Dott. Stefano Manera - Tempo di lettura 3 min.

Allattamento al seno e tempi moderni.

Dalla trasmissibilità al neonato, al manifestarsi dei sintomi: i primi studi al riguardo sono incoraggianti

Ancora oggi, troppo spesso, sento di donne che non sono state informate sui benefici, a breve e a lungo termine, dell’allattamento al seno.
Ancora oggi mi capita di sentire mamme che mi dicono di non voler allattare per mancanza di tempo o per paura di veder cambiare le loro forme. I benefici per il bambino non si traducono solo in termini nutrizionali, ma anche (e soprattutto) in termini di competenze immunologiche e di benessere psichico.

Il latte materno è inimitabile, è il prodotto di milioni di anni di evoluzione e possiede sostanze nutrienti ottimali per il neonato.
L’importanza del latte materno è indiscussa. L’allattamento al seno riduce la mortalità infantile di 10 volte e diminuisce fortemente l’incidenza delle malattie infettive. Il latte materno è a tutti gli effetti, in assoluto, il miglior vaccino possibile: gratuito e benefico.

Le IgA e gli oligosaccaridi del latte materno proteggono da infezioni respiratorie e gastrointestinali e influenzano positivamente lo sviluppo della flora intestinale. Sappiamo benissimo come il microbiota di un bambino allattato al seno sia diverso da quello di uno allattato artificialmente. Il latte umano è tra i più complessi in natura e contiene più di 200 differenti molecole di zucchero perché la loro composizione cambia significativamente durante l’allattamento, probabilmente essendo collegata allo sviluppo del sistema immunitario del neonato e del suo microbiota intestinale, infatti molte molecole di zucchero del latte non sono assolutamente destinate a nutrire il bambino, ma i suoi batteri! I bambini non posseggono enzimi per digerire molte di queste molecole che vengono quindi digerite dai batteri intestinali, i quali produrranno metaboliti che serviranno a loro volta come “fertilizzante” per garantire il benessere della mucosa e lo sviluppo dei tessuti linfatici intestinali (MALT e GALT).
Il latte inoltre è ricco di anticorpi e molecole che rallentano la crescita di batteri patogeni e che coordinano e modulano l’attività dei globuli bianchi.

L’allattamento al seno fa bene in realtà sia al bambino che alla mamma. Oltre ai benefici che vi ho appena descritto, facilita la digestione del bebè, previene disturbi futuri del bambino, come allergie, diabete e obesità, permette un corretto posizionamento della mandibola e della mascella e crea un legame forte, duraturo e profondo con la madre.

I benefici per la mamma non saranno pochi

– Dimagrire dopo il parto, ritrovando il peso forma: allattare fa bruciare molte calorie, eliminando il peso in eccesso acquistato con la gravidanza.
– Allattare accelera il puerperio e il ritorno alla normalità della mamma, grazie alle contrazioni uterine stimolate proprio dall’allattamento.
– Riduce il rischio di tumore al seno fino alla menopausa.
– Aiuta ad aumentare la produzione del latte.
– Riduce l’incidenza di cancro alle ovaie (si è stimata una riduzione del 27% del carcinoma ovarico nelle madri che hanno allattato al seno in passato).
– Allattare al seno provoca il rilascio di endorfine, l’ormone del benessere che aiuta a contrastare disturbi frequenti dopo il parto, come la depressione o anche la semplice stanchezza.

Insomma, noi genitori e operatori sanitari educhiamo le future mamme alla riscoperta dell’importanza dell’allattamento, insegniamo il valore del tempo, facendo loro loro capire come questo tempo non sia sprecato, ma sia fondamentale per i loro bimbi e anche per loro stesse, essendo un vero e proprio investimento di salute destinato a durare nel tempo.

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