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13 Maggio, 2026

Il gioco come terapia per i pet

Arricchimento ambientale e benessere emotivo

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Tutti gli animali sia domestici che selvatici devono poter vivere in un habitat consono alle loro esigenze etologiche. Cani, gatti, serpenti, vacche, suini, galline, ma anche leoni, tigri e tutte le altre specie animali, se private del loro habitat naturale vanno incontro a patologie comportamentali e anche fisiche. È purtroppo frequente imbattersi in animali che manifestano condotte stereotipate quando detenuti negli zoo, non riuscendo a soddisfare le esigenze etologiche proprie della loro specie.

Tali comportamenti, come oscillazioni della testa a vuoto, masticazione a vuoto, camminare avanti e indietro senza un motivo, rincorrersi la coda, leccarsi parti del corpo in maniera ossessiva, scaturiscono dallo stress. I motivi di stress possono essere numerosi, ma di certo tra i più frequenti troviamo la noia. Cani e gatti in particolare, se non stimolati adeguatamente in base alla razza, all’età ed alle abitudini, possono facilmente cadere vittima di atteggiamenti legati all’apatia, alla noia ed alla solitudine.

Troppo spesso si pensa che un cane, magari perché di taglia piccola, o un gatto perché più “autonomo” e apparentemente solitario rispetto al cane, possano essere lasciati da soli per ore ed ore durante la giornata. O peggio, cani di grossa taglia si accolgono in famiglia perché si possiede un giardino, pensando di poterli lasciare da soli. Ma la realtà è che i cani, i gatti e praticamente tutti gli animali hanno necessità di rapporti sociali sia intraspecifici, ovvero con membri della propria specie, che interspecifici, cioè con membri di specie diverse, incluso l’uomo.

Animali e solitudine

Troppo spesso mi viene chiesto se pur stando otto ore al giorno fuori casa per motivi lavorativi o personali si può ugualmente accogliere un animale, lasciandolo da solo per tutto il giorno. Alcune persone pensano che talune razze canine siano più “gestibili” sul fronte dalla solitudine, forse perché di piccola taglia, o perché si possiede uno spazio aperto. La motivazione che spinge a pensare questo è che questi cani potendo “sporcare” su traversine o in giardino non necessitino di altre attenzioni, salvo offrirgli cibo e acqua.

Stessa faccenda accade per i gatti che, poiché in casa utilizzano la lettiera igienica, e gli si può lasciare cibo ed acqua a disposizione, vengono poi di fatto lasciati per ore in solitudine. Quello che accade a questi animali è che sviluppano noia, apatia, angoscia, ansia da separazione. Una carrellata di disagi emotivi che spesso si trasformano in vere e proprie sindromi psichiatriche con sintomi ossessivo compulsivi quali appunto il leccamento ossessivo che provoca dermatiti, le deposizioni inappropriate di feci ed urine, le distruzioni di mobili e suppellettili. Cani e gatti sono animali che necessitano di rapporti sociali come necessitano di cibo e acqua, e, privati di questa possibilità, è certo che si ammaleranno. Alcuni in modo più eclatante, altri in modio più sommesso e silenzioso. Ma tutti, dal primo all’ultimo, hanno bisogno di stimoli, interazioni sociali e accudimento affettivo oltre che materiale.

Il limite oltre il quale ci si può spingere

Molte volte però le ore di solitudine non sono tantissime perché gli umani conviventi possono essere a casa o condividere del tempo con i loro pets per diverse ore durante la giornata. Il mio consiglio è quello di rendere queste ore speciali, incrementando quello che è il gioco nel caso dei gatti e le passeggiate all’aria aperta per i cani.

Il gioco, sia per i cani che per i gatti, così come per tutti gli animali, uomo compreso, fa parte dei comportamenti fisiologici di specie. Nei cuccioli ha una funzione addestrativa rispetto a quelle che saranno le esigenze da adulto. Ad esempio nei predatori il gioco allena a cacciare, mentre negli animali preda a evitare di essere predati. Inoltre il gioco serve anche a combattere la noia, a restare attivi anche quando anziani, a sviluppare nuove abilità.

Associati all’esercizio fisico i giochi, oltre a spezzare una routine noiosa, fortificano quella che è la relazione con gli umani conviventi, rendendola più stabile e ricca. Ci sono tantissimi giochi di attivazione mentale che si possono fare con cani e gatti, anche senza doversi caricare di spese eccessive per l’acquisto di particolari attrezzature. Con semplici oggetti di uso quotidiano si possono creare moltissimi passatempi per rendere più attiva una giornata apatica con nostro pet.

Vediamo insieme alcuni giochi che, con pochi semplici passi, si possono proporre ai nostri amici con la coda.

Giochi di attivazione mentale

Al cane si possono proporre giochi di ricerca che andranno ad aumentare l’attenzione nei nostri confronti, come ad esempio il “gioco dei tre vasetti”: occorrono tre vasetti di plastica, tipo quelli di piantine che ci sono avanzati da travasi, e dei bocconcini prelibati. Andrà nascosto un bocconcino sotto ad uno dei vasetti che poi andranno mescolati tra loro, facendo vedere al cane i nostri movimenti con i vasetti; a questo punto va invitato il cane a trovare il bocconcino usando il muso o le zampe. Se non dovesse riuscirci, non bisogna dare il bocconcino e rimescolare i vasetti finché non lo troverà.

