Un blog ideato da CeMON

1 Aprile, 2026

L’uso responsabile degli antibiotici: l’approccio One Health in veterinaria

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Ogni lunedì riceverai una ricca newsletter che propone gli articoli più interessanti della settimana e molto altro.
Tempo di lettura: 6 minuti

Gli antibiotici sono stati una delle scoperte scientifiche più importanti del XX secolo. Nel 1928 a seguito di una acquisizione accidentale Alexander Fleming, microbiologo scozzese, scoprì l’antesignano degli attuali antibiotici che in un primo momento soprannominò “succo di muffa”. Egli stava infatti conducendo degli studi sulla crescita batterica su piastre e osservò che in una di queste si era arrestata la crescita delle colonie batteriche, notando inoltre al centro dell’area di inibizione di crescita un alone biancastro. Analizzandolo scoprì che si trattava di una muffa, il “Penicillium notatum”, precursore degli antibiotici della classe delle penicilline. Soltanto nel 1945 Fleming stesso e due suoi collaboratori annunciarono l’effettiva nascita del primo antibiotico di sintesi, vincendo grazie a questa scoperta il premio Nobel per la medicina. Fino a quel tempo tutte le malattie di origine batterica non avevano una cura efficace e pertanto pazienti affetti da polmoniti, cistiti, pancreatiti, ascessi ed infezioni batteriche in diversi organi ed apparati avevano finalmente una terapia efficace. Ma come sempre nella scienza c’è il risvolto della medaglia: da allora infatti gli antibiotici hanno visto un utilizzo sempre più diffuso ed a tratti smodato e vengono spesso assunti dai pazienti umani o somministrati ai pazienti animali quando non vi è necessità. Questi comportamenti protratti negli anni hanno portato al fenomeno della così detta antibioticoresistenza, ovvero la capacità di un batterio di resistere all’azione di un antibiotico e quindi di sopravvivere e moltiplicarsi anche in presenza di terapia antibiotica, causando infezioni responsabili di malattie infettive non curabili. Ciò è causato dal fatto che quando si assume un farmaco antimicrobico senza una indicazione precisa del medico o del veterinario si può dare luogo alla resistenza di alcuni batteri che “resistendo “appunto all’effetto del farmaco, persistono nel sito di infezione replicandosi. A quel punto quei batteri rimasti, anche se trattai con l’antibiotico che era stato somministrato in precedenza, risulteranno insensibili e non si potrà più beneficiare dell’effetto antiinfettivo. Il fatto che i batteri sviluppino resistenza ad un antibiotico è quindi un normale processo evolutivo e di sopravvivenza del batterio stesso, il quale diventa resistente, e moltiplicandosi trasferisce la sua capacità di resistere agli antibiotici ad altri batteri. Questo fenomeno è esacerbato da un uso eccessivo e non corretto degli antibiotici.

Antibiotico-resistenza: situazione nel mondo

Il fenomeno dell’antibiotico-resistenza (AMR – Anti Microbical Resistance) è aumentato sensibilmente negli ultimi anni dando luogo alla comparsa di microrganismi multi resistenti, pericolosi per la vita di esseri umani ed animali. Pertanto l’antibiotico-resistenza è ad oggi uno dei principali problemi di sanità pubblica a livello mondiale, con importanti implicazioni sia dal punto di vista clinico a causa di patologie infettive sempre più aggressive, sia in termini di ricaduta economica, per i costi supplementari che occorrono per l’impiego di farmaci più costosi, per l’allungamento dei tempi di degenza in ospedale, per le procedure più dispendiose che occorrono per curare i pazienti, ed anche per eventuali invalidità che derivano da queste malattie non curabili. Negli ultimi anni, alcuni prestigiosi organismi internazionali che si occupano di salute pubblica, come l’Organizzazione mondiale della sanità ed il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, hanno creato delle raccomandazioni e proposto strategie mirate a contenere questo allarmante fenomeno, riconoscendo l’antibioticoresistenza come una priorità in un ambito sanitario. Già dal 2015 l’OMS ha costituito un importante progetto denominato GLASS, acronimo di “Global Antimicrobial Resistance Surveillance System”, e dal 2021 oltre 109 paesi si sono iscritti al GLASS. Questo progetto mira a ridurre l’antibioticoresistenza attraverso una strategia basata su alcuni cardini: migliorare i livelli di consapevolezza attraverso informazione ed educazione efficaci rivolti al personale sanitario e alla popolazione generale per ridurre l’uso non necessario di questi farmaci, rafforzare le attività di sorveglianza da parte delle istituzioni sanitarie, migliorare la prevenzione e il controllo delle infezioni attraverso stili di vita e di comportamento più sani, ottimizzare l’uso degli antimicrobici nel campo della salute umana e animale consigliandone l’utilizzo solo in casi di effettiva necessità, ed infine sostenere ricerca e innovazione cercando valide alternative. L’antibiotico-resistenza è quindi un problema sociale: il rischio di essere infettati da batteri antibiotico-resistenti riguarda, infatti, non solo chi assume in modo scorretto ed eccessivo gli antibiotici, ma anche coloro che saranno successivamente contagiati da quei batteri.

