Dott. Maria Desiderata D'angelo- Tempo di lettura- 12 min.

I segnali calmanti nel cane: come comunicano i nostri cani tra loro

Tempo di lettura: 6 minuti

Siete pronti ad apprendere un po’ di canese?

Eccoci finalmente al parco a passeggio con fido; sganciato il guinzaglio è libero di correre. Arriva un altro cane; “che bello!” pensiamo “Giocheranno tra loro!”; ed invece i due si evitano vistosamente, testa bassa, se non addirittura girata, annusano a terra senza guardarsi negli occhi, e poi si avvicinano lentamente, dopo aver fatto una grossa curva; il più giovane abbassa la coda scodinzolando velocemente mentre il più vecchio si lecca velocemente la punta del naso e gira la faccia dalla parte opposta. “Oddio! Adesso litigano!” pensiamo … ed invece no! A quel punto il più giovane si inchina sollevando il posteriore, scodinzolano e ad un tratto corrono entrambi giocando.

I cani posseggono una vasta gamma di segnali comunicativi basati sugli sguardi e sulla postura; alcuni di questi sono stati studiati e analizzati già dagli anni 80’ dall’educatrice cinofila norvegese Turid Rugaas, autrice del noto testo “L’intesa con il cane: i segnali calmanti”. Nel libro la Rugaas individua 27 segnali che hanno funzione “calmante” nei confronti dell’avversario.

Noi sappiamo infatti che Madre Natura ha come interesse primario la conservazione della specie per cui tutte le specie animali, canidi inclusi, in quanto animali sociali non hanno alcun interesse a litigare o aggredirsi; gli animali sociali sono infatti per loro natura pacifici perché devono condividere spazi, cibo e risorse in genere, e pertanto hanno elaborato una serie di segnali comunicativi volti appunto a ridurre la possibilità di conflitti tra loro.

Il nostro amico Fido di casa non parla la lingua verbale dei suoi compagni umani e comunica con loro con il suo linguaggio “canese”. Se gli esseri umani imparassero almeno alcuni di questi segnali comunicativi, di certo ci sarebbero meno aggressioni intraspecifiche e se intervenisse meno quando due cani stanno comunicando tra loro, anche le aggressioni interspecifiche sarebbe minori.

Il primo incontro

Come abbiamo visto, due cani che si vedono per la prima volta mettono in essere un corteo di segnali tutti volti alla pacificazione e ad evitare tensioni che sfocerebbero in aggressioni. Questi segnali fanno parte di un codice di comportamento universale ed internazionale, che viene riconosciuto da tutti i cani della Terra. Ogni soggetto poi manifesta alcuni tipi di segnali calmanti più di altri. Questi sono spesso impercettibili ed ignorati dall’uomo che non riconoscendoli può fraintenderli o ignorarli con conseguenze anche pericolose.

Da medico Veterinario qualche segnale ho imparato a riconoscerlo, un po’ perché l’argomento mi affascina e mi appassiona, un po’ per tenere al sicuro le mie mani durante le normali procedure della visita clinica!

Quando visito un cane sul tavolo e questo mi mostra i canini ringhiando, la sua comunicazione è chiara: mi sta dicendo: “Smetti di fare quello che stai facendo perché mi dà fastidio e sono a disagio“. Ma se faccio attenzione potrò facilmente constatare che prima di arrivare al ringhio, o peggio ad un tentativo di morso, quel cane avrà prima girato la testa, poi si sarà leccato impercettibilmente le labbra, e solo dopo mi avrà mostrato un canino. Quel cane, quindi, prima di mostrare un atteggiamento di aggressività mi aveva avvertito! In tal caso ignorare questi segnali potrebbe significare prendere un morso … ed avere perfino torto!

Studi sulla comunicazione intra-canina

A confermare le teorie della Rugaas vi sono oggi numerosi studi, effettuati presso diverse Facoltà di Medicina Veterinaria ad opera di Medici Veterinari Comportamentalisti. Anche presso la Facoltà di Pisa è stato condotto qualche anno fa un lavoro che ha confermato la funzione comunicativa e calmante di diversi segnali che i cani, sia che si conoscono tra loro, sia sconosciuti, si scambiano quando si incontrano. È emerso che quelli più frequentemente utilizzati sono girare la testa, leccarsi il naso, immobilizzarsi ed allontanarsi. I ricercatori hanno anche evidenziato che il verificarsi di un comportamento aggressivo non era mai preceduto da segnali calmanti, il che può spiegare l’escalation di aggressività, mentre nel caso di interazioni ostili l’emissione di segnali calmanti ha quasi sempre portato ad una riduzione dell’aggressività.

