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Migliorano gli strumenti diagnostici ma peggiora la salute

Uno studio mostra come, nonostante strumenti sempre più avanzati, le malattie cardiache negli anziani siano in aumento

Migliorano gli strumenti diagnostici, peggiora lo stato di salute. In Europa aumentano le malattie cardiovascolari per gli over 50, invertendo una curva che pareva in continuo miglioramento. Cosa può aver causato questo paradosso? È probabile che la ragione sia un approccio sbagliato alla salute nel suo insieme. Più volte abbiamo detto su queste pagine che la medicina non può essere ridotta a un processo meccanicistico come quello che fa camminare un’automobile. E che concentrarci sull’indagine dell’infinitamente piccolo ci fa perdere il quadro d’insieme. I numeri sembrano confortare la nostra idea.

Migliorano gli strumenti diagnostici ma peggiora la salute

Uno studio dell’Università a’ Foscari di Venezia ha evidenziato come in coloro che sono nati negli anni trenta, quaranta e cinquanta del Novecento i casi di malattie cardiache siano in deciso aumento. Gli studiosi hanno estratto i dati da uno degli studi sulla salute degli europei più vasti e precisi, pubblicato sul volume “The Sustainability of Health Care Systems in Europe” (Emerald).

“Meglio la cura o la medicina preventiva?”

“Queste evidenze contribuiscono al dibattito sulla gestione dei nostri sistemi sanitari – commenta Giacomo Pasini, uno degli autori dello studio – ponendo domande molto complesse come: è meglio investire per salvare vite o per migliorare la qualità della vita? meglio orientare le risorse, che sono scarse, sulla cura o sulla medicina preventiva?”. Conoscete bene il nostro punto di vista al riguardo.

L’aumento della spesa sanitaria non ha portato un miglioramento della salute

Il libro citato si focalizza sulla sostenibilità economica dei sistemi sanitari. “Tutti i paesi Ocse hanno osservato un aumento straordinario della spesa sanitaria negli anni – spiega Francesco Moscone, autore anch’egli, professore a Ca’ Foscari e alla Brunel University di Londra – stati e regioni hanno adottato politiche per mantenere la sostenibilità economico-finanziaria dei sistemi sanitari, cercando di migliorare al contempo l’aspettativa di vita. Intanto, però, aumentavano malattie croniche e diseguaglianze”.

Facciamo ancora in tempo a cambiare punto di vista

Questa ricerca è solo l’ultimo dei campanelli d’allarme, che ci segnalano che la strada che stiamo percorrendo non è quella giusta, e non ci sta conducendo verso una vita migliore. Rimodulare il nostro paradigma sanitario, smettere di voler curare ogni sintomo e focalizzarci invece sul benessere generale, ci permetterebbe di evitare molte sofferenze e molte morti.

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