Sempre alla ricerca dell’amata Bibbia, Hahnemann e Melanie arrivarono in Spagna.
– Sei sicura che si trovi qua?- Domandò il medico tedesco alla moglie.
– Certamente.- Rispose lei.- In questo momento la possiede don Chisciotte.-
Hahnemann la guardò con diffidenza: – Tu come lo sai?-
– Me l’ha detto una maga.-
Lui la guardò con maggiore diffidenza.- Come faccio a riaverla?-
La donna porse al marito un’ampolla contenente un liquido verde.- Devi bere questa pozione magica preparata da una fattucchiera: ti tramuterai in Sancio Pancia, lo scudiero di Don Chisciotte. Mentre il tuo padrone dormirà, tu gli porterai via la Bibbia.-
Hahnemann:- Chi sono questa maga e questa fattucchiera?- Maga Magò e fattucchiera Amelia.-
Hahnemann:- Mai sentite nominare.-
Melanie: – Per forza, tu non leggi Topolino.-
– Che cos’è?-
– Un fumetto.-
– Cosa?-
– Lasciamo perdere, bevi la pozione e taci.-
Hahnemann obbedì. Di colpo si trovò proiettato nel romanzo di Cervantes. Però anziché tramutarsi in Sancio Pancia, il povero medico tedesco divenne il delirante don Chisciotte, mentre spronava il suo cavallo Ronzinante all’attacco dei mulini a vento.
– La fortuna va guidando le cose nostre meglio che noi non oseremmo desiderare. Vedi là, amico Sancio, come si vengono manifestando trenta, o poco più smisurati giganti? Io penso di azzuffarmi con essi, e levandoli di vita cominciare ad arricchirmi colle loro spoglie; perciocché questa è guerra onorata, ed è un servire Iddio il togliere dalla faccia della terra sì trista semente.
– Dove, sono i giganti? disse Sancio Pancia.
– Quelli che vedi laggiù, rispose il padrone, con quelle braccia sì lunghe, che taluno d’essi le ha come di due leghe. –
– Guardi bene la signoria vostra, soggiunse Sancio, che quelli che colà si discoprono non sono altrimenti giganti, ma mulini da vento, e quelle che le paiono braccia sono le pale delle ruote, che percosse dal vento, fanno girare la macina del mulino.
– Ben si conosce – disse don Chisciotte / Hahnemann – che non sei pratico di avventure; quelli sono giganti, e se ne temi, fatti in disparte e mettiti in orazione mentre io vado ad entrar con essi in fiera e disugual tenzone.-
Detto questo, diede de’ sproni a Ronzinante, senza badare al suo scudiere, il quale continuava ad avvertirlo che erano mulini da vento e non giganti, quelli che andava ad assaltare. Ma tanto s’era egli fitto in capo che fossero giganti, che non udiva più le parole di Sancio, né per avvicinarsi arrivava a discernere che cosa fossero realmente; anzi gridava a gran voce: – Non fuggite, codarde e vili creature, che un solo è il cavaliere che viene con voi a battaglia.-
A quel punto Hahnemann si svegliò dall’incantesimo e gridò alla moglie:- Dulcinea, trova qualcosa contro questo sortilegio, altrimenti qua finisce male.-
Melanie s’arrabbiò: – Dulcinea? Chi è costei? La tua amante? Allora arrangiati.-
Era troppo tardi per spiegare alla moglie ignorante che Dulcinea era l’amata di don Chisciotte. Hahnemann si tastò l’armatura ed estrasse un flacone di Stramonium.
– Soffro di un delirio furioso, violento, con allucinazioni. Ho il viso rosso, congestionato come se avessi la febbre. Sento l’impulso di gridare, di picchiare, di mordere. Questo è il rimedio adatto. –
Lo bevve d’un fiato, appena prima di finire contro i mulini a vento. Arrestò Ronzinante in un luogo appartato, scese e sotto la sella trovò la sua Bibbia.
– Finalmente è tra le mie mani- Gridò il medico tedesco.
Ma alle sue spalle comparve Zorro che con la spada fece sul posteriore del medico tedesco la solita zeta, montò su Ronzinante e fuggì al galoppo.
Hahnemann chiese un passaggio a Sancio Pancia che arrivava sopra un somarello. In verità si trattava del sergente Garcia. E fu travolto.








