solo luoghi di sosta in cui il viandante si guarda intorno e riposa”. Beh… lui era un tipo di viandante che non riposava ma si dava da fare per aiutare gli altri viandanti in difficolta ed esausti a rifocillarsi e riprendere con maggior sicurezza il cammino.
Nato a Rovigo nel 1947, laureato in Medicina presso l’Università degli Studi di Bologna e poi specializzazione in Clinica Pediatrica presso l’Università degli Studi di Firenze. Dal 1973 al 1975 lavora nel pronto soccorso dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Meyer. Dal 1975 al 1977 dirige la clinica pediatrica dell’Ospedale di Tosamaganga in Tanzania. Dal 1978 al 1981 è ricercatore presso Il Comitato Nazionale delle Ricerche. Dal 1982 al 2018 è stato prima ricercatore e poi professore presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Firenze. Ha ricoperto diverse cariche, tra cui: Coordinatore del Centro Malattie Pediatriche della Regione Toscana, Presidente della Fondazione Meyer (nove anni), Membro del Comitato Nazionale per la Bioetica. È autore di oltre 500 articoli pubblicati su riviste nazionali e internazionali e di 8 volumi scientifici. Socio di Fondazione CR Firenze dal 2017 e membro del CdA dal 2019.

Mi piace ricordarlo anche con una grande passione che ci accomunava entrambi, lo sport del rugby che avevamo praticato entrambi con entusiasmo da giovani e gli rimprovero l’unica promessa che non ha mantenuto: andare vedere insieme una partita dell’Italia al Torneo delle Sei Nazioni. Arrivederci Giampaolo, sei stato un compagno di cammino veramente speciale.








