Per psicosomatica si intende la disciplina che esplora l’interconnessione tra lo stato emotivo e quello fisico, evidenziando il collegamento che esiste tra disturbi della mente e del corpo. Secondo questa visione scientifica nel binomio malattia-malato pensieri ed emozioni influenzano la salute fisica, pertanto numerose patologie riconoscono la propria causa scatenante nella psiche, manifestandosi poi attraverso sintomi fisici. I fattori che incidono nell’evolversi delle patologie psicosomatiche sono ad esempio stress, ansia, preoccupazioni inerenti alle attività quotidiane. Tali somatizzandosi a livello fisico si trasformano in vere e proprie malattie del corpo, diventando talvolta croniche.
Secondo numerosi studi molti disturbi fisici sono spesso scatenati o aggravati da aspetti psicologici ed emotivi negativi che sono in grado di provocare la comparsa di sintomi sul piano fisico. Determinati sintomi poi non sono altro che l’espressione di questo disagio psicologico e spesso prendono origine da parti del corpo direttamente o indirettamente connesse con l’area di disagio emotivo. Per esempio un soggetto molto ansioso potrà sviluppare sintomi cardiocircolatori come tachicardie, aritmie o ipertensione essenziale, o disturbi respiratori come asma con dispnea. La sensazione costante di ansia è infatti associata ad un aumento dei battiti cardiaci e ad una sensazione di mancanza d’aria.
Psicosomatica e veterinaria
Anche in medicina veterinaria sono riconosciuti disturbi psicosomatici ovvero patologie fisiche che hanno origine da disagi emotivi. La psicosomatica veterinaria, come per quella che riguarda gli esseri umani, indaga le connessioni che si instaurano tra lo stato emotivo degli animali e le manifestazioni fisiche patologiche. Come per noi esseri umani forti emozioni, lutti, abbandoni, traumi e stress possono “somatizzare”, trasformandosi in sintomi fisici reali senza una causa puramente organica.
I punti salienti di questa affascinante disciplina risiedono in primis nella connessione tra psiche e corpo. Lo stress aumenta infatti la produzione di alcuni ormoni e mediatori chimici causando alterazioni del funzionamento neuroendocrino ripercuotendosi in modo negativo sul sistema immunitario. Disagi psicologici ed emotivi quali ansia da separazione, cambiamenti della routine e dell’ambiente, lutti ed abbandoni, stati di costante paura e fobia, a lungo andare incidono sulla salute generale del pet che li sperimenta, causando la così detta “somatizzazione”, cioè l’insorgenza di sintomi fisici che non originano da una causa organica. Per diagnosticare questi disturbi occorre ovviamente escludere tutte le cause fisiche possibili.
Quali sono i principali disturbi psicosomatici
Come accennato prima di emettere una diagnosi di sospetto di disturbo psicosomatico vanno escluse tutte le cause organiche che potrebbero causarlo. Gli organi maggiormente colpiti da disturbi psicosomatici sono la cute e l’intestino, per cui, al cospetto di sintomi come prurito incessante, leccamento eccessivo, dermatiti senza cause organiche quali infezioni o parassitosi, e sintomi gastroenterici come vomito, rigurgito, o colite, bisogna sempre approfondire l’anamnesi del paziente per capire se qualche situazione di stress può influire sull’insorgenza di queste manifestazioni.
Altri segnali di disagio psicologico dei nostri amici con la coda possono essere comportamenti compulsivi come fenomeni di autolesionismo, leccamento ossessivo, stereotipie come inseguire la propria coda (tail chasing), o anche improvvisi cambiamenti di personalità, come apatia protratta o aggressività improvvisa. Nei gatti vi è poi una particolare sindrome chiamata cistite idiopatica felina che si caratterizza per un’assenza di fattori organici scatenati ma la concomitante persistenza di sintomi urinari come dolore e fastidio durante la minzione, leccamento eccessivo delle parti intime, ematuria, deposizioni inappropriate. Le cause della cistite idiopatica felina sono di origine sconosciuta, e abbiamo anche una componete genetica, l’evidenza che i gatti affetti da questa sindrome abbiano delle alterazioni della parete della vescica, e che ci sia una componente neurogena, ma diversi studi dimostrano che lo stress gioca un ruolo chiave in questa invalidante patologia e che in molti casi insorge a causa di evento stressante, sia all’interno che all’esterno dell’habitat del felino che la patisce.