Cause di antibioticoresistenza

Oltre all’utilizzo incauto di antibiotici le cause di resistenza a questi preziosi farmaci sono svariate e vi sono diversi fattori che vi concorrono. Tra questi l’aumentato uso e l’uso inappropriato di sia in medicina umana che veterinaria, il loro utilizzo diffuso in zootecnia ed in agricoltura, la propagazione delle infezioni causate da microrganismi antibiotico-resistenti e la concomitante diffusione di ceppi batterici resistenti, quest’ultimo agevolato anche all’aumento dei viaggi e degli spostamenti nazionali ed internazionali, sia di esseri umani che di animali. Tra queste la causa più impattante sul temibile fenomeno è, a detta degli esperti, l’utilizzo continuo degli antibiotici che aumenta la pressione selettiva e favorisce l’emergere e la diffusione dei ceppi batterici resistenti. Tra questi ceppi molto spesso ce ne sono poi alcuni addirittura resistenti a più antibiotici contemporaneamente, e che vengono denominati come “multidrug-resistance”. Questi batteri, che sono spesso associati ad infezioni nosocomiali, ovvero contratte in ospedali e cliniche, sono molto pericolosi e difficilmente possono essere trattai in modo efficace.

Antibioticoresistenza ed animali

Come accennato anche in medicina veterinaria si è assistito negli ultimi anni all’insorgenza di infezioni batteriche sostenuta da batteri resistenti e multi resistenti. L’utilizzo improprio da parte dei proprietari di animali ha fatto sì che l’OMS stilasse un elenco diviso per categorie degli antibiotici più o meno utilizzabili per gli animali, sia da affezione che da produzione. L’Unione europea nel 2017 ha messo a punto il nuovo piano d’azione per contrastare l’AMR basato sul cosiddetto approccio “One Health”, un approccio medico che considera in modo integrato la salute dell’uomo, degli animali e dell’ambiente. Seguendo queste raccomandazioni, in Italia, nel 2017 è stato approvato il “Piano nazionale di contrasto dell’antimicrobico-resistenza. Dal 2019 in Italia è entrata in vigore la Ricetta Elettronica Veterinaria che ha tra i suoi scopi proprio il monitoraggio delle prescrizioni di antibiotici ed altri farmaci critici per la salute pubblica, quindi anche antivirali, chemioterapici, antiparassitari.

Approccio integrato all’antibioticoresistenza

A concorrere per la gravità di una patologia infettiva non ci sono solo i germi responsabili dell’infezione, ma anche il terreno sui quali si sviluppano. Perfino Louis Pasteur, padre scopritore della microbiologia moderna e primo scienziato a riconoscere l’esistenza di agenti microbici quali i lieviti, dopo una intera carriera a cercare di combattere i germi, alla fine della sua vita pronunciò la famosa frase: “il microbo è nulla, il terreno è tutto”. Pasteur con questa asserzione sottintendeva che i germi da soli non sono l’unica causa della malattia, ma che anche il terreno, ovvero il corpo del paziente, ne determina la gravità dell’evoluzione. Il sistema immunitario è infatti importantissimo nello sviluppo di una patologia infettiva, e spesso in una epidemia coesistono pazienti con sintomi lievi e pazienti che possono anche perdere la vita per la severità del decorso clinico. Il miglior modo per prevenire le complicazioni di tali patologie è quindi quello di avere cura del proprio sistema immunitario attraverso strategie mirate. Tra queste lo stile di vita sano che include una dieta equilibrata, riposo sufficiente, attività che stimolano il benessere psicologico, l’igiene personale e dell’ambiente in cui si vive, i contatti sociali soddisfacenti. Anche per i nostri pet vale quanto appena detto, ed infatti cani, gatti ed altri animali che vivono in condizioni di disagio sia fisico che emotivo, che seguono un’alimentazione errata, e sono sottoposti a stress, sono maggiormente soggetti a peggiori evoluzioni di patologie infettive. Il nostro benessere, come quello dei nostri amici a quattro zampe, dipende quindi da queste corrette abitudini vita.

