C’è una verità che la medicina, in tutte le sue forme, ripete da decenni: prevenire è meglio che curare. Eppure, ancora oggi, molte donne rimandano controlli essenziali, spesso per mancanza di tempo, per timore o semplicemente perché non sanno a cosa hanno diritto. La buona notizia è che, almeno per una settimana all’anno, le barriere economiche vengono abbattute del tutto.
Dal 22 al 29 aprile 2026 torna la (H) Open Week sulla salute della donna, l’iniziativa promossa dalla Fondazione Onda ETS (l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere) che offre gratuitamente alle cittadine visite specialistiche, esami strumentali, consulenze telefoniche, colloqui a distanza ed eventi informativi dedicati alla prevenzione femminile.
Cosa si intende davvero per prevenzione femminile
La salute della donna attraversa fasi molto diverse nel corso della vita, ognuna con le proprie specificità e i propri rischi. Monitorarla regolarmente significa intercettare in anticipo situazioni che, se trascurate, possono diventare serie.
Tra i controlli raccomandati figurano la mammografia (indicata annualmente dopo i 40 anni), il pap test o HPV test (da ripetere ogni 3-5 anni), la visita ginecologica annuale e gli esami del sangue per tenere sotto controllo colesterolo, glicemia e funzionalità tiroidea. A questi si affiancano pratiche di monitoraggio quotidiano come l’autopalpazione del seno e, con cadenza periodica, le visite dermatologiche. Si tratta di strumenti utili e raccomandati, ma niente come una visita individualizzata permette di valutare davvero lo stato di salute di una persona nella sua interezza, cogliendo sfumature e tendenze che nessun esame standardizzato da solo è in grado di restituire.
La prevenzione, però, non si esaurisce negli ambulatori. Uno stile di vita equilibrato (un’alimentazione ricca di nutrienti, il movimento fisico regolare e la cura del benessere ormonale) potenzia l’effetto protettivo di ogni controllo clinico.
Gli ospedali Bollino Rosa: una rete a misura di donna
Dal 2007, la Fondazione Onda ETS assegna il Bollino Rosa agli ospedali che garantiscono servizi dedicati alla prevenzione, alla diagnosi e alla cura delle principali patologie femminili. Oggi questa rete conta oltre 370 strutture distribuite su tutto il territorio nazionale, più che raddoppiate rispetto ai 133 ospedali aderenti nel 2020. Un segnale concreto di quanto il sistema sanitario stia investendo in un approccio sempre più attento alle specificità del genere femminile.
Tutte le prestazioni disponibili durante la (H) Open Week sono consultabili sul sito www.bollinirosa.it, con un motore di ricerca per regione, provincia e area specialistica. Nell’ultimo anno le prestazioni erogate gratuitamente da questi ospedali sono state 26.855.
Le aree specialistiche coinvolte
L’iniziativa abbraccia un ventaglio molto ampio di discipline: cardiologia, ginecologia e ostetricia, endocrinologia, neurologia, oncologia ginecologica e medica, senologia, medicina della riproduzione, reumatologia, psichiatria e nutrizione. Sono inoltre previsti percorsi dedicati al tema della violenza sulla donna, un ambito in cui il supporto medico e psicologico integrato può fare una differenza enorme.
L’11ª Giornata nazionale della salute della donna
La (H) Open Week si apre in coincidenza con l’11ª Giornata nazionale della salute della donna, istituita dal Ministero della Salute e celebrata ogni anno il 22 aprile, con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sull’importanza della prevenzione e di promuovere la medicina di genere, ovvero un approccio che riconosce come le malattie si manifestino e rispondano alle terapie in modo diverso a seconda del sesso biologico.
Partecipare a questa settimana di apertura gratuita è semplice: basta consultare il sito dedicato, trovare l’ospedale più vicino e prenotare. Prendersi cura di sé è il primo atto di salute.
LEGGI ANCHE: Il microbiota vaginale unico delle donne italiane


Redazione




