Come affrontare l’otite nel cane e nel gatto

7 Febbraio, 2024
Tempo di lettura: 7 minuti

Fido ha la testa inclinata e se gli tocchi l’orecchio si sottrae o addirittura si lamenta? Micia ha il padiglione auricolare sporco e si gratta insistentemente l’orecchio? È probabile che i tuoi amici a quattro zampe abbiano l’otite. Vediamo insieme di cosa si tratta e quali possono essere le soluzioni terapeutiche più indicate.

Elementi di diagnosi dell’otite nel cane e nel gatto

Per otite si intende un’infiammazione dell’orecchio. Le cause possono essere infettive o traumatiche. Per quanto concerne gli agenti infettivi coinvolti, l’otite può essere causata sia da batteri, che da virus ed anche da miceti, comunemente conosciuti come funghi. Le cause traumatiche riguardano oltre che traumi fisici alla testa, anche traumi di tipo barometrico, ovvero causati dalla rapida variazione di pressione atmosferica, ma questo caso è abbastanza raro in medicina veterinaria; è infatti il classico caso di chi viaggia spesso in aereo o dei sub che fanno immersioni.

Oltre ad una classificazione fatta sulla base della causa scatenante, un’altra classificazione si fa in base alla sede anatomica dell’orecchio coinvolta dal processo infiammatorio, e si distingue in otite esterna, media ed interna. Quando è interessato il segmento di orecchio che va dal padiglione auricolare al timpano, si parla di otite esterna. Quando invece è coinvolta la porzione a valle del timpano, parliamo di otite media ed interna.
L’otite esterna è una delle patologie di più frequente riscontro nella pratica clinica per il cane ed il gatto. L’otite media e interna è più rara e spesso associata ad affezioni delle prime vie respiratorie in quanto vi è un collegamento anatomico tra queste e la parte interna dell’orecchio e può accadere che i germi responsabili delle alterazioni respiratorie colpiscano anche la porzione dell’orecchio interno confinante.

Anche in base al tipo di essudato presente in corso di otite si può fare una classificazione in otite effusiva, sierosa, mucosa, ceruminosa e purulenta.
Vi è infine la classificazione in base alla tempistica di insorgenza e alla durata del processo infiammatorio in otite acuta e cronica. Se poi il processo patologico si ripete nel tempo si potrà parlare di otite cronica recidivante.

La gravità dell’otite può essere determinata soltanto da un’accurata visita da parte del medico veterinario che dopo l’esame obiettivo particolare dell’orecchio, utilizzerà uno strumento speciale chiamato otoscopio per osservare il condotto uditivo fino al timpano. A causa del dolore però spesso questo esame risulta impossibile da effettuarsi in cani e gatti e pertanto potrebbe essere richiesta una sedazione, oppure il veterinario potrà prescrivere una cura antiinfiammatoria ed antidolorifica locale o sistemica prima di procedere con l’osservazione del condotto uditivo. Niente paura però perché la maggior parte dei protocolli terapeutici sono efficaci nel ridurre il dolore. Una vota accertata la presenza dell’infiammazione a carico dell’orecchio, l’iter corretto è quello di effettuare un tampone auricolare per la ricerca di eventuali germi, in particolare batteri e miceti. Il nostro veterinario potrà però effettuare anche un esame microscopico diretto, in gergo un esame a fresco, del cerume, dal quale molto spesso potrà evincere preziose informazioni sulla causa dell’otite.

Principali cause di otite nel cane

Nel cane sono molto frequenti le otiti da miceti, in particolare causate da un lievito chiamato Malassezia pachydermatis, un fungo appunto appartenente alla classe dei lieviti che è un parente stretto della Candiada albicans, ben conosciuta in ginecologia umana; anche i batteri sono spesso presenti come causa scatenante o come concausa.

I cani con la forma dell’orecchio pendula, come ad esempio quelli da caccia o i Retriver o incroci di queste razze sono maggiormente predisposti in quanto il padiglione auricolare si ripiega su se stesso occludendo parzialmente il condotto uditivo e creando una condizione di umidità, temperatura e PH ideali per la proliferazione di questi miceti e di eventuali batteri.
Nel caso dei miceti il cerume prodotto assume una caratteristica colorazione marrone; attenzione però a non confonderla con la normale sporcizia che si può accumulare dopo una giornata di baldoria all’aria aperta trascorsa a rotolarsi nel terreno, o in quei cani che hanno libero accesso ad un giardino o un terreno. La Malassezia, infatti, è presente in piccolissime quote anche nelle orecchie e sull’epidermide di cani sani e per questo dovrà sempre essere il medico veterinario a determinare se si tratta di una situazione patologica tale da richiedere una terapia specifica,o una condizione che richiede soltanto dei lavaggi auricolari più frequenti.