Naturalmente se il vostro Fido non riesce proprio, ad un certo punto dategli lo stesso il premio, altrimenti si rischia di produrre solo frustrazione.

Un altro gioco interessante è quello del “trova”: occorre un giocattolo che il nostro Fido ama; una volta fattolo annusare, questo va nascosto e poi va invitato il cane a cerarlo. Inizialmente, per far comprendere il gioco, il cane deve vederci mentre nascondiamo l’oggetto; poi a mano a mano possiamo nasconderlo mentre non ci vede. È molto importante poi lodare il cane ogni volta che lo trova, in modo da alimentare, oltre che la sua capacità innata di ricerca e fiuto, anche la sua autostima, fortificando contemporaneamente la relazione con noi.

Per Micia invece si possono creare giochi che stimolino la fisiologica attività predatoria felina. Uno, semplice, con il cartone che si trova internamente ad un rotolo di carta igienica: si può creare un dispenser di crocchette o piccoli premi. Basterà chiudere le due estremità e praticare dei fori al centro, del diametro adatto a far uscire i premi. Il gatto troverà molto divertente far rotolare il contenitore per gustare i suoi premi. Avendo poi più rotoli di cartoncino si può costruire una piccola struttura impilandoli e chiudendoli da un lato, e dal lato lasciato aperto si possono introdurre delle piccole leccornie che il gatto dovrà “catturare “inserendo le zampe nei buchi lasciati aperti.

Navigando in Internet in ogni caso ci sono diversi siti dai quali prendere spunto per moltissimi giochi.

Questi, come altri giochi, si possono fare insieme, ma nelle ore di solitudine si può pensare ad un arricchimento ambientale che stimoli i nostri amici con la coda anche quando non ci siamo. Vediamo insieme di cosa si tratta.

Arricchimento ambientale

L’arricchimento ambientale nasce come risorsa per rendere meno greve la condizione di cattività degli animali selvatici che vivono negli zoo. Queste creature infatti private del loro habitat naturale e dei dovuti stimoli, tendono nel tempo a esprimere patologie sia sul piano emozionale che fisico. Quindi col termine “arricchimento ambientale” si intende l’atto di fornire gli stimoli necessari a garantire il benessere psicologico e fisiologico di un animale in cattività.

Ogni specie animale ha esigenze ecologiche, etologiche, biologiche e comportamentali diverse, e che sono correlate al tipo di habitat naturale, al tipo di cibo di cui si nutre, alle modalità con le quali se lo procura, al tipo di relazione sociali, al clima e ad altri diversi fattori. Questo tipo di modifica dell’ambiente nel quale gli animali vivono in cattività può essere strutturale, agendo sulla dimensione e complessità degli ambienti, sociale ovvero consentendogli il contatto con individui della stessa specie o di specie differenti, uomo incluso.

Ci può essere anche un tipo di arricchimento definito occupazionale che consiste nel proporre all’animale un gioco o un’attività di coinvolgimento attraverso compiti cognitivi, o sensoriale fornendo stimoli uditivi, visivi, tattili. Infine si può fornire Fido e Micia e altri animali in cattività di un arricchimento di tipo nutrizionale somministrando cibo diversificato e offerto con modalità particolari, come ad esempio attraverso dei giochi cavi che lo rilasciano a seguito di un gioco predatorio.

Negli animali selvatici questo arricchimento si attua fornendogli nell’area di contenzione ad esempio rami, terreno, corteccia e piante. Per i pets possono essere utili nel gatto, delle palestre verticali dotate di mensole e piccoli rifugi dove nascondersi e che solitamente alla base hanno anche una superficie tira graffi. Nel cane giochi di attivazione mentale che dispensano piccole leccornie come cibo umido o cucinato, restano sempre una buona soluzione.

Grazie a questi giochi-dispenser, che possono essere forniti anche ai gatti, i nostri pets incrementato comportamenti manipolativi, predatori ed esplorativi, che li tengono impegnati durante le ore trascorse in solitudine, favorendo anche il miglioramento di atteggiamenti comportamentali patologici, tipo le distruzioni di mobili ed oggetti per attacchi di ansia da separazione, o l’aggressività predatoria che se non espressa può essere poi riversata sugli umani conviventi.

Obiettivo benessere

Che siano giochi di attivazione mentale o arricchimento ambientale, è sempre auspicabile fornire ai nostri amici con la coda tutti gli strumenti idonei a tutelare il loro benessere emotivo. Non mi stancherò mai di ripetere che i nostri cani e gatti sono i lontani cugini di lupi e leoni e pertanto vanno accolti e accuditi rispettando quelle che sono le loro prerogative etologiche; il cane ha bisogno di compagnia e di attività mentale, il gatto di predazione e territorio da gestire. Se in partenza già sappiamo di non poter garantire queste cose, rivolgiamoci ad un veterinario per informarci se e quale animale possiamo accogliere nella nostra vita, al fine di garantire la riuscita di una serena ed amorevole convivenza, rispettosa del benessere di tutti i componenti della famiglia, umana ed animale.

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