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Omeopatia e SSN: Toscana ancora all'avanguardia
14 Marzo, 2025

Omeopatia e Sanità: Toscana ancora all’avanguardia

RedazioneRedazione
Un investimento di 1,8 milioni di euro rafforza il percorso di integrazione tra medicina tradizionale e complementare

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La Regione Toscana si rivela ancora all’avanguardia nel panorama della sanità pubblica italiana. Con una recente delibera della Giunta regionale, viene garantito il prosieguo del percorso di integrazione, iniziato ormai negli anni Novanta, che mira a tenere insieme medicina allopatica e complementare, ovvero Agopuntura, Fitoterapia e Omeopatia.

Un investimento per il futuro dell’Omeopatia

La Giunta regionale ha stanziato 600mila euro all’anno per i prossimi tre anni, per un totale di 1,8 milioni di euro, con cui finanziare il programma di attività delle strutture di riferimento per ciascuna branca della medicina complementare, come il Centro di Medicina integrata di Pitigliano. Questo finanziamento non rappresenta solo un sostegno economico, ma anche un riconoscimento ufficiale dell’importanza che queste discipline rivestono nel panorama sanitario toscano.

Gli ambiti di applicazione delle medicine complementari sono molteplici e toccano aree particolarmente sensibili della salute pubblica: dall’oncologia alla gestione del dolore, dalla promozione del parto fisiologico nelle gravidanze a basso rischio alla medicina di genere, fino alla prevenzione e trattamento delle infezioni ricorrenti delle alte vie respiratorie.

L’agopuntura nei livelli essenziali di assistenza

Un traguardo particolarmente significativo è stato raggiunto all’inizio del 2025, come sottolineato da Simone Bezzini, assessore al Diritto alla salute: “Dall’inizio di quest’anno l’agopuntura nella lotta al dolore è entrata a far parte dei livelli essenziali di assistenza, ossia quelle prestazioni che le Regioni sono tenute a garantire ai pazienti. La Toscana è sicuramente una di queste: nella nostra regione, in oltre vent’anni, è infatti maturato un patrimonio di competenze significativo che con questa delibera intendiamo proiettare nel futuro”.

Questo inserimento nei LEA rappresenta un passo fondamentale verso il pieno riconoscimento delle medicine complementari come parte integrante del sistema sanitario nazionale, un obiettivo per cui la Toscana ha lavorato con costanza e determinazione.

Una rete capillare di servizi sul territorio

Il sistema toscano delle medicine complementari si è sviluppato in modo capillare sul territorio regionale. Ad oggi, si contano 77 ambulatori pubblici, che annualmente erogano circa 37 mila prestazioni, e quattro strutture di riferimento specializzate nelle diverse branche della medicina complementare.

Questa rete di servizi è il risultato di un percorso di integrazione basato su criteri rigorosi di appropriatezza, qualità e sicurezza, che ha permesso alle medicine complementari di essere progressivamente inserite tra le attività delle aziende sanitarie regionali.

La medicina integrata in oncologia: un modello di eccellenza

Particolarmente significativo è stato il lavoro svolto negli ultimi anni nel campo dell’oncologia. In questo ambito, sono state create le condizioni per affiancare, su base scientifica, i trattamenti di medicina integrata convalidati dalla ricerca alle terapie convenzionali, con l’obiettivo di alleviare gli effetti collaterali delle terapie oncologiche e migliorare la qualità di vita dei pazienti.

I risultati di questo impegno sono tangibili: nei diciannove ambulatori toscani che erogano prestazioni di medicina integrata in oncologia, presenti in tutte le aziende sanitarie regionali, vengono visitati annualmente circa 2.300 pazienti e dispensati 12 mila trattamenti. Questi numeri testimoniano non solo l’efficacia di questo approccio, ma anche la crescente fiducia dei pazienti nei confronti delle medicine complementari come supporto durante il percorso di cura oncologica.

Il futuro della medicina integrata in Toscana

Con questo nuovo finanziamento, la Regione Toscana non solo conferma il proprio impegno nel campo delle medicine complementari, ma guarda anche al futuro, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente l’offerta di servizi e migliorare la qualità dell’assistenza.

La strada intrapresa dalla Toscana rappresenta un modello virtuoso per l’integrazione della medicina tradizionale con le medicine complementari, un percorso che potrebbe essere seguito anche da altre regioni italiane, con benefici significativi per la salute pubblica e per la qualità di vita dei pazienti.

In un’epoca in cui la personalizzazione delle cure e l’attenzione alla qualità di vita dei pazienti diventano sempre più centrali, l’approccio toscano alla medicina integrata si rivela particolarmente lungimirante e in linea con le più moderne tendenze della medicina contemporanea.

 

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