Il Natale: Luce e Nascita

22 Dicembre, 2022
Tempo di lettura: 5 minuti

Le quattro settimane di Avvento sono un momento magico.

Trovo meraviglioso leggere testi come questo nei giorni dell’Avvento, attesa della Rinascita di ognuno di Noi attraverso la Luce che sorveglia costantemente e illumina i periodi di buio. La figura della donna, della madre e del suo bambino, nella rappresentazione del femminile, vengono descritti in modo dolcissimo.

Giuseppe e Maria ci parlano di unione animica profonda, connessione di destini oltre il comprensibile umano. Da un testo di Emil Bock, Infanzia e giovinezza di Gesù.

“Secondo i valori di questo mondo, la fanciulla Maria non è nulla. Gli occhi del mondo non si fermano su di lei, non la scorgono nemmeno: eppure essa è il punto di convergenza di raggi che, in “quel” modo, un’unica volta, appunto allora, raggiunsero la Terra da eccelse altezze celesti.

Nel suo essere e nel suo viso si rispecchia nel modo più puro e più perfetto, un modello divino che aleggia sopra l’umanità nel mondo spirituale. Come nel bambino che ella doveva partorire si rispecchia e si incarna il modello di tutti i bambini e della natura infantile stessa – quasi un concentrato dell’esistenza infantile sulla Terra – così la Maria del Vangelo di Luca è quasi il modello trasferito in Terra di ogni femminilità verginale, il “femmineo eterno” divenuto figura visibile: la donna per eccellenza.

Le nature animiche del Giuseppe di Nazaret e della giovane Maria si armonizzavano reciprocamente in modo profondo e perfetto, come se la loro unione non fosse stata operata dai capi della colonia essena, ma dagli angeli stessi, ispirati da profondissime intenzioni divine e connessioni di destini.

La loro comunione di vita era avvolta dal velo di sogno di una coscienza ancora celeste più che terrena. E così per Maria, ancora del tutto verginale, significò un brusco, quasi pauroso risveglio, quando si avvide di essere in attesa di un bambino. Lo sbocciare di una nuova vita riempie l’intero essere corporeo-animico di lei.

La trasformazione, la trasposizione delle sue forze vitali fa sì che la sua anima venga sollevata all’improvviso a una veggenza spirituale. Non solo sul piano corporeo essa diventa cosciente del suo divenire madre: scorge sopra di sé un’alta figura d’angelo. Lo sguardo della sua anima cade sulla sfera da cui l’arcangelo Gabriele porta giù l’anima che vuole incarnarsi nel suo grembo. Le sembra di udire distintamente le parole che l’angelo le rivolge: parole dalle quali ella si sente salutata, benedetta e innalzata e che, nella sua umile semplicità, ella dapprima non vorrebbe neppure riferire a se stessa. Ma che ella lo voglia o no, deve sostenere l’immagine che l’angelo le mostra: davanti le si illumina il fulgore dell’avvenire messianico.

Questa esperienza nasce tutta dai sognanti pensieri di lei, seduta vicino al pozzo. Esteriormente non succede nulla. La causa del grande risveglio è tutta interiore. Nonostante tutta la sua umiltà esteriore, si tratta di un’anima umana interamente e perfettamente adombrata e compenetrata dall’anima del mondo: e, attraverso questa, da quella pura entità cosmica di luce, che il mondo antico chiamava Iside-Sofia e che il cristianesimo chiamò Spirito Santo”

“Esteriormente non succede nulla. La causa del grande risveglio è tutta interiore”

Credo sia in queste parole che si concentri lo Spirito del Natale. Il dono più prezioso e sorprendente che possiamo ricevere siamo proprio noi stessi, il nostro risveglio, la nostra ri-nascita. Ce lo porta l’entità cosmica del femminile, lo Spirito Santo, l’Iside-Sofia, Maria.

La Luce di una stella guida ci accompagna ad accogliere l’Amore, la forza più potente e vitale che conosciamo.

La stessa Forza che appartiene all’Anima del mondo, alla Natura come all’Essere umano, un’unica Energia che ci avvolge e compenetra.

La gioia di vivere, la serenità interiore, albergano nel cuore, non fuori da noi stessi, sentimento che sarebbe bene coltivare nei bambini, poiché parlare dello Spirito del Natale significa mantenere accesa la Luce dentro loro.

