Dott.ssa Maria Desiderata D'Angelo

Mantenere in salute i nostri animali

Tempo di lettura: 4 minuti

Tra i fondamentali obiettivi dell’OMS c’è “il raggiungimento, da parte di tutte le popolazioni, del più alto livello possibile di salute“, definita come “uno stato di totale benessere fisico, mentale e sociale” e non semplicemente “assenza di malattie o infermità”.

Questo concetto è sicuramente applicabile anche ai nostri animali. Dobbiamo però soffermarci sulla definizione di stato di salute che non significa solo assenza da malattia, ma indica uno stato di totale benessere su piani diversi: sia quello fisico, che quello mentale e sociale. 

Il benessere fisico si raggiunge attraverso una serie di abitudini di vita; in primis un’alimentazione sana, la possibilità di avere accesso ad un riparo dagli agenti atmosferici, all’acqua, un’attività fisica adeguata, a possibilità di svolgere una serie di attività che siano consone all’etogramma di specie, ovvero quell’insieme di comportamenti che sono il corredo comportamentale fisiologico di ogni specie animale. 

Ostacoli alla guarigione

Già agli inizi dell’800 il grande Maestro ed ideatore della Medicina Omeopatica, Samuel Hahnemann, nella sesta edizione del suo testo Organon, vera e propria bibbia e manuale di istruzioni per tutti gli omeopati a venire, parlava di un regime di vita che conducesse l’individuo ad uno stato di benessere sia fisico che mentale, chiarendo che per raggiungere tale stato di benessere andavano innanzi tutto rimossi i cosiddetti ostacoli alla guarigione. Il paragrafo 261 dell’Organon recita:

“Il regime di vita più conveniente, durante la cura, nelle malattie croniche, consiste nel rimuovere gli ostacoli alla guarigione … e di procurare … condizioni opposte, ovvero: divertimenti innocenti, moto attivo all’aria aperta …, alimentazione nutriente senza elementi medicamentosi ecc.”

Era chiaro già all’epoca al grande Maestro che sia l’aspetto fisico che quello mentale erano fondamentali per la salute globale del paziente. 

Il benessere psicologico

Per un cane o un gatto, miei abituali pazienti, intendiamo per stato di salute oltre che l’assenza di sintomi sgradevoli, anche il rispetto delle loro esigenze etologiche e comportamentali. Per un cane il benessere psicologico e sociale significa poter interagire con i suoi simili, e magari anche con altre specie animali, tra cui noi umani. Significa poter essere lasciato libero di correre e vagare in lunghe passeggiate nella natura, poter annusare, masticare oggetti e scavare. Per un gatto significa poter cacciare, affilarsi le unghie, marcare il territorio con le ghiandole atte a questa attività. Cosi come per un cavallo poter correre quando vuole, per un coniglio scavare la tana, il così detto cunicolo, per un maiale grufolare nel terreno alla ricerca di nutrienti preziosi, e così via. 

Nei nostri animali quindi il rispetto delle esigenze comportamentali è importantissimo e molto spesso legato in maniera indissolubile a quello delle loro esigenze fisiche. I maiali ad esempio grufolando nel terreno riescono ad assumere una serie di minerali che, se deficitari, possono provocare gravi carenze. Lo sanno bene gli allevatori di suini degli allevamenti intensivi che devono somministrare supplementi mineralvitaminici ai loro animali per non incorrere in patologie carenziali quali l’anemia. Negli allevamenti intensivi infatti, i suini vivono in ambienti con pavimenti in cemento o ferro e non vedono quasi mai la luce del sole, e questa condizione non aiuta nè il loro benessere fisico né tantomeno quello psicologico. 

