Dott. Luca Scotto di Vettimo - Tempo di lettura 4 min.

La caccia ai ciarlatani della Senatrice Cattaneo

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La mia attenzione è stata attratta dal Venerdì di Repubblica che in una intervista alla Senatrice e Farmacologa Elena Cattaneo, rilasciata a Giuliano Aluffi, si pone l’obiettivo di fare, una volta per tutte chiarezza sul ruolo degli scenziati in italia: Fare la guerra ai ciarlatani. Ardua impresa, che la senatrice, forse in un delirio estivo, precisa che sia su “mandato dei cittadini”.

Ma chi sarebbero, secondo la senatrice i ciarlatani?

Beh, in primis i “complottisti”, non meglio definiti dalla Cattaneo, la quale dopo aver precisato che il complottismo è figlio di una percezione di una scienza volta a produrre tecniche che dominano, percezione scatutita dal fatto che “chi sta fuori non sa”, ci tiene a specficare “la scienza lavora per conoscere, capire e condividere”.

Dopo aver affermato che l’attuale conflittualità nella comunità scientifica, alla quale ci hanno abituati i talk show, in realtà non è altro che un confronto, uno scambio di opinioni tra pari, ma d’altronde “chi sta fuori non sa”, la farmacologa elenca gli altri suoi nemici come la guerra insensata agli OGM che a suo dire ci ha resi più dipendenti dall’estero.

L’agricoltura Biodinamica

Non risparmia, la nostra scienziata, l’agricoltura biologica, perché a suo dire biologico non è sinonimo di buono, “anche il coronavirus (fa fine e non impegna citarlo, anche quando non c’entra nulla)  è biologico e non è buono”. Se non fosse una Farmacologa mi premurerei di ricordare alla professoressa, che oltre che biologico, il Sars-Cov 19 è anche patogeno e in un discorso, volto a far conoscere, capire e condividere il suo pensiero, non è possibile dimenticare questo piccolo particolare..

Ma le sorprese non finiscono qui, dato che, secondo la scienza ( e qui cita un articolo apparso su Nutrients) i prodotti biologici non sono nemmeno più salutari anzi la certificazione Bio non corrisponde ad una migliore qualità nutrizionale. In realtà scorrendo l’articolo, si legge di uno studio fatto comparando le informazioni obbligatorie stampate sull’imballaggio di prodotti a certificazione Biologica e di prodotti analoghi privi di questa certificazione. Si avete letto bene, il bio non è più salutare perché comparando le etichette di prodotti analoghi questa informazione, stranamente non appare.

Peccato, la senatrice, non abbia voluto sfogliare meglio la rivista che in un altro articolo  ci informa di come “recenti studi di coorte sugli esseri umani hanno riportato associazioni positive tra il consumo di cibo biologico e una minore incidenza di obesità, cancro e molte altre malattie”, il che sembrerebbe contraddire quanto afferma la Cattaneo, ma si sa “la scienza lavora per conoscere, capire e condividere” ed in definitiva “chi sta fuori non sa”. Certo però, professoressa, un minimo di senso critico!

Sorvolando sulla convinzione che che sia meglio mangiare pomodori al glifosato piuttosto che analoghi irrorati con un poco di sofato di rame (quai in disuso nelle colture biologiche), arriviamo al capolavoro contenuto nell’articolo del buon Aluffi.

La medicina omeopatica

Alla domanda, di rito, sulla Medicina Omeopatica, la nostra Elena si supera; afferma che l’omeopatia è un abbaglio e per meglio spiegarne l’infondatezza cita le origini e lo scopritore, Joseph Roy. Ammetto di essere stato pervaso da un senso di inadeguatezza, misto a vergogna per aver sempre pensato ed affermato che lo “scopritore” del metodo omeopatico fosse C.F.S. Hahnemann e di non conoscere il padre della medicina omeopatica, un fisiologo francese che studiava bollicine d’aria e cocchi.

E io che avevo sempre creduto che il primo medicinale omeopatico spetimentato fosse stato China

Trattenendo a stento una risata, che avrebbe giustamente seppellito questa ignorante riscostruzione della storia della medicina, ho avuto la strana sensazione di aver già letto di questa vicenda dei cocchi oscillanti.

Sforzandomi, ma non più del dovuto, mi sono ricordato di aver letto una storia simile riportata nel libro di un virologo noto più per le sue apparizioni televisive che per le sue pubblicazioni scientifiche. Ma davvero la valente  Senatrice, da scienziata, cita come fonte di una sua opinione il parere di un suo pari che non ha mai letto non dico un libro sull’argomento Omeopatia, ma nemmeno la definizione che ne da Wikipedia?

Con buona pace della senatrice, come ho già avuto modo di scrivere, in Italia e nel mondo un gran numero di persone si cura con successo con la Medicina omeopatica e un gran numero di medici prescrive i medicinali omeopatici che destano tanto stupore nella Cattaneo. Forse da scienziata farebbe meglio pronunciarsi nei confronti dei temi affrontati nell’intervista, solo dopo averne seriamente intrapreso una valutazione critica, evitando semplificazioni e rispondendo con un non so alle domande su temi che non abbia compreso a fondo o di cui non abbia una reale eperienza.

La Treccani al lemma ciarlatano attribuisce, tra gli altri, il seguente significato “estens. Chi si spaccia per quello che non è, chi cerca il proprio guadagno dandola ad intendere, impostore, gabbamondo…”

Ho il massimo rispetto per una Senatrice della Repubblica e ritengo che tutti debbano averlo, mi auguro che da oggi in poi la Senatrice Cattaneo voglia averlo per tutti noi cittadini.

 

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