Oltre alla conformazione del padiglione auricolare il nostro cane si può ammalare di otite per le stesse cause per le quali si ammala di dermatite: allergie, diete inappropriate, carenze di macro e micro nutrienti e parassitosi possono infatti predisporlo a questo tipo di problema. L’otite esterna infatti è da considerarsi uno dei segni di frequente riscontro nella dermatite atopica ed in altri tipi di dermatopatie.
In questi casi va valutata la salute del nostro amico a tutto tondo e, oltre ad una terapia locale per l’orecchio, vanno modificati una serie di fattori quali ad esempio la dieta, la frequenza dell’applicazione di antiparassitari, l’igiene dell’orecchio ed altri fattori che variano da soggetto a soggetto, anche in base alla storia clinica di quel dato cane.

Principali cause di otite nel gatto

Anche nel gatto le otiti sono comuni; nei giovani gatti è molto frequente un’otite provocata da alcuni acari che infestano esclusivamente il gatto, l’Otodectes cynotis. Questi piccoli ospiti indesiderati sono in grado di provocare un’otite che comporta un prurito molto intenso e pertanto, oltre a notare della sporcizia nell’orecchio del nostro felino d’appartamento, potremmo osservare delle crosticine sulla pelle, nella zona che va dall’attaccatura del padiglione auricolare alla testa; queste sono spesso provocate da auto traumatismi che il gatto si provoca grattandosi insistentemente l’orecchio.
Quando sono presenti questi acari il cerume avrà un caratteristico aspetto cosiddetto a “posa di caffè”, essendo marrone scuro e granuloso.

All’osservazione microscopica diretta il nostro veterinario di fiducia potrà individuare agevolmente gli acari ed emettere così la diagnosi. Niente paura però! Esistono infatti degli antiparassitari in grado di uccidere anche dopo poche ore tutti gli acari, alleviando il fastidio al nostro amico felino.

Anche nei gatti sono chiaramente frequenti le otiti batteriche e sempre attraverso la visita del veterinario, l’ispezione del condotto uditivo e l’analisi del cerume, sarà possibile emettere una diagnosi ed intraprendere una terapia mirata.

Perchè aumenta il cerume durante l’otite?

Questa è una domanda che mi viene posta molto spesso dai proprietari di cani e gatti; la risposta è la stessa che per la medicina umana, ovvero che il cerume è una sostanza che l’orecchio produce per proteggere il proprio rivestimento epiteliale, grazie alla presenza di due tipi di ghiandole, ovvero quelle sebacee e quelle cosiddette apocrine ceruminose.

Ritrovare un po’ di cerume in più del solito nell’orecchio dei nostri amici a quattro zampe non è quindi sempre spia di un processo infiammatorio grave a livello dell’orecchio, e per parlare di otite vera e propria è necessario che coesistano altri segnali. Piuttosto, se la produzione di cerume aumenta, dobbiamo pensare che c’è un fattore di stress che lo provoca e rivolgerci al nostro veterinario, prima che questa leggera infiammazione si trasformi in otite vera e propria.
L’aumento di produzione di cerume è infatti un naturale meccanismo di difesa che l’orecchio mette in atto per proteggere i suoi tessuti; bisogna quindi capire attentamente per quale motivo vi è questa iniziale alterazione ed il nostro veterinario saprà di certo aiutarci e prescriverci dei cambi di gestione igienica per il nostro amico; molto spesso, oltre alla detersione dell’orecchio con prodotti specifici, potremmo dover modificare la dieta o somministrare degli integratori nutraceutici che rafforzino la salute della cute, anche di quella dell’interno dell’orecchio.

