Un blog ideato da CeMON

12 Agosto, 2026

Qualità della vita nel cane e nel gatto anziano: quali segnali osservare

Contenuto pratico per aiutare a riconoscere benessere, sofferenza, perdita di autonomia e cambiamenti significativi

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Ogni lunedì riceverai una ricca newsletter che propone gli articoli più interessanti della settimana e molto altro.
Tempo di lettura: 5 minuti

Capita di accorgersi un mattino qualsiasi che il nostro Fido non riesca più ad alzarsi rapidamente dalla sua cuccia o che Micia eviti di saltare sul tavolo per cercare di rubare una leccornia. Si fanno quindi i conti con il calendario e ci si accorge che i nostri amici con la coda hanno compiuto 10, 12, 14 anni. Ci si rende quindi conto che, anche se ci sembrano i cuccioli di sempre, non lo sono più. Anche il veterinario magari ci ha prescritto degli integratori o delle diete con la dicitura “senior”, e ci ha raccomandato di stare attenti all’alimentazione, alle passeggiate troppo lunghe, proponendoci degli accertamenti.

Cosa succede? Niente di grave! Semplicemente Fido e Micia stanno entrando nella terza età. E come per tutte le creature della terra, questo periodo della vita richiede particolari accortezze per essere vissuto al meglio. Mediamente dai 7 ai 10 anni, il tuo Pet viene considerato maturo, dagli 11 ai 14 anni, è considerato anziano e a partire dai 15 anni, è classificato come geriatrico. Le razze di cani di piccola taglia ed i gatti risultano più longeve, potendo arrivare anche a spegnere 18 o 20 candeline, mentre i cani di taglia grande diventano maturi, anziani e geriatrici anni prima. Per esempio un cane di 30-40 kg può essere considerato anziano già a 7-8 anni.

Come fare quindi a rendere più gradevole la vecchiaia per i nostri amici? Vediamo insieme quali sono i segnali da attenzionare nel cane e nel gatto per evitare che la vecchiaia si trasformi in un’esperienza difficile. Come ribadisco spesso ai caregiver di cani e gatti anziani, la vecchiaia di per sé non rappresenta una malattia, ma comporta dei cambiamenti fisiologici che, se gestiti nel modo corretto, possono rendere questa stagione della vita gradevole e senza stress. Ecco, quindi, i segnali fisici e comportamentali che più frequentemente compaiono nei Pets anziani.

 

Ridotta mobilità

Le articolazioni di Fido e Micia invecchiano come tutto il resto del corpo e la cartilagine articolare tende ad assottigliarsi. Anche la funzione neurologica a livello della colonna vertebrale può essere compromessa all’invecchiamento. La “carrozzeria” dei nostri amici con la coda risulta pertanto ammaccata, ma ricordiamoci che il “motore” può andare ancora bene!

È importante cogliere i segnali di riluttanza al movimento e dolore cronico perché questo è uno dei motivi di riduzione delle qualità della vita di cani e gatti senior, che si ripercuote irrimediabilmente su tanti altri.

L’assenza di movimento compromette anche altre funzioni organiche come quelle cognitiva, cardiaca, digestiva e soprattutto predispone all’aumento di peso che a sua volta provoca altri problemi.

Nonno Fido e Nonna Micia hanno la necessità di fare esercizio fisico adeguato alla loro condizione. Durante la visita di controllo con il veterinario di fiducia, se non si riscontrano particolari problemi, richiedi quali attività fisica è consigliabile per il tuo amico. Oltre all’esercizio fisico calibrato, si deve aiutare il nostro amico a non soffrire richiedendo la prescrizione di integratori specifici per l’invecchiamento delle articolazioni, e cercare di ridurre al minimo il rischio che possano avere difficoltà a spostarsi in autonomia.

Per esempio, se tendono a scivolare sul pavimento, valutare se è il caso di far tagliare le unghie che crescono molto più velocemente quando camminano di meno, rendere meno scivolose le superfici con tappetini di materiali antiscivolo, e fornire ausili come piccole scale ai cani e gatti che non riescono più a salire su letti e divani, o fornirgli una cuccia alla sua portata.

 

Problemi dentali

Si pensa erroneamente che la pulizia dei denti praticata in anestesia generale sia un vezzo che i veterinari propongono solo per motivi estetici. Niente di più falso! La placca che si deposita sui denti e sotto il margine gengivale, diviene nel tempo tartaro, ovvero una concrezione dura che invade sia il tessuto dentale che il colletto gengivale. Ciò comporta che i batteri che compongono la placca ed il tartaro portino alla formazione delle tasche gengivali, veri e propri focolai infetti che a lungo andare possono portare alla perdita dei denti oltre che favorire la diffusione sistemica dei batteri, con il rischio di infezioni cardiache e renali. Il tutto poi è accompagnato da un dolore veramente intenso.

Quando i denti si ammalano c’è l’infiammazione della polpa dentaria che al suo interno contiene un nervo collegato anche a grossi nervi cranici come il trigemino. Il nostro amico con la coda sperimenta quindi una terribile nevralgia che non può neanche comunicarci. Quando ci accorgiamo infatti che il nostro amico ha difficoltà a masticare è già tardi! Probabilmente la malattia dentaria va avanti già da mesi o anni.

