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4 Febbraio, 2026

Miti & Verità: i rimedi naturali sono sempre sicuri?

Falsi miti e pericoli nascosti dietro le cure "dolci" per i nostri animali.

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Nell’immaginario collettivo le medicine non convenzionali sono percepite come rimedi “naturali”, privi di rischi e che possono essere assunte anche come automedicazione. Tuttavia, come qualsiasi intervento terapeutico, richiedono una prescrizione mirata da parte di professionisti qualificati, poiché un uso improprio può comportare effetti collaterali e tossici oltre che interazioni farmacologiche rilevanti.

Parallelamente, anche i farmaci della medicina tradizionale, possono causare eventi avversi quando utilizzati senza un’adeguata supervisione, specialmente in caso di automedicazione diffusa e non controllata. L’abuso di antinfiammatori, antipiretici o antibiotici può provocare danni acuti e cronici, contribuendo inoltre all’aumento dell’antimicrobico-resistenza, un fenomeno in crescita documentato da recenti studi. Secondo un report dell’Istituto Superiore di Sanità pubblicato nel novembre 2025, nel quinquennio compreso tra il 2020 e il 2024 si è osservato un incremento delle infezioni ematiche da batteri resistenti non solo per Escherichia coli e Klebsiella pneumoniae, ma anche per altri patogeni, come Streptococcus pneumoniae, ed Enterococcus faecium, batteri divenuti resistenti ai comuni antibiotici proprio a causa del loro utilizzo improprio.

Sempre nel novembre 2025 l’OMS ha organizzato, come ogni anno, la settimana mondiale degli antibiotici, ed il tema centrale di quest’anno è stato proprio quello di mettere in guardia i sanitari e gli utenti dei rischi dell’uso smodato di antibiotici. In quest’ottica, i diversi attori di questa lotta all’antimicrobico resistenza, hanno creato alleanze tra diversi enti ed istituti volte a prevenire il fenomeno, coinvolgendo anche il settore della medicina veterinaria.

Anche i medici veterinari ed i loro pazienti animali rivestono infatti un ruolo importante nella prevenzione all’antibiotico resistenza, nell’ottica del One Health, ovvero integrando gli aspetti della salute umana, animale e ambientale. In questo scenario le medicine non convenzionali rappresentano un’opzione terapeutica davvero interessante.

Ma possono essere utilizzate a cuor leggero e senza prescrizione?

Di seguito una sintesi dei principali rischi associati alle tre medicine non convenzionali più utilizzate.

Fitoterapia nella pratica veterinaria

Più della metà dei farmaci attualmente in commercio derivano da vegetali: dall’aspirina ai più recenti farmaci antitumorali come il tamoxifene, dalla digitale all’atropina. I fitoterapici sono di fatto farmaci a tutti gli effetti ed esplicano la loro azione a livello chimico, interagendo con recettori che si trovano nei tessuti umani ed animali. Sebbene generalmente considerati prodotti sicuri, i fitoterapici possono contenere contaminanti come metalli pesanti o sostanze derivanti da processi produttivi non adeguati. È dunque essenziale affidarsi a marchi certificati e regolamentati per evitare effetti indesiderati.

Inoltre, molti estratti vegetali possono interagire con farmaci convenzionali, generando effetti avversi. Esempi includono l’Iperico, che può causare sovradosaggi quando assunto insieme ad antidepressivi, o il Ginkgo biloba, che può potenziare l’effetto degli anticoagulanti.

Anche l’innocua Liquirizia che interagisce con farmaci cardiologici, ed il Ginseng che aumenta la coagulabilità del sangue, possono quindi essere dannosi, per cui, sebbene considerati sicuri, presentano rischi rilevanti a causa delle loro potenziali interazioni con terapie allopatiche.

Nonostante ciò, se correttamente prescritti, i fitoterapici rappresentano un valido supporto terapeutico, sostituendosi in alcuni casi a terapie allopatiche che si basano sull’utilizzo di sostanze chimiche. Anche per la fitoterapia quindi l’automedicazione non è mai un’opzione consigliabile.