Aiuto! fido e micia hanno l’orecchio gonfio come se fosse ripieno di liquido

Se il tuo amico con la coda ha l’otite ed improvvisamente il suo padiglione auricolare si gonfia come se fosse ripieno di liquido, è probabile che abbia un otoematoma, ovvero che grattandosi e scuotendo le orecchie si sia provocato la formazione di una speciale forma di ematoma a carico del padiglione auricolare. A causa della delicata conformazione anatomica di quest’ultimo può infatti accadere che, a seguito di auto traumatismi ripetuti provocati dal grattamento delle orecchie e scuotimento della testa per il fastidio provocato dall’otite, i due foglietti di pelle che formano il padiglione auricolare si scollino tra loro e nella cavità che si viene a formare si raccolga del sangue proveniente dai capillari traumatizzati dallo scollamento stesso dei due foglietti; in parole povere il padiglione auricolare si riempie di sangue.

A questo punto ci possono essere diversi tipi di approccio a questo problema; in alcuni casi si opta per quello chirurgico attraverso un intervento mirato a svuotare il padiglione auricolare, atre volte si sceglie l’approccio medico, attraverso la prescrizione di farmaci ed integratori antiedemigeni ed antiinfiammatori che mirano a far riassorbire l’ematoma che si è formato. In questi casi va sempre effettuata anche una terapia per l’otite se è la causa scatenante in quanto, trattando solo l’otoematoma e non l’otite, questo potrà recidivare e riproporsi nel tempo.

Nel caso si noti il padiglione auricolare del proprio amico gonfio, è sempre bene richiedere un consulto al tuo veterinario. Niente paura però perché, se non ci sono cause scatenanti gravi, come ad esempio patologie della coagulazione, l’otoematoma è una condizione benigna; inoltre, se il tuo amico non può per ragioni mediche affrontare l’intervento, molto spesso ci saranno soltanto sequele di carattere estetico ma non funzionale; il padiglione auricolare infatti si potrà accartocciare su se stesso a causa del processo di riassorbimento e cicatrizzazione dell’ematoma, ma il tuo amico, a parte avere l’orecchio un po’ diverso dall’altro, nella maggior parte dei casi non avrà alcun fastidio né deficit all’udito.

Rimedi naturali per l’otite di cani e gatti

Anche per questa patologia così frequente e fastidiosa nei nostri amici, vi sono numerose opzioni terapeutiche naturali; per i cani che hanno otiti micotiche ricordiamo sempre che la propoli ha un potente effetto antimicotico e se utilizzata in opportune concentrazioni o attraverso formulazioni delicate, può sensibilmente ridurre il numero dei miceti; è noto infatti che la propoli ha un’azione lesiva a livello della barriera cellulare di alcuni lieviti come la Candida albicans, la quale ha la stessa composizione di parete cellulare della Malassezia pachydermatis; utilizzando la propoli in cani affetti da otite micotica si possono avere quindi notevoli benefici. Attenzione però a fai da te perché alcune preparazioni non sono assolutamente adatte ad essere applicate nell’orecchio in quanto potrebbero ledere o perforare il timpano; chiedi quindi sempre consiglio al tuo veterinario esperto in medicine non convenzionali.

Per quando concerne poi l’asportazione del cerume in modo naturale, oltre a numerosi prodotti specifici si può utilizzare anche l’olio di mandorle dolci per uso alimentare che faciliterà l’asportazione del cerume dall’orecchio. Anche l’Omeopatia può essere utilizzata in una strategia terapeutica integrata in quanto sono  numerosissimi i rimedi omeopatici in grado di giovare a pazienti cani e gatti affetti da otite; per la prescrizione però occorre sempre una consultazione con il veterinario esperto in Omeopatia che potrà, attraverso il colloquio omeopatico, individuare il rimedio più adatto al nostro amico. Come sappiamo l’Omeopatia è una terapia personalizzata ed ogni prescrizione va cucita addosso al paziente come si farebbe per un vestito sartoriale. L’unica eccezione che forse si può fare è quella del caso dell’otoematoma nel quale la somministrazione di rimedi come Arnica montana ed Hamamelis virginiana possono avere un’ottima azione locale in quanto tipici rimedi che si utilizzano per traumi che provocano ematomi e lesioni ai piccoli capillari.

Il consiglio che mi sento in ogni caso di dare è sempre lo stesso: se sospetti che Fido o Micia abbiano l’otite prenota una visita dal tuo veterinario perché questa infiammazione oltre ad essere molto fastidiosa e dolorosa può cronicizzarsi peggiorando la qualità di vita del tuo amico a quattro zampe.

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