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Covid-19: Medici Inglesi chiedono moratoria su vaccinazione ai bambini

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Dalle pagine del blog dell’Associazione di Studi e Informazione sulla Salute-AsSIS riportiamo  la lettera aperta di alcuni medici del Regno Unito  per esprime la loro preoccupazione sulla vaccinazione anti COVD-19 ai bambini.

E’ una iniziativa analoga a quella lanciata in Italia dalla Rete di Sostenibilità e Salute che al 20 luglio ha visto l’adesione di più di 1400 sanitari.

Desideriamo rendervi partecipi delle nostre gravi preoccupazioni riguardo alla proposta di somministrare i vaccini COVID-19 ai bambini. Questa possibilità è già prevista per i bambini dai 12 anni, e la vaccinazione di bambini di età inferiore a 5 anni dopo l’estate rappresenta uno scenario ancora peggiore.

Siamo stati profondamente turbati dalle richieste di diversi rappresentanti del governo e della SAGE diffuse attraverso i media che il vaccino contro la COVID -19 sia reso disponibile “al più presto possibile” per tutti i bambini. Il materiale didattico distribuito alle scuole londinesi contiene domande e imprecisioni forzatamente emotive. Inoltre, il linguaggio inquietante usato da alcuni leader politici e sindacali determina atteggiamenti coercitivi nell’accettazione delle vaccinazioni da parte dei bambini, nonostante la coercizione ad accettare un trattamento medico sia contro le Leggi e le Convenzioni britanniche e internazionali.

Una retorica del genere è irresponsabile e non etica e invita la popolazione a richiedere la vaccinazione dei minori con un prodotto ancora in fase di sperimentazione di cui non si conoscono gli effetti a medio o lungo termine, contro una malattia che per loro non comporta rischi significativi.

Riportiamo le nostre motivazioni.

Rischi e benefici nelle cure mediche

I vaccini, come qualsiasi altro trattamento medico, hanno rischi e benefici. Dobbiamo considerare ogni prodotto, individualmente, in base ai suoi vantaggi, e specificamente individuare i pazienti o la parte di popolazione per cui il rapporto rischio/beneficio sia favorevole. Per i vaccini COVID-19, i potenziali benefici sono evidenti per gli anziani e i vulnerabili, mentre per i bambini questa valutazione è molto diversa. Solleviamo queste preoccupazioni nell’ambito di un dibattito scientifico, che è una parte essenziale del metodo scientifico corretto. Dobbiamo garantire che non si ripetano tragedie del passato, come quelle che si sono verificate con l’immissione sul mercato di altri vaccini Ad esempio, il vaccino Pandermix, proposto nel 2010 contro l’influenza suina ha provocato oltre mille casi di narcolessia, una devastante patologia neurologica, in bambini e adolescenti, prima di essere ritirato. Anche Dengvaxia, un nuovo vaccino contro Dengue, è stato distribuito ai bambini prima dell’esito completo degli studi, e 19 bambini sono morti per il fenomeno noto come ADE prima che il vaccino fosse ritirato. Non dobbiamo rischiare di ripetere gli errori con i vaccini COVID-19, che non solo avrebbero un impatto sui bambini e sulle famiglie colpite, ma avrebbero anche un effetto estremamente dannoso sulle vaccinazioni di tutta la popolazione.

Non si dovrebbe introdurre alcun intervento medico sul presupposto che questo abbia ‘una base adatta a tutti’, ma si dovrebbe invece valutare pienamente l’idoneità a seconda delle caratteristiche della coorte di età e degli individui interessati, ponderando il profilo di rischio rispetto ai benefici per ciascuna coorte e per gli individui facenti parte del gruppo. Questo approccio è stato delineato lo scorso ottobre dal capo della Task Force per i vaccini governativi, Kate Bingham, che ha affermato:

“Dobbiamo vaccinare tutti i soggetti a rischio. Non ci saranno vaccinazioni per i minori di 18 anni. Si tratta di un vaccino per soli adulti, per le persone di età superiore ai 50 anni, soprattutto per gli operatori sanitari e i soggetti vulnerabili”.

I bambini non hanno bisogno di vaccinazione per la propria protezione

I bambini sani presentano rischi molto bassi per la COVID-19, con un rischio di morte pari a 1 su 2.5 milioni. Nessun bambino precedentemente sano sotto i 15 anni è morto durante la pandemia nel Regno Unito e i ricoveri in ospedale o in terapia intensiva sono estremamente rari. Anche se Long-Covid è stato citato come un motivo per vaccinare i bambini, ci sono pochi dati, e questa condizione sembra essere meno comune e molto più breve che negli adulti e nessuno degli studi sui vaccini ha sinora analizzatol’efficacia su questo fenomeno. La sindrome multisistemica infiammatoria, PIMS, è stata identificata come potenziale effetto avverso nei bambini vaccinati nello studio Oxford AstraZeneca. L’immunità naturalmente acquisita è più ampia e più duratura della vaccinazione. Molti bambini sono già immuni.

I singoli bambini ad alto rischio possono già ricevere la vaccinazione per motivi compassionevoli.

I bambini non hanno bisogno della vaccinazione per sostenere l’immunità di gregge

Due terzi della popolazione adulta ha già ricevuto almeno una dose di vaccino COVID -19. I modelli che prevedono la vaccinazione dei bambini per raggiungere l’immunità di gregge non tengono conto di quanti hanno acquisito l’immunità naturalmente. Recenti modelli hanno affermato che il Regno Unito avrebbe raggiunto la soglia dell’immunità di gregge al 12 aprile 2021.

