dott.ssa Maria Desiderata d'angelo - Tempo di lettura 8 min.

L’Universo del gatto: in bilico tra necessità di essere libero e bisogno d’amore

Si dice spesso che i cani hanno un padrone mentre i gatti hanno uno staff. In questa divertente frase c’è tanto di vero! Chi ha la fortuna di condividere il proprio spazio ed il proprio tempo con cani e gatti conosce bene la diversa reazione che hanno nel vederlo rientrare a casa dopo un’assenza. Il cane infatti correrà incontro ad il suo amico umano come non lo vedesse da millenni, lo riempirà di feste e di chiassosi saluti. Il felino di casa invece, con flessuosa eleganza, andrà a salutarlo con passo felpato, la coda dritta ed al massimo si struscerà sulle gambe del suo umano.

Oppure no, non si alzerà neanche dalla poltrona socchiudendo a stento gli occhi per vedere chi ha disturbato il suo pacioso sonno. Oppure accorrerà come il suo amico cane, miagolando e saltellando in modo chiassoso.

Ma sono tutti gatti questi di cui ho decritto le reazioni all’arrivo del loro compagno umano? Ebbene si!

Queste reazioni costituiscono la profonda diversità di carattere che possiamo trovare in ciascun gatto. I felini domestici sono animali dal comportamento ancora ignoto in molte loro manifestazioni. Sono animali ancora oggetto di studio da parte di etologi ed esperti di comportamento animale. Ignoriamo l’origine di questa complessità e diversità del loro carattere. Certamente contribuisce il fatto che l’addomesticamento del gatto è relativamente recente, risalendo a poco più di 150 anni fa. Quindi … 150 anni contro i 20.000-40.000 anni ai quali risalgono le prime tracce di convivenza tra cane e uomo. Vi è infatti notizia di tracce di addomesticamento del cane risalenti all’età del Paleolitico. Il cane, oltre ad essere maggiormente studiato, ha avuto una sorta di co-evoluzione con l’uomo che ne ha determinato ed influenzato molti dei comportamenti.

Il nostro amico selvaggio

Il gatto è invece sempre rimasto ai margini della selvaticità, relegato dai tempi dell’antico Egitto ad animale certamente sacro, ma reso tale dalla sua capacità di scacciare topi e piccoli mammiferi dai preziosi magazzini in cui veniva contenuto il grano. Nell’antico Egitto il progenitore del gatto domestico era quindi considerato un animale sacro e pertanto rispettato ed osannato al punto di esserne rinvenuti i resti in tombe di importanti faraoni che avevano espressamente desiderato affrontare il solenne momento del trapasso insieme al felino preferito.

Il comportamento del gatto, oggetto di studio recente, rende ogni singolo soggetto non catalogabile ed inquadrabile e pertanto diverso. Questa diversità ha certamente dei punti in comune riscontrabili in tutti i felini, ma c’è sempre un tocco di individualità e peculiarità nel singolo gatto.

La sfera sociale del gatto

Tra questi punti il più importante riguarda la socialità. I gatti si potrebbero infatti definire animali sociali non obbligati, o facoltativi. Sono molto più indipendenti ed autonomi rispetto al cane il quale vede nel suo compagno umano il centro di riferimento della sua intera esistenza. Un cane domestico, cresciuto con l’uomo, non può immaginare una vita senza di esso, sia da un punto di vista di dipendenza materiale, ma anche sul piano affettivo.

I felini invece, anche domestici, più spesso tendono ad essere solitari e questa inclinazione caratteriale deriva forse dal fatto che in natura i loro colleghi selvatici o semi selvatici, sono predatori attivi di piccole prede, non facilmente condivisibili in branco.

Un altro indicatore filogenetico della loro natura solitaria, è il tipo di assetto riproduttivo; le gatte hanno infatti l’ovulazione indotta dall’accoppiamento e non spontanea, come tipicamente accade negli animali di branco. Questo adattamento funzionale ha un significato ben preciso nella prosecuzione della specie: se si ovula solo durante l’accoppiamento non si rischia di sprecare preziosi ovuli e se questo accade è perché non sempre c’è un maschio disponibile. Quindi anche animali solitari e che non vivono in branco hanno la possibilità, nei rari ed occasionali incontri con i loro simili, di riprodursi.

Questo particolare assetto ormonale è tipico infatti sia delle specie solitarie, come ad esempio i grossi felini selvatici, che delle specie preda, come i conigli, le quali a loro volta rischierebbero troppo durante l’accoppiamento, momento nel quale sono inermi e non concentrati a difendersi dai predatori.

La colonia e i suoi legami

Tuttavia, come nei leoni, l’organizzazione sociale dei gatti prevede anche l’esistenza di vere e proprie colonie. Queste si differenziano notevolmente dai branchi dei canidi selvatici, in quanto in questi ultimi ognuno ha un ruolo ben definito e lavora alacremente nell’interesse della coppia alfa. Di conseguenza di tutto il branco è difeso e tutelato dalla stessa coppia alfa. Nelle colonie feline invece, si assiste principalmente ad una cooperazione tra femmine, ma tutte dello stesso rango sociale, in cui non c’è una coppia alfa o una femmina alfa.

