Redazione

Domani 21 gennaio a Teramo conferenza con Sandro Galantini sulla Scuola omeopatica abruzzese

L’intervento verterà sulle molte personalità di spicco che nel XIX secolo si dedicarono alla disciplina, portando le loro conoscenze dall’Abruzzo al Regno delle Due Sicilie
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Domani, Martedì 21 gennaio, lo storico Sandro Galantini terrà a Teramo una lezione dal titolo: “Similia similibus curantur. L’Omeopatia nel Teramano da Melchiorre Delfico a Rocco Rubini”.
L’intervento, che avrà luogo alle 17 presso la sede della Caritas in via Vittorio Veneto 11, segue e si ricollega alla conferenza che Galantini ha tenuto a Napoli il 12 dicembre scorso al Museo delle Arti Sanitarie. La lezione porterà alla luce le antiche radici della scuola omeopatica nel sud Italia, e in particolare lo stretto legame che unì Teramo e Napoli. Già dal 1792, infatti, il toranese Vincenzo Comi (nato a Torano Nuovo, comune in provincia del capoluogo abruzzese) seguì con attenzione i primi esperimenti di Samuel Hahnemann, fondatore della Medicina omeopatica, trentasei anni prima della sua applicazione presso l’Ospedale Militare della Trinità di Napoli. Anche Melchiorre Delfico, illustre positivista anch’egli di origini teramane, fu un estimatore dell’Omeopatia, secondo quanto rivelano suoi carteggi ancora inediti. Non da meno Rocco Rubini, fondatore a Napoli dapprima di una farmacia omeopatica e quindi, nel 1860, direttore dell’ospedale della Cesaria che trasformò in ospedale omeopatico.
Molti gli illustri studiosi delle scienze mediche, che dall’Abruzzo si trasferirono nella Capitale del Regno delle Due Sicilie, per mettere a frutto il loro bagaglio di conoscenze omeopatiche nel contrasto delle terribili epidemie di colera che colpirono la città nei 50 anni che vanno dal 1837 al 1887.

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