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Il rapporto tra il Mahatma Gandhi e l’Omeopatia

Il grande politico indiano credeva che fosse una forma di medicina sicura, efficace e conveniente che poteva essere usata per trattare un'ampia varietà di condizioni
8 Giugno, 2023
Tempo di lettura: 2 minuti

“L’Omeopatia è l’ultimo e sofisticato metodo di cura dei pazienti, economico e nonviolento. Il governo deve incoraggiarlo e favorirne la diffusione nel nostro Paese”. A parlare è il Mahatma Gandhi, politico, filosofo e padre della Patria indiana. La citazione continua: “Inoltre il dottor Hahnemann era un uomo intellettualmente superiore e conosceva il significato della salvezza della vita umana, essendo un medico dalla forza unica. Io mi inchino davanti alla sua capacità e davanti al grandioso lavoro umanitario che ha svolto. La sua memoria ci anima ancora una volta a seguirlo, ma gli oppositori odiano l’esistenza dei principi e della pratica dell’Omeopatia, che in realtà cura una maggiore percentuale di casi rispetto ad altri metodi di trattamento, e al di là di ogni dubbio è la più sicura, la più economica e la più completa scienza medica”.

Il rapporto tra il Mahatma Gandhi e l’Omeopatia

Come queste parole testimoniano chiaramente, il Mahatma Gandhi era un forte sostenitore dell’Omeopatia. Era fortemente convinto che fosse una forma di medicina sicura, efficace e conveniente che poteva essere usata per trattare un’ampia varietà di condizioni. Lo stesso Gandhi usava l’omeopatia per la propria cura della salute e incoraggiava gli altri a fare lo stesso. Credeva che l’omeopatia fosse perfetta per la sua filosofia della non violenza. Vedeva l’Omeopatia come un modo per guarire il corpo senza danneggiarlo. Credeva anche che l’Omeopatia fosse un modo per promuovere l’autosufficienza e l’indipendenza.

Cosa pensava Gandhi della medicina

Ricordiamo che Gandhi, sebbene fosse nato in India da ricca famiglia indiana, e avesse studiato nel suo Paese fino alla maggiore età, dai 18 anni in poi si trasferì a Londra, dove portò avanti gli studi in materia legale al prestigioso University College di Londra. Per tutto il corso della sua vita non fu un oppositore della medicina allopatica, della quale però metteva in risalto luci e ombre. Luci, nella meticolosità della ricerca. Ombre, nelle indicibili malvagità che venivano condotte sugli animali, a cominciare dalla vivisezione.

L’influenza del suo pensiero sulla medicina oggi in India

La difesa di Gandhi per l’Omeopatia ha avuto un impatto significativo sullo sviluppo di questa branca medica in India. All’inizio del 1900, l’Omeopatia non era ben vista nel sub-continente. Tuttavia, il sostegno di Gandhi ha contribuito a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’argomento e ad aumentare la popolarità. Oggi l’Omeopatia è una forma di medicina ampiamente riconosciuta a livello governativo, tant’è che esiste anche un ministero, l’AYUSH che si occupa di diffonderne l’utilizzo, regolarne l’impiego negli ospedali e nelle strutture pubbliche e promuovere la ricerca. Sono circa 300.000 gli omeopati che la praticano in India e ci sono molte scuole e università cui viene insegnata. L’eredità di Gandhi può essere vista nella fiorente comunità che è germogliata illuminata dei suoi insegnamenti.

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