Cosa fare per prevenire l’antibioticoresistenza

Oltre a non assumere questi farmaci senza il diretto controllo medico, dal canto nostro e nella nostra quotidianità possiamo fare tanto. Ad esempio curare l’alimentazione assumendo, se necessario, anche delle integrazioni funzionali che aiutino a ridurre l’infiammazione cronica che tanto incide sul sistema immunitario. Una supplementazione di acidi grassi omega 3/6 come ad esempio quelli contenuti nell’ OMEGA-3-EFA della linea ISENA, può proteggere l’integrità delle membrane cellulari di diversi organi ed apparati, rendendo le cellule più resistenti. Anche integrazioni con prebiotici e probiotici rafforzano il sistema immunitario locale e sistemico, attraverso la salute del microbiota intestinale. Inoltre in caso di lievi patologie infiammatorie, specialmente se di origine virale, si possono utilizzare per i nostri amici a quattro zampe integratori come il RIBES NERO FFE, potente antinfiammatorio che diminuisce la sintomatologia interagendo in modo positivo sulla salute del sistema immunitario. Un altro integratore fitoterapico che stimola il sistema immunitario è il FERMENT FEE, a base di estratti di Juglans regia (Noce), Hippophae rhamnoides (Olivello spinoso) e Rosa canina: i 3 componenti interagiscono sinergicamente a rafforzare il sistema immunitario. Vi sono anche degli integratori molto completi formulati come sciroppo e che sono specifici per rinforzare il sistema immunitario, agendo in modo diretto anche in corso di patologie batteriche e virali: ne è un esempio l’ECHINERG sciroppo che contiene un pool di componenti immunomodulatori come l’Echinacea, il Ribes nero, la Rosa canina, l’Olivello spinoso, la lattoferrina e lo zinco, ed è quindi un potente alleato della salute del sistema immunitario, sia in fase acuta che cronica. Ultima non per importanza, è la rinomata Propoli tintura madre, che da centinaia di anni trova impiego nel trattamento di patologie infettive anche di origine batterica. Questa infatti ha proprietà antimicrobiche oramai testate scientificamente in numerosi studi. Tutti questi integratori se prescritti da medici veterinari e medici competenti possono affiancare se non a volte sostituire gli antibiotici, agevolando il ripristino dello stato di salute dei pazienti e prevenendo il pericoloso fenomeno dell’antibiotico-resistenza.

FONTI:

  •  Antibiotics (Basel)2024 Apr 16;13(4):364.doi: 10.3390/antibiotics13040364.

Echinacea Reduces Antibiotics by Preventing Respiratory Infections: A Meta-Analysis (ERA-PRIMA)Giuseppe Gancitano Nicola Mucci Rainer Stange Mercedes Ogal Selvarani Vimalanathan Mahfuza Sreya Anthony Booker Bushra Hadj-Cherif Werner C Albrich Karin Woelkart-Ardjomand Samo Kreft Wim Vanden BergheGodehard Hoexter Andreas Schapowal Sebastian L Johnston

  • Biology (Basel). 2021 May 12;10(5):428. doi: 10.3390/biology10050428.

Effects of Propolis on Infectious Diseases of Medical Relevance Nelly Rivera-Yañez C Rebeca Rivera-Yañez 3Glustein Pozo-Molina Claudia F Méndez-Catalá Julia Reyes-Reali María I Mendoza-Ramos Adolfo R Méndez-Cruz Oscar Nieto-Yañez  Affiliations Expand – PMID: 34065939- PMCID: PMC8151468– DOI: 10.3390/biology10050428

Lascia il primo commento