Non possiamo vederlo, non possiamo toccarlo, ma possiamo sentirlo, sempre, e ci parla in un linguaggio non verbale, di archetipi, simboli. Simboli che ritroviamo anche nelle quattro settimane d’Avvento che precedono il Natale.

Il calendari dell’Avvento ci ricorda di aprire ogni giorno una finestrella dell’anima, una luce nuova dentro noi.

La corona di Avvento ci parla di passi evolutivi grazie all’energia di quattro angeli, rappeesentati da quattro candele di colori diversi, una per ogni virtù animica, allenamento per l’evoluzione interiore ed avvicinamento allo Spirito.

L’albero, il verde Abete, è simbolo di verticalità, di vita, anche nel freddo e buio inverno, decorato di luci, l’anima che si accende di stelle, come il manto blu di Maria, rosa rossa dell’inverno. Sulla cima la stella dell’umanità in continua evoluzione.

Steiner nella conferenza tenuta a Berlino il 17 dicembre 1906:

“E’ la stella che tutti i savi seguono, come la seguirono in un remoto passato i savi sacerdoti. E’ il senso stesso della Terra, che nasce nella notte sacra del Natale, quando la somma luce irraggia dalle più profonde tenebre. L’uomo si trova ora in una condizione, per cui la luce deve generarsi in lui.”

E infine la nascita, balsamo per l’umanità, porta in dono la luce del sole, l’Amore, la centralità ed un nuovo cammino.

Far vivere il periodo di Avvento al bambino, lo Spirito del Natale e la nascita con i suoi simboli, magari raccontati attraverso poesie e filastrocche, lo aiuterà a non aver bisogno un giorno di credere solo a ciò che vede, perché avrà imparato che verità e magia dimorano in noi, in ciò che si sente, si percepisce, nel tutto che ci circonda.

” i sentimenti del mondo fisico ne diventeranno meglio e più finemente elaborati..”

IL VANGELO DI GIOVANNI (O.O.103)

La Bellezza delle figure mistiche, delle energie cosmiche, corrisponde alla nostra Bellezza animica. Quando nutriamo la Bellezza interiore nutriamo l’Amore, il Bambino che nasce, cresce e ci rafforza nello Spirito.

E continuare a vivere l’Avvento con l’entusiasmo del bambino che attende il Dono portato dallo Spirito del Natale, significa condividere il significato di nascita come evento unico, dell’Uno cosmico.

La Natività che av-viene in noi.

Con il solstizio d’inverno, infatti, nel cosmo avviene una piccola rivoluzione i cui effetti condizionano anche la vita sulla Terra. Si entra nel cosiddetto ‘inverno astronomico’. Un tempo, nei riti pagani, l’evento dell’incontro con lo Spirito veniva rappresentato teatralmente in questo periodo dell’anno, quello con piú scarsa luce emanata dal Sole, durante la notte piú lunga dell’inverno, come ancora oggi per la festa di Natale.

Gli uomini dovevano arrivare a vedere un’immagine interiore; a tal scopo si riunivano in religioso raccoglimento la notte di Natale, nelle tenebre piú fitte. L’intento era far nascere un’immagine di luce dentro loro poco alla volta, parallelismo che ritroviamo nella Luce dello Spirito portata in sogno dall’Arcangelo Gabriele a Maria.

La luce contenente tutti e sette i colori, una volta trasformatasi in Sole, avrebbero permesso l’incontro con lo Spirito, il risveglio interiore.

Da qui il detto “Vedere il Sole a mezzanotte”

Lo Spirito nato in noi.

COSÌ TI ACCORGI CHE SEI UN SOLE

Il Natale è il periodo dell’anno in cui il Sole, nel suo moto apparente lungo l’eclittica, raggiunge la massima distanza angolare rispetto all’equatore celeste e si posiziona nel punto più meridionale nella sua orbita apparente intorno alla Terra. Qui avviene il ribaltamento e dalla notte più lunga di 16 ore tra il 21 e 22 ci muoviamo verso la luce. Ad ognuno di noi è data la possibilità di far entrare la stessa potenza, di trasformarci in Luce e cominciare il cammino per abbandonare le tenebre. Ogni volta che pensi e si forma un pensiero, accendi in te lo stesso potere di illuminare che vi è nel Sole.

È la Forza che illumina e scalda la terra, cosi come la vita che abita in te illumina e scalda il tuo corpo.

Impossibile non credere a questa Forza: è parte di te.

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