Dott. Stefano Manera - Tempo di lettura 3 min.

Perché il latte materno fa bene?

Coi post precedenti, “Allattamento al seno e tempi moderni” e “Dottore ma il calcio?” abbiamo capito che assumere latte vaccino non fa bene, a meno che voi o vostri pargoli non siate dei vitelli.
L’unico alimento adatto al 100% ai cuccioli d’uomo è il latte materno. Il latte vaccino, non essendo specifico per la specie umana, rappresenta un alimento scorretto a causa del suo elevato potere acidificante, allergizzante e iperstimolante (attenzione ai fattori di crescita molto abbondanti che devono far diventare un vitellino una bestia di 800 -1200 kg).

Tempo fa affermavo un concetto fondamentale, cioè che nella salute di un bambino e quindi di un individuo nei primi 3 mesi di vita impostiamo l’anno e nei primi 3 anni impostiamo la vita stessa, oggi vorrei aggiungere dei grafici molto eloquenti a supporto di ciò che ho affermato.

Nel primo grafico la linea retta dimostra la biodiversità dell’ecosistema microbiotico intestinale che cresce sempre più nei primi 900 giorni di vita raggiungendo la stessa biodiversità della madre.

Vediamo benissimo come ogni evento stressogeno modifichi la biodiversità: la prima febbre la riduce molto, l’inserimento delle prime pappe la fa aumentare vistosamente, mentre il primo antibiotico determina un impoverimento significativo del microbiota.

La stessa cosa si vede chiaramente nel secondo grafico a barre verticali, dove i colori indicano la biodiversità microbiotica.
Vediamo chiaramente come lo svezzamento induca biodiversità e come il primo antibiotico la riduca sensibilmente (i colori sono indice di biodiversità).


Il terzo e ultimo grafico ci fa capire una cosa molto importante e cioè che ogni ciclo antibiotico riduce sempre più la popolazione di Bifidobatteri che poi difficilmente sarà in grado di ricostituirsi, lasciando un individuo meno sano e più suscettibile a patologie.

Quanto danno stiamo facendo ai nostri figli a riempirli di antibiotici?
Lo vogliamo capire che un sistema immunitario indebolito determina maggior suscettibilità allo sviluppo di patologie croniche e tumori? Lo vogliamo capire che se continuiamo a intossicare i nostri bambini, avremo una popolazione sempre più malata?

I Bifidobatteri sono gli amici che regolano il nostro sistema immunitario (soprattutto nell’infanzia) e che offrono le risorse per assimilare il latte materno, vero vaccino naturale, nutrendosi degli oligosaccaridi in esso contenuto.
Praticamente loro ci dicono: io ti offro salute (riduco la tua infiammazione), in cambio tu mi dai tanti e succulenti oligosaccaridi per farmi replicare e formare una famiglia (colonia) numerosa e sana!
Questa si chiama simbiosi e questa relazione esiste praticamente da quando, evolutivamente, siamo diventati mammiferi.

Ogni interferente esterno che possa determinare infiammazione intestinale (farmaci, alimenti e stress), soprattutto se il bambino è predisposto (familiarità, genetica, radici individuali, costituzione) genererà patologia cronica andando a ridurre l’essenziale biodiversità microbiotica intestinale.
Ecco perché è essenziale ricordare il lunghissimo lavoro evolutivo e le sue motivazioni, favorendo l’allattamento al seno, evitando il più possibile farmaci, offrendo una dieta varia e sana, promuovendo stili di vita che promuovano il benessere e permettano un sano dialogo tra mente e corpo, ovvero tra cervello e intestino.

Korpela K1 et al. Microb cell. 2016; 3(7): 296-298.

Hunt KM et al. PLoS one. 2011; 6(6):e21313.

Di Pierro F. Argomenti di terapia batterica; 2019, CEC Editore.

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