Altro che figo, fumare ti rende depresso e asociale

Uno studio della Hebrew University of Jerusalem mette in relazione la dipendenza da nicotina e la salute mentale. E non è certo il primo.

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3 Febbraio, 2020
Tempo di lettura: 2 minuti

Uno dei motivi, forse il principale, per il quale tanti ragazzi finiscono nel vortice della dipendenza da nicotina, è il suo appeal sociale. Una fascinazione che mischia il desiderio di trasgressione degli adolescenti a una certa immagine glamour inculcata dal cinema e dalla TV, che pur hanno cambiato approccio ormai da molti anni. Inoltre ricerche specialistiche recenti dimostrano proprio il contrario: fumare non solo non ti farà sembrare “più figo”, ma anzi costituirà un serio ostacolo alla tua capacità di inserimento e adattamento alla vita sociale.

È ormai consolidata nel sentire comune la consapevolezza che le sigarette facciano male. I danni fisici sono tanti, profondi e spesso irreversibili: cancro ai polmoni, malattie cardiovascolari, ipertensione e danni biologici ai feti durante la gestazione. Danni che non incidono solo sul fumatore, ma coinvolgono anche chi lo circonda, specialmente  i familiari con cui è più a stretto contatto. Meno conosciuto, e sicuramente più subdolo, è il danno che il fumo provoca alla salute mentale. Ora uno studio della Hebrew University of Jerusalem’s-Hadasssah Braun School of Public Health and Community Medicine mostra chiaramente che questa brutta abitudine può indurre depressione, meno vitalità e difficoltà nelle relazioni sociali. La ricerca, pubblicata su Plos One e che ha coinvolto anche le università di Belgrado e Pristina, ha preso in esame 2mila studenti.

Secondo questo studio gli studenti che fumano hanno tassi di depressione clinica che erano due o tre volte più alti rispetto a quelli dei loro coetanei non fumatori. Nello specifico, all’Università di Pristina, il 14% dei fumatori soffre di depressione rispetto al 4% appena dei coetanei non fumatori, mentre all’Università di Belgrado le percentuali sono rispettivamente del 19% e dell’11%. E questo indipendentemente dalle condizioni economiche o sociali. Gli studenti col vizio del fumo, come se non bastasse, hanno anche punteggi più bassi in alcuni indicatori della salute mentale quali vitalità e inserimento sociale, rispetto ai coetanei.

L’argomento non è del tutto nuovo: un altro, importante studio condotto nel 2017 al King’s College di Londra, aveva evidenziato come le persone che smettono di fumare percepiscono un netto miglioramento della loro sintomatologia legata alla depressione. Quella ricerca aveva preso in considerazione 3775 pazienti di una clinica specializzata nel sostegno alle persone che vogliono dire basta alle sigarette. Anche in quel caso i numeri parlavano da soli: il 66.3% di coloro che prima di smettere erano affetti da una qualche forma di disturbo legato alla depressione, nel successivo anno di follow up avevano visto sparire del tutto i sintomi, o alleviarsi in modo drastico.

“Naturalmente cosa colleghi fumo e umore non è ancora del tutto chiaro  – evidenzia il professor Hagai Levine, autore principale della ricerca della Hebrew University – e serviranno ulteriori approfondimenti scientifici nei prossimi anni. Ad ogni modo le prove iniziano a diventare più di una, considerando anche lo studio del 2017 condotto dal King’s College. Il nostro studio si aggiunge al crescente numero di prove sul fatto che il fumo e la depressione sono strettamente collegati. Potrebbe essere troppo presto per dire che il fumo provoca depressione, ma il tabacco sembra avere un effetto negativo sulla nostra salute mentale”.

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