Mappa dei segnali calmanti

Ma vediamo brevemente quali sono i segnali calmanti che più di frequente utilizzano i cani tra loro ed anche con altre specie animali, per comunicare le loro intenzioni pacifiche o il loro stato di disagio:

  • GIRARE LA TESTA E GIRARE IL CORPO: per ridurre il conflitto i cani possono, quando incontrano un altro cane o un umano sconosciuto, girare da un lato o completamente la testa, in modo da evitare di incrociare lo sguardo dell’altro cane o della persona, o addirittura girarsi di spalle mostrandogli la schiena e la coda. Questo è un potentissimo segnale calmante poiché girando la testa si evita di guardare diritto negli occhi il proprio avversario e guardare negli occhi è uno dei segnali di sfida più importanti. Girandosi di schiena, inoltre, vengono emessi dal cane che vuole pacificarsi con l’avversario, alcuni segnali odorosi, detti feromoni, che rafforzano ancora di più la comunicazione.  Anche noi umani evitando di guardare negli occhi un cane e girando la testa possiamo ridurre il loro stato di allerta inviandogli un segnale pacifico.
  • LECCARSI IL MUSO: una impercettibile leccata di muso, o anche una leccata più grande è un segnale calmante che indica un certo disagio. Un cane educato e sereno risponderà girandosi dall’altra parte o sbadigliando, in modo da comunicare che non c’è nulla di cui innervosirsi. Spesso i cani si leccano il muso anche quando sono costretti a qualcosa che non hanno voglia di fare, come ad esempio la visita dal veterinario. Quelle leccate non sono “bacini” ma il segno che stanno subendo una procedura che gli dà fastidio e li fa sentire a disagio. Attenzione quindi a continuare a fare ciò che stiamo facendo al cane perché, se insistiamo, lui potrebbe anche reagire!
  • IMMOBILIZZARSI: ovvero il cosiddetto “freezing” che consente a tante specie animali di evitare il conflitto e le aggressioni. Meglio ancora se poi si ci gira a pancia all’aria e si mostra il ventre. A quel punto chi ci sta minacciando capirà non solo che non lo vogliamo aggredire, ma che gli offriamo in segno di pace la possibilità di aggredirci nel punto più fragile del nostro corpo, ovvero l’addome. Il “freezing”, unito o meno al mostrale il ventre, è spesso un segnale calmante che i cuccioli mettono in atto quando sono in soggezione davanti ad un adulto che vuole in qualche modo insegnargli le buone maniere.
  • SBADIGLIARE: lo sbadiglio è il preludio al sonno e quindi si sbadiglia quando si è davvero rilassati, poco prima di abbandonarsi alle braccia di Morfeo! Quale segnale più potente quindi di uno sbadiglio per comunicare a chi ci sta minacciando che siamo rilassati e non abbiamo alcuna voglia di combattere! Lo sbadiglio è spesso anche un segnale auto-calmante che i cani utilizzano anche inconsciamente, dopo un forte stress, o quando sono a disagio e si sentono minacciati.
  • ODORARE PER TERRA: quando un cane odora per terra di fatto sta sottraendo lo sguardo a quello del suo avversario. Odorare per terra è quindi un potente segnale di calma in quanto chi lo mette in atto trova attraverso questo escamotage un modo per stemperare la tensione, fingendo di essere interessato ad altro. Questo gesto può durare da pochi secondi a diversi minuti, in base al grado di tensione che si è generata tra i due soggetti attori del conflitto.
  • INCHINO: è il classico segnale del cane che stende in avanti le zampe anteriori lasciando alte le posteriori per invitare al gioco. Se si inviata al gioco di certo non si vuole combattere! Diviene calmante quando il cane mantiene questa posizione per diversi secondi.
  • CAMMINARE LENTAMENTE: nel codice di comportamento canino avvicinarsi velocemente e con fare agitato è davvero un comportamento minaccioso; avvicinarsi lentamente è un modo per approcciare molto meno ostile, per cui un cane che vuole evitare conflitti si avvicina in maniera lenta e cauta. L’avvicinamento con fare agitato e repentino, accompagnato da urla, è spesso messo in atto dai bambini, ed è questa una delle principali cause delle morsicature che subiscono. È necessario informare i propri bambini come approcciare correttamente ai cani che non conoscono, onde evitare spiacevoli incidenti e traumi sia psicologici che fisici. Bisogna anche tenere presente che i cuccioli della nostra specie, oltre ad avere approcci poco consoni, sono spesso ad altezza muso dei cani e li guardano diritti negli occhi…l’unione di questi due comportamenti viene letta dai cani come una vera e propria aggressione e pertanto loro dopo si difendono come possono, ovvero arrivando anche a mordere.
  • AVVICINARSI FACENDO UNA CURVA LARGA: un cane che vuole evitare i conflitti non si avvicina mai correndo diritto verso qualcuno perché quest’ultimo comportamento è un comportamento di minaccia. Quindi, anche quando è al guinzaglio, il nostro Fido deve potersi avvicinare lentamente e disegnando una larga curva a dimostrazione di un approccio non minaccioso.
  • SEDERSI: quando un cane vuole evitare l’interazione perché qualcosa gli dà fastidio può anche semplicemente sedersi dando la schiena in modo che l’altro cane capisca che è finito il loro dialogo.
  • GRATTARSI: anche il grattarsi è un segnale che il cane mette in atto per stemperare la tensione. Di certo mentre uno si gratta non può aggredire il suo avversario e se lui lo stà minacciando grattandosi il cane lo blocca. Inoltre, il grattarsi può anche servire a dissipare il nervosismo a seguito di un conflitto.
  • SGRULLARSI: dopo la pioggia o un bel bagno al mare i cani si sgrullano. Ma se lo fanno senza essere stati bagnati allora vogliono comunicare che qualcosa di spiacevole è finito e che si vuole “voltare pagina” ed andare avanti senza conflitti.
Share This