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La Toscana riconosce l’Omeopatia per le cure oncologiche complementari

Approvato il primo percorso terapeutico-assistenziale per i tumori che include l'utilizzo di terapie integrative
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Il 4 febbraio è la giornata mondiale contro il cancro. Un giorno dedicato alla sensibilizzazione sul tema di una malattia che ancora oggi è tra le più letali al mondo. Secondo uno studio dell’AIRC (International Agency for Research on Cancer), infatti, una persona su 5 svilupperà una forma di tumore nella propria vita. E, purtroppo, i numeri sono in continua crescita. Gli autori del rapporto stimano che nel 2040 i nuovi casi di tumore saranno 28,4 milioni nel mondo. Un aumento del 47 per cento rispetto al 2020. In un quadro a tinte fosche, va ricordato che la ricerca ha fatto grandi passi in avanti nella messa a punto di cure specifiche, che permettono di salvare tantissime vite.

La Toscana riconosce l’Omeopatia tra le cure oncologiche complementari

In questa giornata particolare ci piace portare l’attenzione, come già fatto in passato, sul “caso toscano” e sui successi delle sue cure oncologiche integrate. La Regione Toscana, infatti, è all’avanguardia per quanto riguarda la stretta sinergia tra medicina tradizionale e medicina Omeopatica, così come lo è per altre forme di medicina complementare. Si è impegnata da tempo a garantire il principio della libertà di scelta terapeutica dei pazienti e dei medici. Già dal 2002 ha cominciato l’iter giuridico per il pieno riconoscimento di forme di approccio terapeutico diverse da quella allopatica. Oggi è la prima regione a dotarsi di un Percorso diagnostico terapeutico-assistenziale (Pdta) che preveda l’impiego delle terapie complementari in Oncologia.

Dal tumore al seno ai un percorso unico per i tumori

Secondo dott. Elio Rossi del Centro regionale per la Medicina Integrata presso l’Azienda USL Toscana Nord Ovest, “Dai primi passi in tal senso ad oggi abbiamo fatto molta strada. Gruppi di lavoro, ricerche, censimenti, studi retrospettivi. E progetti di comunicazione per spiegare alla popolazione che le terapie complementari sono di supporto alla medicina ufficiale e non sono mai alternative ad essa”. Nel 2019 hanno elaborato un percorso diagnostico terapeutico assistenziale regionale per i tumori al seno che prevede il ricorso anche alle terapie complementari. “Il documento è stato approvato ufficialmente circa un anno fa, nel febbraio 2021” continua Rossi. “oggi è a disposizione di tutte le Breast Unit della Toscana”. Dopo il successo del Pdta per il tumore alla mammella, si è deciso di allargare l’esperienza ai tumori di diverso tipo. “Questo straordinario traguardo, unico ad oggi in Italia, aprirà la strada a un maggiore riconoscimento e speriamo anche a una maggiore diffusione dell’oncologia integrata come risorsa efficace, sicura e sostenibile per i malati di tumore”.

“Migliorare la qualità della vita dei malati”

Oggi la Toscana conta venti centri di oncologia integrata e più di cento ambulatori di medicina integrata. In questi centri Omeopatia, fitoterapia e agopuntura sono affiancati alle terapie oncologiche convenzionali per alleviare i possibili effetti collaterali delle terapie antitumorali, come nausea e vomito, vampate di calore, dolore, disturbi dell’umore e stanchezza eccessiva, e per migliorare la qualità della vita dei malati. Sul sito della Regione si legge a chiare lettere: “L’integrazione di queste terapie nei protocolli oncologici all’interno del Servizio sanitario pubblico, oltre ad aiutare a ridurre alcuni sintomi della malattia e/o gli effetti collaterali dei trattamenti antitumorali, rappresenta una importante forma di garanzia poiché evita che la persona malata si affidi a figure non qualificate o al “fai da te”.

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