È importante quindi ispezionare il cavo orale dei nostri pet anziani, notando se c’è accumulo di placca e tartaro, gonfiore, arrossamento o sanguinamento gengivale ed alitosi. In questo caso va contattato il veterinario di fiducia e programmata una bonifica del cavo orale. Questa pulizia ad ultrasuoni viene praticata in anestesia generale e prevede dei controlli preanestetici come esami del sangue, visita cardiologica con ecocardiografia e dove necessario, radiografie del torace ed ecografia addominale. Oltre a tenere a bada dolore ed infezioni rappresenta quindi l’occasione per un bel check up del nostro amico con la coda.

 

Sensibilità ridotta

I nervi dei nostri amici invecchiano con loro e pertanto anche udito, vista, olfatto, gusto e tatto possono affievolirsi. Il nostro amico non sente più il campanello o il nostro richiamo, tende a dormire di più. Può rifiutare un cibo che gli era gradito o non riconoscerci da lontano.

Finche cani e gatti con questi deficit legati all’età vivono in casa o in ambiente protetto e senza pericoli, va tutto bene. È importante però proteggerli in ambienti esterni e non controllati. Se Fido era abituato a seguirci senza guinzaglio adesso i suoi sensi affievoliti possono aver ridotto i suoi riflessi e pertanto può rischiare di essere investito da un’auto o spaventarsi perché intravede un pericolo che in realtà non c’è. È importante quindi garantire la loro autonomia ma in ambienti protetti dove i pericoli sono ridotti al minimo.

Ben vengano quindi le passeggiate in aree verdi dove non c’è circolazione di auto e per i gatti liberi di uscire, un occhio alla messa in sicurezza dell’area esterna, oppure un piccolo collarino dotato di GPS in modo che se Micia dovesse disorientarsi potremmo recuperarla oltre a monitorare i suoi spostamenti.

 

Alterazioni comportamentali

In cani a gatti anziani possono comparire o esacerbarsi anche disturbi del comportamento; questi possono rappresentare anche il primo segnale di alcune condizioni cliniche o dolorose. Occhio quindi se notiamo che Fido e Micia appaiono disorientamenti, non interagiscono più come prima con i componenti della famiglia, mostrano alterazioni del ciclo sonno-veglia, o iniziano improvvisamente a sporcare in casa.

Questi comportamenti possono infatti essere legati ad una disfunzione cognitiva senile, legata al deterioramento dell’encefalo causato dell’età. Oltre a questi segnali possono comparire anche sintomi più allarmanti come insorgenza di crisi convulsive o dolore e difficoltà di movimento legate a neuropatie periferiche. In questo caso rivolgersi al veterinario di fiducia è d’obbligo per cercare di limitare i sintomi, rallentare il processo di invecchiamento cerebrale grazie ad integratori specifici e ridurre i comportamenti più sgradevoli e lesivi oltre che della salute del nostro amico, anche della serenità degli umani conviventi.

 

Invecchiamento di organi ed apparati

Fido e Micia invecchiano con tutti i loro organi ed apparati. Se prima dei 6-7 anni era sufficiente un controllo veterinario annuale, dopo questa età anche due controlli all’anno sono più che indicati. Contestualmente al controllo clinico è bene effettuare esami diagnostici come quelli ematici, urinari, cardiologici e un’ecografia dell’addome. Spesso, infatti, le disfunzioni organiche legate alla vecchiaia se diagnosticate in tempo possono essere tenute sotto controllo anche solo grazie a dieta ed integrazioni.

 

Consiglio del vet

Il consiglio che mi sento di dare agli umani che convivono con cani e gatti è quello di essere pazienti, e soprattutto di godersi la relazione con proprio Pet che ha sì tanti piccoli acciacchi, ma è diventato anche saggio e ci capisce al volo.

I nostri animali forgiano il loro carattere sul nostro e vivono in funzione della relazione con noi. Rispettiamo quindi i loro “nuovi” tempi e le nuove necessità, evitando di richiedergli quello che non possono più darci. Godiamoci però il tempo insieme che magari non sarà più ricco di avventure atletiche, ma di tanto amore e vicinanza; godiamoci la oro compagnia, la relazione fatta di intese e sguardi, senza pretendere troppo e sempre con una particolare attenzione volta a cogliere i segnali di disagio legati alla vecchiaia.

Oltre alle cure “dell’anima”, possiamo anche chiedere al nostro veterinario di fiducia la prescrizione di integratori a supporto della terza età, come ad esempio l’acido grasso DHA contenuto nel Nutrimind, acido grasso omega‑3 altamente insaturo e a catena lunga, fondamentale per il corretto funzionamento del cervello, come anche il Ribes nero FEE da utilizzarsi come antinfiammatorio aspecifico. Chiedi quindi sempre consiglio al tuo veterinario di fiducia, anche per goderti il tuo amico con la coda al meglio quando diviene anziano.

m

Lascia il primo commento