Il 30 novembre 2020 l’Agenzia ANSA diffuse la notizia che in Italia il numero degli smartphone risultava essere decisamente superiore a quello della popolazione: circa 80 milioni di cellulari per 60 milioni di abitanti. La pandemia, l’obbligo di fatto a usare tecnologie digitali per lavorare, studiare e per i più semplici adempimenti, unita alle necessità sempre più sublimate di comunicazione, hanno indotto l’italiano medio a eccellere nell’uso dei cellulari. Con la decrescita demografica la popolazione italiana si è ridotta a neanche 59 milioni, ma il numero dei dispositivi non è certo calato.
Ci sono diversi fattori poco noti alla popolazione (che di fatto fruisce di tecnologie di cui non ha informazioni) sui rischi che i CEM (Campi Elettromagnetici) possano creare.
I danni documentati
Le fonti emettitici di Elettrosmog sono: cellulari, WI-FI, Bluetooth, cordless. Sono considerate fonti “dirette” il cui contatto è molto intuibile e i danni sono determinati in gran parte, dall’intensità dell’esposizione, dal tempo e dalla sensibilità individuale.
Altre sorgenti di CEM sono le antenne per la telefonia mobile, i radar, i ripetitori radiotelevisivi, gli elettrodotti, gli impianti elettrici.
Le radiazioni elettromagnetiche possono essere sostanzialmente di due tipi: le radiofrequenze (RF) che cedono energia ai tessuti sotto forma di riscaldamento e i CEM a bassa frequenza (ELF) che vanno a interferire con le funzioni biologiche.
Prendiamo ora in esame i danni cellulari più significativi:
- EFFETTI GENOTOSSICI. Ovvero la capacità di indurre modificazioni all’interno della sequenza nucleotidica o del DNA cellulare1 2 3 4.
- ALTERAZIONE DELL’OMEOSTASI CELLULARE. Disturbi del mantenimento ottimale delle funzioni cellulari fondamentali a dispetto delle variazioni ambientali.
- APOPTOSI CELLULARE. Alterazione del processo che indica una forma di morte cellulare programmata.
- ALTERAZIONE DELLA SPERMATOGENESI. Moltissimi studi riguardano la fertilità maschile ed evidenziano una riduzione della mobilità e del numero degli spermatozoi5 6 7.
- AUMENTO DELLO STRESS OSSIDATIVO. Nelle cellule si verifica quando queste sono esposte ad un eccesso di agenti ossidanti. L’effetto è costituito da alterazioni metaboliche, danno e morte cellulare.
Gli studi e le metanalisi che riguardano le Radiofrequenze (includendo Wi-Fi, Telefonia mobile ecc) sull’organismo sono numerosi. Nei 1046 studi presi in esame il 76% ha riportato effetti biologici significativi. Più specificamente: il 91% di 290 studi sul danno ossidativo e radicali liberi, il 68% di 423 studi sugli effetti genetici, il 73% dei 335 studi neurologici. Tra le le patologie tumorali più studiate troviamo i tumori cerebrali come il glioma e il meningioma8 9 10 11 12 13 14 15
Uno studio ancora più recente riporta il livello di rischio di uno stress immunitario cronico correlato agli emettitori. Un elevato livello di globuli bianchi che mima uno stato infiammatorio risulta essere prodotto dai CEM. Lo stesso risultato si ottiene con l’uso del cellulare. Più del 50% di chi usa il cellulare dalle quattro alle sei ore al giorno presenta un aumento significativo dei linfociti specialmente nei soggetti con una età inferiore ai 30 anni. L’innalzamento dei linfociti si verifica alla stregua di quello che succede in un fumatore.
Nello studio sono state inoltre comparati gli effetti degli emettitori di CEM in soggetti che vivono entro i 60 metri e in quelli che vivono dai 300 metri distanti dalla fonte. Il secondo gruppo non presenta alterazioni ematiche. Questo dato evidenzia come la distanza sia un parametro rilevante16.
Elettrosensibilità
L’elettrosensibile sviluppa sintomi vari dovuti al semplice avvicinamento ai CEM sia di bassa che alta frequenza. Si tratta di sintomi per lo più soggettivi come debolezza, cefalea, palpitazioni, vertigini, sintomi neurologici vari ecc.
L’elettrosensibilità non è riconosciuta come una vera e propria malattia dall’OMS e dalla comunità scientifica. La principale obiezione è la mancanza di evidenze scientifiche che forniscano parametri in grado di dimostrare il rapporto di causa-effetto tra sintomi e esposizione.
