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"Mi curo con l'Omeopatia": il coraggio della Muti a Sanremo
20 Febbraio, 2026

“Mi curo con l’Omeopatia”: il coraggio della Muti a Sanremo

RedazioneRedazione
Il reel di Naike Rivelli riporta al centro una dichiarazione che fece discutere nel 2022

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Dire ciò che si pensa quando si è sotto i riflettori può avere un prezzo. A pochi giorni da Sanremo 2026, Naike Rivelli rilancia sui social l’intervento della madre Ornella Muti alla conferenza stampa del Festival 2022, definendolo “storico” e parlando apertamente di pressioni esterne che avrebbero potuto compromettere la sua presenza sul palco. In quell’occasione l’attrice prese posizione a favore della cannabis terapeutica e, con naturalezza, aggiunse una frase destinata a far discutere: «Io mi curo omeopaticamente».

Puoi vedere il Reel di Naike Rivelli a questo link.

Una dichiarazione che pesa

Nel clima acceso di quei giorni, l’attenzione si concentrò soprattutto sulla cannabis. La scelta personale di curarsi con l’Omeopatia rimase sullo sfondo, ma segnò un passaggio chiaro: una figura pubblica che espone apertamente il proprio orientamento sanitario. Parole semplici, pronunciate senza esitazioni, davanti a una platea nazionale. Il reel pubblicato nel 2026 cambia il fuoco della questione. Al centro non c’è solo il contenuto delle dichiarazioni, ma la coerenza nel sostenerle anche davanti a possibili conseguenze professionali.

Quando un’artista utilizza la propria visibilità per parlare di salute, il dibattito si accende inevitabilmente. Il caso Muti dimostra quanto il tema della libertà terapeutica resti sensibile e divisivo, soprattutto quando viene pronunciato su un palco simbolico come quello di Sanremo.

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2 commenti

  • Roberto Andreetti

    sulla carta sembra che ci sia libertà di cura, ma in realtà non è così. la “cura” viene imposta. ho saputo da uno studente iscritto a Medicina che per poter sostenere gli esami occorre essere vaccinati! Questo accade nel silenzio più totale nell’ateneo torinese. non so se questa direttiva è contemplata per tutte le università.

    • Generiamosalute

      Secondo la legge vigente, oggi, non è richiesto un certificato vaccinale per il solo fatto di sedersi in aula e sostenere un esame teorico. Tuttavia, la situazione cambia radicalmente se l’esame o il corso di studi prevede tirocini clinici o attività in reparto, per i quali lo studente è equiparato agli altri lavoratori sanitari.la normativa per i lavoratori esposti in ambito sanitario, prevede che per accedere ai reparti ospedalieri è obbligatorio sottoporsi alla sorveglianza sanitaria che ha una regolamentazione propria e a volte può contemplare la vaccinazione.

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