OMS: ridurre l’inquinamento atmosferico per salvare milioni di vite

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Il 22 settembre scorso l’OMS rilascia il comunicato con il quale rimodula le raccomandazioni sull’inquinamento atmosferico e fissa limiti più rigidi sulle sostanze responsabili dei danni alla salute.

Insieme al cambiamento climatico l’inquinamento atmosferico è la più grande minaccia alla salute. Dopo 16 anni L’OMS torna sull’argomento (lo aveva fatto nel 2005) con un nuovo dossier redatto grazie al lavoro di decine di ricercatori che hanno esaminato più di 500 ricerche. Gli studi hanno messo in evidenza che anche concentrazioni molto più basse di quelle considerate in precedenza possono creare importanti danni alla salute.

Le sostanze più inquinanti per l’atmosfera

Le indicazioni riguardano sei sostanze altamente inquinanti: due tipi di particolato (PM₁₀ e PM₂,₅), l’ozono (O₃), il diossido di azoto (NO₂), l’anidride solforosa (SO₂) e il monossido di carbonio (CO). La concentrazione massima consentita nell’atmosfera è diminuita per ciascuno di essi. In particolare, il livello massimo consentito di PM₂,₅ è stato dimezzato, passando da 10 a 5 microgrammi per metro cubo. Quello del diossido di azoto è stato ridotto del 75 per cento, da 40 a 10 μg/m3.

Quali sono i danni causati dall’inquinamento all’organismo

Afferma l’OMS: “Si stima che ogni anno l’esposizione all’inquinamento atmosferico causi 7 milioni di morti premature e provochi la perdita di milioni di anni di vita sani in più. Nei bambini, questo potrebbe includere una ridotta crescita e funzionalità dei polmoni, infezioni respiratorie e asma aggravata. Negli adulti, la cardiopatia ischemica e l’ictus sono le cause più comuni di morte prematura attribuibili all’inquinamento dell’aria esterna e stanno emergendo anche prove di altri effetti come il diabete e le condizioni neurodegenerative.”

Il 90% della popolazione mondiale vive in aree in cui l’inquinamento atmosferico supera i limiti raccomandati nel 2005. Una situazione drammatica che il rapporto di Greenpeace contribuisce a chiarire: nel 2020 tutte le 100 città più popolose del mondo non è riuscita a rispettare i limiti raccomandati dall’OMS su queste 6 sostanze..

Quali sono i paesi più colpiti

“L’inquinamento atmosferico è una minaccia per la salute in tutti i paesi, ma colpisce più duramente le persone nei paesi a basso e medio reddito“, ha affermato il direttore generale dell’OMS, il dott. Tedros Adhanom Ghebreyesus. “Le nuove linee guida sulla qualità dell’aria dell’OMS sono uno strumento pratico e basato sull’evidenza per migliorare la qualità dell’aria da cui dipende tutta la vita. Esorto tutti i paesi e tutti coloro che combattono per proteggere il nostro ambiente a utilizzarli per ridurre la sofferenza e salvare vite umane”.

“Ogni anno, l’OMS stima che milioni di morti siano causati dagli effetti dell’inquinamento atmosferico, principalmente da malattie non trasmissibili. L’aria pulita dovrebbe essere un diritto umano fondamentale e una condizione necessaria per società sane e produttive. Tuttavia, nonostante alcuni miglioramenti della qualità dell’aria negli ultimi tre decenni, milioni di persone continuano a morire prematuramente, colpendo spesso le popolazioni più vulnerabili ed emarginate”, ha affermato il direttore regionale dell’OMS per l’Europa, il dott. Hans Henri P. Kluge. “Conosciamo l’entità del problema e sappiamo come risolverlo. Queste linee guida aggiornate forniscono ai responsabili delle politiche, solide prove e lo strumento necessario per affrontare questo onere sanitario a lungo termine”.

Come raggiungere gli obiettivi

L’obiettivo della linea guida è che tutti i paesi raggiungano i livelli di qualità dell’aria raccomandati. Consapevole che questo sarà un compito difficile per molti paesi e regioni alle prese con alti livelli di inquinamento atmosferico, l’OMS ha proposto obiettivi intermedi per facilitare il miglioramento graduale della qualità dell’aria e quindi benefici per la salute graduali, ma significativi, per la popolazione.

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