L’Omeopata invece considera tali manifestazioni come una fenomenologia oggettiva nel momento i cui il soggetto ipersensibile avverte i sintomi in prossimità degli emettitori. Ricordiamo che la sintomatologia soggettiva è determinante per la cura omeopatica ma non lo è per quella convenzionale, Il paradigma infatti della biomedicina a riguardo delle definizioni nosologiche è quello di considerare la malattia solo quando la si può misurare oggettivamente.
L’Omeopatia in questo modo può essere utile non solo agli elettrosensibili ma può essere utile anche tutti coloro che avvertono sintomi vaghi e potenzialmente dannosi prodotti dall’esposizione ai CEM.
Omeopatia e CEM, a che punto siamo?
Sono state prese in esame numerose analogie tra effetti dei CEM e azione del farmaco omeopatico. Già Hahnemann tra il 1811 e il 1821 aveva individuato una sintomatologia correlata con il magnetismo naturale. In quel periodo storico si parlava molto di energia e di forze magnetiche (pila di Volta del 1800, Galvani, Maxwell ecc). Hahnemann era in contatto con la “Scuola scozzese del senso comune” di Edimburgo che ospitava menti illustri ed era all’avanguardia nella ricerca sull’elettromagnetismo. Egli sviluppò questi studi applicandoli alla medicina omeopatica fino a produrre numerosi provings. Nella materia medica pura di Hahnemann troviamo sperimentazioni sul magnetismo e una ricca sintomatologia sotto Magnetis Polus Articus, Magnetis Polus Australis, Magnetis Poli Ambo. Andando a rileggere i sintomi troviamo molte analogie con quelle prodotte dai CEM attuali. Hahenamnn in quel periodo storico stava elaborando i concetti di ipersensibilità, idiosincrasia e suscettibilità che troviamo nell’Organon per meglio spiegare l’effetto delle sostanze omeopatizzate. Probabilmente i soggetti sottoposti ai proving e sensibili ai campi magnetici naturali (che hanno prodotto sintomi) sono analoghi agli attuali “elettrosensibili”. Lo stesso discorso lo potremmo fare per la SCM (sensibilità chimica multipla) dove troviamo soggetti che reagiscono in modo esagerato a una vasta gamma di molecole chimiche con la semplice inalazione.
Tornando all’effetto dei CEM come abbiamo già visto le alterazioni prevalenti sono sull’omeostasi cellulare, lo stress ossidativo e in un concorso di responsabilità nelle mutazioni. Di per sé i CEM non sono in grado di essere mutageni, ma insieme ad altre condizioni come l’assunzione di sostanze chimiche varie, farmaci, interferenti endocrini, idrocarburi, pesticidi ecc potrebbero concorrere e anche significativamente alle alterazioni cellulari descritte e quindi anche a produrre attività oncogenica.
Elettrosmog: che fare?
L’aumento delle esposizioni ai CEM riguarda sia l’interno delle abitazioni che l’esterno. Ora anche tutte le auto, gli aerei, i treni sono interessati da CEM più o meno potenti. Non se ne può fare a meno tranne che allontanarsi da ogni emettitore.
Se l’elettrosensibilità è un insieme di sintomi evidenti, si sta profilando un’area di sensibilità meno distinta e con sintomi più subdoli.
I sintomi più frequenti osservati nei pazienti da mettere in relazione con i CEM sono: confusione mentale, cefalea leggera, debolezza e sonno disturbato. Si tratta di sintomi difficili da individuare perchè molto generici e comuni.
Una delle indicazioni pratiche che ricordiamo è quella di mettere lo smartphone e il PC in modalità aereo e scollegare i dispositivi elettrici semplicemente togliendo le spine vicino a dove si dorme. Quella di limitare l’uso nell’età evolutiva e informarsi sulla distanza tra emettitori e aree di gioco o di attività sportiva soprattutto dei bambini.
Non abbiamo trovato studi sull’efficacia di rimedi omeopatici nei casi di sintomi prodotti sicuramente dai CEM e/o nei soggetti elettrosensibili. Dato lo sviluppo esponenziale delle tecnologie e l’enorme diffusione dell’Elettrosmog e visto l’aumento dei soggetti elettrosensibili, questa potrebbe essere un’area di ricerca interessante per l’utilizzo di cure omeopatiche specifiche.
“Le frequenze sono il potere del futuro”. Nessuno verrà lasciato indietro. Con questa frase che sottende il principio di inclusione di ogni abitante, la terra si sta trasformando in “virtù” della tecnocrazia, in un villaggio globale digitalizzato17 18 19https://www.nogeoingegneria.com/campo-elettromagnetico/5g-forze-armate-le-frequenze-sono-il-potere-del-futuro/[/efn-note].
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