I bambini non trasmettono SARS-COV-2 allo stesso modo degli adulti. Gli adulti che vivono o lavorano con bambini piccoli sono a rischio minore di COVID-19 grave. Le scuole non hanno dimostrato di essere un veicolo di diffusione del virus, gli insegnanti hanno un rischio minore di COVID -19 rispetto ad altri adulti in età lavorativa.

Problemi di sicurezza a breve termine

A partire dal 13 maggio, la MHRA ha ricevuto un totale di 224,544 segnalazioni di eventi avversi, di cui 1.145 decessi in associazione con i vaccini SARS-COV-2. I rapporti di ictus dovuti a trombosi dei seni venosi cerebrali erano inizialmente in basso numero, ma progressivamente, molte altre segnalazioni hanno portato alla conclusione che il vaccino AstraZeneca non deve essere utilizzato per gli adulti al di sotto dei 40 anni di età e questa scoperta non prevista ha portato alla sospensione della sperimentazione di questo vaccino nei bambini.

Eventi simili sono stati osservati con i vaccini Pfizer & Moderna nel sistema statunitense di segnalazione degli effetti avversi (VAERS) ed è probabile che si tratti di un effetto correlato alla produzione delle proteine Spike. Le nuove linee guida del Regno Unito sulla gestione della trombocitopenia trombotica indotta da vaccino (VITT) includono tutti i vaccini COVID-19. Non si può escludere la possibilità di ulteriori problemi di sicurezza ancora imprevisti. In Israele, dove i vaccini sono stati ampiamente diffusi tra giovani e adolescenti, il vaccino Pfizer è stato collegato a diversi casi di miocardite nei giovani maschi e sono state sollevate preoccupazioni circa le segnalazioni di alterazioni del ciclo mestruale e sanguinamento anormale nelle giovani donne dopo il vaccino.

La cosa più preoccupante per quanto riguarda la possibile vaccinazione dei bambini è la segnalazione di decessi associati alla vaccinazione riportata dal sistema VAERS negli Stati Uniti, nonostante i vaccini siano stati somministrati solo ai bambini nel corso degli studi e proposti solo molto recentemente alla fascia di età 16-17 anni.

Problemi di sicurezza a lungo termine

Tutti gli studi di fase 3 sul vaccino COVID-19 sono in corso e si concluderanno tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023. I vaccini sono, quindi, attualmente sperimentali e non sono disponibili dati di sicurezza a lungo termine per gli adulti. La tecnologia del vaccino a mRNA non ha precedenti, non è mai stata approvata precedentemente per l’uso negli esseri umani. L’mRNA è, a tutti gli effetti, un pro-farmaco e non è nota la quantità della proteina Spike che ogni individuo produrrà. I potenziali effetti a insorgenza tardiva possono richiedere mesi o anni per rendersi evidenti. Le limitate sperimentazioni condotte finora sui bambini non sono in grado di escludere eventi avversi non comuni ma gravi.

I bambini hanno una vita davanti a loro, e i loro sistemi immunologici e neurologici sono ancora in sviluppo, e pertanto sono potenzialmente più vulnerabili agli effetti negativi rispetto agli adulti. Sono già state sollevate alcune preoccupazioni specifiche, tra cui malattie autoimmuni e possibili effetti sulla fertilità. Una recente pubblicazione ha sollevato la possibilità che i vaccini mRNA COVID-19 possano innescare una malattia neurodegenerativa a base di prione. Tutti i rischi potenziali, noti e sconosciuti, devono essere equilibrati rispetto ai rischi del COVID-19 stesso, per cui il rapporto beneficio/rischio nei bambini è molto diverso rispetto agli adulti.

Conclusioni

Nel giuramento di Ippocrate c’è un’importante saggezza: “Primum, non nocere“. Tutti gli interventi medici comportano un rischio di danni, quindi abbiamo il dovere di agire con cautela e proporzionalità. Ciò è particolarmente vero quando si considera l’intervento di massa in una popolazione sana, in cui necessitano prove certe che i benefici siano ben superiori ai danni. Gli attuali dati disponibili mostrano chiaramente che il calcolo del rischio rispetto al beneficio NON supporta la somministrazione di vaccini COVID -19 in modo affrettato e sperimentale a bambini, che non hanno praticamente alcun rischio di COVID -19, ma sono esposti a rischi noti e sconosciuti derivanti dai vaccini. La Dichiarazione dei diritti del Bambino afferma che

 “il bambino, a causa della sua immaturità fisica e mentale, ha bisogno di particolari tutele e cure, inclusa un’adeguata protezione legale”.

Come adulti abbiamo il dovere di proteggere i bambini da danni inutili e prevedibili.

Concludiamo che è irresponsabile, non etico e non necessario includere i bambini sotto i 18 anni nel programma di vaccinazione nazionale contro la COVID-19. Le sperimentazioni cliniche nei bambini pongono enormi dilemmi etici, alla luce della mancanza di potenziali benefici per i partecipanti alla sperimentazione e dei rischi sconosciuti. Dovrebbe essere attesa la fine degli attuali studi di fase 3, servono dati sulla sicurezza provenienti da diversi anni di osservazione negli adulti, per escludere, o quantificare, tutti i potenziali effetti negativi.

Chiediamo ai nostri governi e alle autorità di regolamentazione di non ripetere gli errori della storia, e di respingere gli inviti a vaccinare i bambini contro la COVID-19. E’ stata esercitata estrema cautela su molti aspetti della pandemia, ma sicuramente ora è il momento più importante per esercitare la vera cautela – non dobbiamo essere la generazione di adulti che, con inutile fretta e paura, mette a rischio la salute dei bambini.

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