Lucille - Tempo di lettura 7 min.

Il venditore di patate dolci

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Verso l’anno 1989, dopo aver trascorso svariati anni senza alcun impegno, ho avuto l’opportunità di aprire la clinica popolare a Peralvillo, dove il Prof. Ortega (il maestro Proceso) aveva iniziato da giovane la sua attività di medico omeopatico. La clinica era molto modesta e si trovava in un quartiere di artigiani, tra gli indigeni. Facevamo visite in gruppo, studenti e professori insieme, nei fine settimana.

Quella domenica Yolotzin (che significa “cuoricino” in Nahuatl) comparve davanti a noi. Aveva 35 anni. Era di statura medio bassa, grassoccia e con lunghe trecce di capelli neri. Era angosciata perché aveva iniziato con lievi perdite emorragiche ed era incinta. Era la prima volta che le accadeva perché aveva già tre figli e non aveva avuto mai problemi. Ma ora, ci disse piangendo che era molto angosciata dalla paura di perdere il bambino.

La sua famiglia aveva sofferto la fame. Erano in 8 fratelli, 3 donne e 5 uomini. “poveri ma forti”, così diceva della madre, “sana”, che aveva sofferto di emorragia uterina prima per mioma e poi per tumore ovarico. E anche il padre era sano, sebbene fosse stato un bevitore, un festaiolo e un donnaiolo come tutti i fratelli e aveva avuto solo una malattia rara, di quelle che si prendono per andare con molte donne. Ma “sanito”.

Ci disse che erano tutti “sani”, secondo lei, ad eccezione di: gastriti emorragiche, osteomieliti, dolori reumatici, ulcere alle gambe, reumatismi invalidanti per l’umidità, miomi, distacco di retina, un tumore al seno di una sorella e alcuni bambini con problemi di apprendimento, sciocchi o violenti fin da piccoli … ma generalmente “sani”.

Suo marito era violento e manesco. Molto scontroso e non l’aveva mai considerata. Faceva il postino e beveva molto. Lei, con tutta l’innocenza del mondo, ci riferì che siccome arrivava spesso ubriaco, quello che faceva era accumulare le lettere che doveva consegnare e, quando erano tante, faceva un rogo nel cortile e le bruciava. (È così che aveva cominciato  a capire perché la posta non arrivasse molte volte, per quanto  la si potesse aspettare), tuttavia per il resto era “sanito”. Aveva solo vomito e mal di testa che gli faceva venire la voglia di sbatterla forte contro  il muro. E con l’età aveva la “rostata” come si dice, il liquido delle  parti basse. Ma per il resto era sano. Molto manesco anche con i tre figli: due maschi e una femmina. “Sani”. Solo il problema degli occhi, uno strabico e gli altri due come se non vedessero o sentissero bene, ma “sono sani”. Solo molto spaventati dalle percosse del padre (ci diceva). Ma vanno a scuola e sono felici. Mangiano e dormono sempre bene.

Poiché il suo pianto non si fermava mentre raccontava le cose della famiglia “sanita”, e si asciugava le lacrime ed il muco con il vecchio grembiule sporco che indossava, le chiesi perché piangeva così tanto e fosse così affranta. La  perdita emorragica era molto piccola e poveva essere risolta … ma proprio mentre glielo dicevo, scoppiò in lacrime dicendo che questo figlio lo amava più di chiunque altro … perché quel bambino non era di suo marito. Si era innamorata di Xilonen, il venditore di patate dolci. Un piccolo indiano tenero e affettuoso che ogni giorno girava per il quartiere con il suo carretto fischiettando, bussando alle porte del quartiere per vendere le sue patate dolci calde.

Per un po’si sentì insicura di andare con un altro uomo perché aveva paura di suo marito, ma un giorno si decise perché con lui era felice. Così si sono incontrati mantenendo segreto il loro amore per un anno. Quando veniva nel quartiere, fischiava da lontano e così lei riusciva a uscire di casa per un motivo o per l’altro. Era felice e non gli dispiaceva di stare con i due uomini. Con uno per obbligo con l’altro per amore.