I gatti instaurano tra loro dei veri e propri rapporti di amicizia. Scelgono i loro amici preferiti con i quali mettono in atto comportamenti di accudimento simile a quello che le madri attuano con i gattini. Attraverso  attività di grooming ed auto allopreening, ovvero comportamenti di pulizia del mantello e coccole reciproche, trasferiscono l’odore dell’uno all’altro. I gatti tra loro uniti da un sentimento di amicizia, creano in questo modo un odore comune che viene riconosciuto come odore della colonia d’appartenenza.

E l’odore la fa da padrone nella vita dei nostri compagni felini. I nostri felini marcano in modo impercettibile attraverso le secrezioni di alcune ghiandole poste su muso e zampe e con le loro deiezioni, il loro territorio e gli esseri viventi che lo abitano, siano essi altri felini, che altre specie, uomini compresi. E’ questo il motivo per il quale il nostro gatto si struscia con il viso su di noi o si rifà le unghie sul nostro divano preferito. Lascia un’informazione invisibile ed impercettibile che i suoi simili sono perfettamente in grado di decifrare. Noi, il nostro cane e le gambe del tavolo della cucina gli apparteniamo! Anche attraverso le deiezioni il nostro gatto tende a delimita il perimetro del suo territorio.

Relazione tra uomo e gatto? Un rapporto alla pari!

Anche il rapporto con suo compagno umano è paritario e non di dipendenza come nel cane. Il gatto anche nell’ambito del nucleo familiare dove vive, sceglie il suo umano di riferimento e spesso la scelta non viene fatta in base a ragioni materiali, ma a ragioni feline a noi ignote. Non sarà necessariamente l’addetto alla dispensazione di cibo o coccole, il prescelto del felino di casa! I gatti potrebbero essere definiti degli animali sociali facoltativi, ma sopratutto dei solitari selettivi.

 

Cosa fa la felicità del nostro felino?

Rendere felice e sereno un gatto non è impresa semplice se non si hanno a disposizione alcuni requisiti logistici fondamentali. In primo luogo i felini hanno bisogno di spazio. Sembrerebbe un’affermazione in contrasto con quello che nell’immaginario collettivo fa il gatto di casa, ovvero dormire sereno su una poltrona per le 23 ore al giorno in cui non è impegnato a stiracchiarsi e a mangiare. Ma non è assolutamente così! Il gatto è a tutti gli effetti un predatore attivo, con spiccate capacità di caccia di piccole prede. In natura, nelle colonie feline, la sua maggiore attività è notturna e di giorno riposa dopo le fatiche della battuta di caccia. Mangia prevalentemente la preda da solo e predilige i muscoli più succosi e soprattutto di prede appena cacciate.

Tra una battuta di caccia ed un’altra delimita il suo territorio attraverso le marcature facciali, o con le zampe facendosi le unghie, o con le sue escrezioni. E dopo tutto questo lavoro solitario può decidere di dedicarsi a piacevoli attività di coccole con i suoi compagni umani o animali. Oppure preferire di stare da solo, magari in una postazione in alto dalla quale poter controllare il suo territorio ed al contempo non essere disturbato, né esposto al pericolo di essere predato da predatori più forti e più grandi.

Quindi prima di prendere un gatto in casa domandiamoci: siamo in grado di offrirgli un territorio di caccia, anche se le prede dovessero essere fittizie come lucertole, mosche o perfino topolini di peluche? Siamo in grado di offrirgli un perimetro da delimitare e dei luoghi dove potersi riparare in caso di avversione alla socialità? Ma sopratutto, possiamo assicurargli la presenza di un altro essere vivente con il quale interagire nel momento in cui avesse bisogno di contatto fisico?

Il gatto è un animale solitario…

Troppo spesso nella mia pratica clinica sento storie davvero deprimenti, storie di gatti adottati o peggio comprati perché “ la tal razza è più tranquilla e i gatti possono stare da soli”, oppure perché si esce di casa al mattino e si ritorna di sera e quindi si sceglie il gatto come animale domestico perché non si ha tempo di accudire un cane di gran lunga più “impegnativo”.

Sciocchezze!! Il gatto ha bisogno di essere attivo e di socializzare quanto qualsiasi essere vivente su questa terra! E nel momento in cui non gli si può offrire il territorio di caccia, sarebbe utile, perlomeno la compagnia di un suo simile, per un idoneo arricchimento ambientale.

Il territorio per i nostri amici felini è tutto. Se viviamo in un’abitazione senza uno sfogo esterno al quale può avere libero accesso, arricchiamo il nostro appartamento con qualcosa che lo aiuti a non annoiarsi. Mettiamo a sua disposizione dei tira graffi di diversi materiali, della banale erba gatta, oppure dei semplici scatoloni con dei buchi. Meglio ancora creiamogli delle postazioni in alto su librerie, mensole o soppalchi, in modo che il nostro amico possa ricreare una sorta di percorso di caccia.

E soprattutto…non lasciamolo da solo. Il gatto anche se con i tempi e la modalità da lui scelta, ha necessità di interagire con altri esseri viventi. Lasciarlo solo ed annoiato lo predisporrà a patologie sia psicologiche che fisiche, tra le quali cistiti e dermatiti da stress, obesità, diabete e cardiopatie correlate. Il nostro felino lasciato solo e senza alcuna attività a lui consona da svolgere lentamente si ammalerà.

Adottate quindi più di un gatto se sapete che non potete garantirgli né la vostra compagnia, né spazio esterno, e ve ne saranno grati includendovi nel loro meraviglioso mondo di coccole e dolcezze feline!

 

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