Agopuntura nella pratica veterinaria

L’agopuntura è tra le discipline meno soggette ad automedicazione, ma non è priva di rischi quando praticata da personale non adeguatamente formato. È infatti una terapia energetica in quanto agisce in modo molto potente a diversi livelli su organi ed apparati. L’agopuntura sia nel bene che nel male è caratterizzata infatti da effetti molto rapidi e profondi e può risultare dannosa sia per errata tecnica di applicazione, che per errata impostazione della terapia. Tali errori tecnici possono provocare lesioni a nervi superficiali, o se applicati a livello di piccoli capillari, lievi sanguinamenti o flebiti. Al giorno d’oggi gli aghi utilizzati sono monouso e sterili e riducono quasi del tutto il rischio di infezioni, ma in passato c’era anche questo problema. Gli effetti avversi quindi, come anche la qualità del trattamento, dipendono principalmente dall’esperienza del professionista. È pertanto raccomandabile rivolgersi solo a operatori certificati, optando per medici e veterinari diplomati a scuole di agopuntura riconosciute, e che vantino diversi anni di esperienza nel campo.

Omeopatia nella pratica veterinaria

Secondo i detrattori di questa efficace e affascinante scienza i rimedi omeopatici sarebbero acqua fresca in quanto non contengono materia chimica.

I rimedi omeopatici agiscono infatti a livello ultra molecolare e possono provocare effetti avversi se prescritti in modo scorretto o se assunti in automedicazione.

Uno degli eventi più noti è l’“aggravamento omeopatico”, che dovrebbe essere temporaneo, ben tollerabile e accompagnato da un miglioramento dello stato generale del paziente. Se ben prescritto il rimedio omeopatico può causare un aggravamento impercettibile e che può manifestarsi ad esempio anche durante il sonno, magari attraverso un incubo notturno. Inoltre l’aggravamento omeopatico può, grazie ad alcune tecniche posologiche, essere bypassato e in ogni caso modulato. Come accennato, durante l’aggravamento di alcuni sintomi deve esserci il concomitante miglioramento dello stato generale del paziente, il quale deve sentirsi in ogni caso più forma. Negli animali possiamo ad esempio accorgercene perché magari ricominciano ad alimentarsi dopo giorni di digiuno, oppure ad avere comportamenti usuali che durante la malattia avevano abbandonato.

Una scelta errata del rimedio o della posologia può invece favorire la progressione della patologia, in quanto non abbiamo azione curativa. Per questo motivo è essenziale affidarsi a omeopati esperti, capaci di individuare il rimedio specifico e modulare correttamente la terapia. Di fondamentale importanza quindi, anche nel caso dell’omeopatia, scegliere un medico veterinario che sia esperto e preparato in questa meravigliosa opzione terapeutica. Soltanto l’omeopata esperto infatti, oltre ad individuare il rimedio corretto, saprà scegliere la diluizione e la frequenza di somministrazione adeguate al paziente e per il suo stato morboso, e potrà modulare la cura in base alle reazione che il rimedio provocherà in quel dato paziente. L’omeopatia classica è infatti la medicina dell’individuo secondo la quale non esistono due mal di pancia o zoppie uguali ma pazienti che manifestano dei sintomi particolari e che risponderanno soltanto ad un rimedio unico. Affidiamoci quindi, anche in questo caso, sempre a professionisti esperti e certificati.

Conclusione

La maggior parte degli effetti avversi associati alle medicine non convenzionali deriva da prescrizioni improprie, effettuate da personale improvvisato, o causate dall’automedicazione. Soprattutto nel caso di pazienti fragili e delicati, o per patologie gravi o croniche, è fondamentale rivolgersi a medici e medici veterinari esperti e preparati, informandosi sulle loro competenze. Viceversa, un utilizzo sicuro ed efficace di queste preziose medicine, se guidato da professionisti esperti è una valida opzione terapeutica: il medico ed il veterinario esperti saranno infatti in grado di scegliere la terapia più appropriata e monitorarne l’evoluzione, offrendo ai pazienti un valido supporto integrato o una alternativa alle cure allopatiche.

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