 Quando gli chiesi come faceva a sapere che il figlio era di Pilonen (significa in nahuatl “mais dolce”), spalancando gli occhi come due dischi piatti, rispose: – “Sono sicura perché è quello che amo”. Indimenticabile espressione di logica cosmica incarnata in una piccola india innamorata. Quel figlio non poteva essere di nessun altro! (Confesso che avrei voluto incontrare Pilonen)

Mossa dall’innocenza e dall’emozione della sua risposta, non dissi  nient’altro. “Certo che lo è. Così è”. Stai certa che non perderai il “chiquitín” (bambino in Nahuatl). Questo è il vostro tesoro.

Ho scritto i sintomi della sofferenza di Yolotzin:

  • Paura di perdere il “piccolo di Xilonen” (cuoricino)
  • pianto disperato.
  • Perdite per paura durante i primi mesi di gravidanza e minaccia di aborto perché aveva dolori da contrazione nell’utero.

Le ho dato IGNATIA 3ch 1 granulo una volta al giorno per  3 giorni e  doveva tornare per la visita la settimana successiva.

Gli indios sono molto sensibili ai rimedi. Hanno spesso aggravamenti per farmaco perché hanno una natura molto castigata ma molto forte.

La settimana successiva Yolotzin tornò felice di dirci che stava molto bene e calma. Non aveva più paura. E che il suo Xilonen era stato molto contento dell’arrivo del “ragazzino”. Perché lui l’amava ed era il suo regalo per lei. Era solo preoccupata che suo marito la picchiasse come altre volte, ma “ora non lo avrebbe piu’ permesso. Si difendeva facendo tutto ciò che lui voleva in modo che fosse calmo e se non felice, almeno non violento.

I sintomi erano cambiati. Ogni rumore la faceva trasalire. Si sentiva molto pigra soprattutto dopo aver mangiato un po ‘. Era subito sazia. Era fortemente attratta dalle cose dolci, specialmente dalle “patate dolci del suo Xilonen (mais dolce)”. Era sempre stata una donna molto calorosa, sudava con un odore molto forte. Le sue parti intime bruciavano e non riusciva a smettere di grattarle e c’erano eruzioni cutanee nelle pieghe delle sue braccia.

I sintomi erano chiaramente di Sulphur come rimedio costituzionale ideale inoltre per il buon sviluppo embrionale e per la  crescita della nostro “chiquitin”. Sulphur la preparava a un buon parto e, in modo invisibile ed insensibile, avrebbe modificato la “tremenda eredità” che si portava nel sangue e che si esprimeva come “tutti molto sani” (e ancora mi chiedo perché!)

Considerando la buona risposta della Forza Vitale della gente di li’, gli ho dato  direttamente in bocca, 1 solo granulo di Sulphur 6LM per aspettare una settimana e poi vedere. Doveva essere ripetuto ogni 15 giorni. Circa 3 volte. In seguito, la gravidanza si è sviluppata normalmente e ho avuto l’opportunità di vedere il “Chiquitin di Maíz Tierno y Corazoncito” tra le braccia del marito della mia piccola india, che quella volta l’accompagnò per la visita perché “voleva essere visitato a causa di come si era comportato male” e ora voleva essere un buon padre per il bambino che era arrivato.

Ero entusiasta di vedere il potere trasformatore dell’amore e di cosa può fare.

In definitiva “un altro bambino era venuto al mondo” con il suo innegabile messaggio di Vita e Amore e Grazia di Dio! Non importava come ci fosse arrivato.

Fino ad oggi che lo racconto, ho mantenuto il mio “segreto professionale” come un intimo tesoro. Mi sono sentita fortunata nel vedere che il piccolo è nato sano e salvo, che era figlio dell’amore, della segretezza, dell’incontro sotto i campi di granturco e  delle agavi, nato dalla parte più intima del cuore di due anime apparentemente insignificanti per una società violenta, ma non per l’universo, non per Dio.

Entusiasta di sentire che la mia “piccola” odorava di patata dolce bollente e che questa dolcezza aveva misteriosamente purificato il marito che repentinamente aveva mostrato che in ogni essere umano c’è una porta segreta che aspetta di aprirsi alla vita, alla bontà e al desiderio profondo di ogni uomo per essere migliore se le circostanze si presentano e se qualcuno lo aiuta.

E, soprattutto, che puoi essere molto malato … e sentirti “sanito” perché la gioia della vita risiede nell’amore che vive in ogni cuore.

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