Asse intestino cervello pelle
Durante la formazione dell’embrione i diversi organi ed apparati si sviluppano da tre foglietti cellulari, l’ectoderma, il mesoderma e l’endoderma. Dal più esterno, l’ectoderma, si formano sistema nervoso, pelle ed annessi cutanei come peli ed unghie. È chiara quindi l’interconnessione tra cervello, aspetti mentali e cute. L’intestino poi contiene oltre 100 milioni di neuroni organizzati in una complessa rete che collega la funzione digestiva a quella encefalica. Inoltre, nel lume intestinale, albergano miliardi di batteri che formano il microbiota intestinale, i quali producono neurotrasmettitori come la serotonina, e acidi grassi a catena corta, in grado di influenzare l’emotività, l’umore e la risposta immunitaria. Le alterazioni del microbiota intestinale si ripercuotono sull’umore dei soggetti che ne sono affetti provocando ansia e depressione, e lo stress cronico è uno dei fattori che agisce sulla motilità intestinale e sul microbiota.
Intestino, cute e cervello sono pertanto strettamente legati anche da un punto di vista strutturale, di origine embrionale e come reattività a stressori esterni. La salute intestinale e cutanea sono strettamente collegate al benessere psicologico e le patologie di cute ed intestino sono spesso scatenate, associate o peggiorate da patologie o disturbi della sfera emotiva e psicologica. In medicina veterinaria da almeno 20 anni è riconosciuta una stretta relazione tra patologie cutanee e patologie comportamentali, tant’è che numerosi medici veterinari comportamentalisti vengono interpellati laddove le cure dermatologiche basate su farmaci per uso cutaneo, falliscono.
Il dott. Patrick Pageat, caposcuola del comportamentalismo animale ed autore di numerosi studi e libri sul comportamento animale, già all’inizio degli anni 2000 notò che i cani affetti da leccamento compulsivo avevano comportamenti esplorativi diminuiti, creando la prima e vera associazione scientificamente dimostrabile tra uno stato di depressione e un disturbo cutaneo. Il prurito ha infatti due sedi di controllo nel copro: un controllo a livello di midollo inibito dalle endorfine, ed un controllo a livello di sistema nervoso centrale, influenzato dalla serotonina. Serotonina ed endorfine sono neurotrasmettitori definiti come gli “ormoni della felicità e del benessere”, e giocano un grande ruolo nel controllo del prurito. È chiara quindi l’interconnessione tra patologie organiche caratterizzate da prurito e patologie comportamentali come ansia o depressione.
Come curare le malattie psicosomatiche
L’approccio farmacologico classico spesso fallisce nelle patologie psicosomatiche in quanto non riesce a tener conto della complessità delle interconnessioni prima citate tra cervello ed altri organi. Prescrivendo un farmaco sintomatico per il prurito o per la colite si potrà gestire il sintomo per il tempo in cui si somministra il farmaco stesso, ma non appena interrotta l’assunzione il sintomo tornerà. Questo perché non sarà stata curata la causa scatenante.
È necessario quindi un approccio olistico che si basi su medicine che tengano conto della totalità dell’individuo e quindi sia dell’aspetto fisico che di quelli mentale ed emotivo. A tal proposito l’Omeopatia e l’Agopuntura sono le scelte terapeutiche più appropriate. Entrambe queste discipline infatti tengono conto durante la vista specialistica sia degli aspetti mentali che fisici, e cercano una strategia terapeutica che mira a riequilibrare tutto il sistema. Oltre al medico veterinario esperto in Omeopatia o Agopuntura, spesso occorre un approccio multidisciplinare affiancando anche una vista con un medico veterinario comportamentalista, ed un’azione concreta che miri a ridurre la fonte di disagio per il nostro amico a 4 zampe, agendo sull’ambiente che lo circonda. La sinergia di questi approcci può portare a riequilibrare l’energia vitale del paziente riportandolo ad uno stato di benessere e salute.
Le patologie psicosomatiche sono complesse da curare ma con molta pazienta ed il supporto di queste preziose medicine non convenzionali i risultati possono essere veramente eccellenti.
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