La corretta alimentazione

Anche i cani ed i gatti se alimentati in modo scorretto possono andare incontro a patologie carenziali molto gravi e fastidiose; è pertanto fondamentale cercare di offrirgli una dieta bilanciata ed adeguata, ma che sia anche una dieta gradita e che possa avere un impatto anche sulla loro psiche. A tal proposito non posso che consigliare l’adozione di una dieta preparata con ingredienti freschi, sia cotti che crudi, a patto che venga formulata da un nutrizionista veterinario esperto nella materia. Gli errori alimentari non si pagano nell’immediato ma sul lungo periodo. Gli effetti della dieta sbilanciata non sono spesso visibili da subito, ma insorgono insidiosamente nel tempo. Per questo è importante affidarsi a professionisti esperti. Se non si ha il tempo o la voglia di preparare cibo fresco per il nostro cane o il nostro gatto, possiamo anche scegliere del cibo industriale facendo però molta attenzione all’etichetta: le proteine devono essere ben bilanciate, cosi come i grassi e le vitamine, e se è possibile, i coloranti ed i conservanti devono essere in scarsissime quantità e meglio se di origine naturale, come piante officinali o vitamine dalle proprietà antiossidanti. Anche in questo caso per la scelta di una marca di mangime industriale è meglio affidarsi ai consigli di un esperto, piuttosto che al fai da te.

La prevenzione è alla base della salute

Le visite programmate veterinarie, nel caso anche corredate di screening test  per alcune patologie, sono uno dei mezzi più importanti per il mantenimento della salute fisica di nostri amici a quattro zampe. Come in umana, anche in veterinaria, vale l’assunto che “prevenire è meglio che curare”. Se solo pensiamo che un cane o un gatto con insufficienza renale mostra sintomi visibili della malattia quando i 2/3 dei suoi reni non funzionano più, e quando la patologia è irreversibile ed il loro stato generale compromesso, possiamo comprendere quanto sia importante la prevenzione. Questa si effettua attraverso la visita clinica in primis, poiché il nostro veterinario di fiducia già da piccoli segni, spesso impercettibili all’occhio del profano, riesce subito a cogliere la problematica di salute e ad orientarsi per proseguire con eventuali indagini diagnostiche. Queste ultime sono poi spesso poco o per nulla invasive, e vale quindi la pena effettuarle. Individuare una patologia allo stato iniziale, che sia essa infettiva, infiammatoria, degenerativa o neoplastica, riesce quasi sempre ad allungare il tempo di vita dei nostri amici e a migliorarne la qualità. Il consiglio che posso dare è quindi di recarvi almeno una o due volte l’anno dal vostro medico veterinario di fiducia per tenere sotto controllo la salute del vostro amico con la coda. 

Le medicine non convenzionali come prima scelta terapeutica

Spesso al momento della visita clinica emergono piccoli segni e sintomi per i quali non vi è la necessità urgente di ricorrere a terapie invasive o chimiche; tutti i farmaci che somministriamo ai nostri amici impattano su diversi distretti ed organi e vanno pertanto usati solo in caso di stretta necessità. Alcune classi farmacologiche, come quelle degli antibiotici e degli antiparassitari sistemici, oltre a creare degli squilibri, ad esempio al microbioma intestinale e cutaneo, se somministrati inutilmente, creano anche una resistenza ambientale. I germi di campo, infatti, possono assuefarsi a questi trattamenti consentendo la persistenza solo dei più “forti”; a lungo andare questi ultimi non saranno più sconfitti da questi farmici. Attenzione quindi al fai da te ed alle prescrizioni troppo facili; i farmaci chimici vanno usati solo in caso di bisogno. Per trattare lievi disturbi e soprattutto per riequilibrare tutto il sistema dell’organismo, via libera a nutraceutici, integratori e soprattutto medicine energetiche come l’omeopatia e l’agopuntura. Il consiglio che vale sempre è: no al fai da te. Contattiamo sempre un medico veterinario esperto in uno di questi campi per ottenere i risultati migliori nel più breve tempo possibile, e soprattutto non incorrere in effetti collaterali che anche questi preparati, se non prescritti da professionisti, possono comportare. 

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